giovedì 23 agosto 2018

Salvini, l’Italia e il KKK





Prima i fatti.

"Sono ministro dell'Interno di questo Paese con il mandato preciso di difendere i confini di questo Paese, di occuparsi della sicurezza. Se bloccare una, due, tre, quattro o cinque navi mi comporta accuse e processi, ci sono".
Matteo Salvini (1)

Boom! Sembra un film già visto. Tanti anni fa Hitler  sosteneva  di   difendere i “confini” della Germania, annettendo e conquistando.  Salvini  dice le stesse cose, alzando però muri intorno all’Italia.  Ricatta l’Europa,  sequestrando vigliaccamente centosettantasette  persone a bordo, attenzione, di una nave italiana.  Bene ha fatto la magistratura a intervenire, per ricordare che in Italia esiste ancora la divisione dei poteri.  C’è ancora un giudice a Berlino. Fortunatamente.
Per ritrovare un comportamento  vergognoso a livello istituzionale come quello di Salvini,  bisogna risalire alle  Leggi razziali del 1938.  E purtroppo, come allora,  il leader leghista sembra  godere di consensi, o quanto meno della passività di quelli "del tanto sono tutti uguali" e del "comunque sia, proviamo"...  Oppure,  forse,  l’Italia sta impazzendo.   Lentamente, un cappio razzista  sembra stringersi intorno al suo delicato collo che si allunga nel Mediterraneo,   storicamente crocevia di popoli e culture differenti.
È bene ricordare che il passaggio dalla difesa dei confini della patria a quello della difesa della razza (e viceversa)  è brevissimo.   Soprattutto la gente comune, facile preda di una  politica della paura (la stessa del movimento Brexit britannico, che prese più voti nei distretti rurali, ancora privi di immigrati),  che gioca sulle emozioni piuttosto che sulla ragione. Una politica  via faKe news  che rischia di tramutare l’Italia in una specie di succursale collettiva del KKK.
In Italia ormai, si entra solo via mare, la Bossi-Fini non funziona, o se funziona, impedisce qualsiasi accesso legale,  se non si può dimostrare che si ha già un lavoro.  Questa  è la verità.   Per giunta, proprio via mare, non c’è alcuna invasione, o quantomeno il flusso è in discesa,  come  provano le statistiche, del Ministero dell’Interno (2): sono cifre che il “Grande Mago”della Lega dovrebbe conoscere a menadito. Eppure...
L'invasione -  le destre neofasciste, romantiche e complottiste, parlano di "Grande Sostituzione"...  -  se c'è, esiste solo  nella testa di Salvini  e degli sfortunati, mentalmente sfortunati, che,  in preda a inesistenti paure, lo votano.  I suoi volenterosi carnefici elettorali. Per ora. 
Ciò  che spaventa è la disumanità  del Ministro dell’Interno: il suo non è realismo,  ma ferocia politica. Per capire la distinzione, non c'è bisogno di leggere Machiavelli o Mario Puzo:  Salvini, impari, pazientemente, la differenza ripassando le politiche di Marco Minniti...   Per inciso, altro dato privo di precedenti: siamo davanti  a un capo-partito  appropriatosi  di  un ministero chiave, che invece dovrebbe, istituzionalmente, tutelare tutti gli italiani, anche quelli, siamo sessanta milioni,  che  non la pensino come  il leader della Lega.  O deve  valere per tutti il Salvini-Pensiero-Unico? Una bella croce di fuoco, tanti magnifici cappucci bianchi e gone with the wind...
Tuttavia,  quel  far  scendere dalla nave  Diciotti  i minori, solo dopo la notizia dell’ apertura di un fascicolo da parte della magistratura per sequestro di persona,  per ora contro ignoti,  consente di  intuire che forse, e sottolineiamo forse,   Salvini non si senta  poi così forte. Di qui, il suo vittimismo, come prova l'incipit.
Di conseguenza, per metterla  in termini politici, si potrebbe presentare in Parlamento  una mozione di sfiducia contro il Ministro dell'Interno.  Quantomeno per provare a dividere il Governo, non su volgari  questioni  economiche,  ma su una nobile e vitale questione di principio: i diritti fondamentali dell’uomo.
Naturalmente, da parte delle opposizioni, per una volta,  riunite.  Forza Italia,  il Partito Democratico, Liberi e Uguali  se la sentono?  Ora o mai più.

Carlo Gambescia

(1)  

(2)
http://www.interno.gov.it/sites/default/files/cruscotto_giornaliero_22-08-2018.pdf     . Si veda direttamente il grafico.