Un’inchiesta di “El Mundo”, quotidiano di centrodestra, lancia un allarme che sarebbe imprudente liquidare come l’ennesimo scenario da guerra fredda: secondo informazioni raccolte dall’intelligence americana e condivise con alcune cancellerie europee, Mosca starebbe valutando la possibilità di impiegare droni lanciati dal mare contro Paesi come Spagna, Francia o Italia.
Al di là della fondatezza di ogni singolo dettaglio — che naturalmente spetta alle autorità verificare — la questione è seria. Non soltanto per ciò che riguarda la sicurezza materiale, ma per il possibile effetto politico: colpire la retrovia europea, seminare paura, mettere alla prova le difese, alimentare divisioni e soprattutto indebolire il sostegno a Kiev. È precisamente questo il terreno sul quale la guerra può trasformarsi in pressione politica.
Da liberale e da studioso di metapolitica, direi che è proprio questo l’aspetto da non perdere di vista. Le guerre non si combattono soltanto sul campo di battaglia. Si combattono anche nella percezione del rischio, nella capacità di una società di resistere alla paura e nella tenuta delle sue istituzioni.
Cara Europa, sei avvisata.
Certo, uomo avvisato mezzo salvato... Ma, come insegna la vecchia saggezza, dipende sempre dalla qualità dell’uomo. E anche dalla sua memoria.
Carlo Gambescia
***
La CIA mette in guardia da un attacco russo con droni contro Spagna, Francia o Italia (*)
Le cancellerie europee dispongono di un rapporto dettagliato dopo la visita del direttore dell’Agenzia a Mosca. Secondo quanto ha appreso il governo lituano, la Russia lancerebbe dalle navi i temibili Gerbera, con un’autonomia di 600 km.
La Russia prepara nuovi attacchi con droni in Europa, ma questa volta contro i Paesi mediterranei. I servizi di intelligence degli Stati Uniti hanno raccolto informazioni sui piani di escalation del Cremlino e le hanno condivise con diversi governi europei. “Utilizzeranno droni lanciati dal mare, nascosti nel container di una nave; non è affatto difficile”, spiega una fonte anonima vicina al Ministero della Difesa della Lituania.
La giustificazione di una simile escalation è sul tavolo da tempo. Mosca ha insistito più volte sul fatto che la fornitura di armamenti, informazioni di intelligence e consiglieri militari all’ Ucraina trasforma i Paesi occidentali in partecipanti alla guerra e in obiettivi legittimi. Finora ha agito al di sotto di quella che gli esperti definiscono “soglia bellica”, evitando così azioni che potrebbero provocare una risposta coordinata della NATO, ma ha comunque avviato una crescente campagna di sabotaggio contro obiettivi nei Paesi che sostengono l’Ucraina, oltre a incidenti isolati apparentemente destinati a sondare i limiti e a testare la reazione. Una prima escalation si è verificata quando, un anno fa, 19 droni, privi di munizioni, hanno deviato verso lo spazio aereo polacco. Il principale punto di svolta è stato il recente incidente con droni armati all’ aeroporto di Lipsia, che le autorità tedesche attribuiscono ai servizi di intelligence russi.
Ora le autorità lituane conoscono persino il tipo di drone che i russi potrebbero utilizzare contro Spagna, Francia o Italia. Si tratterebbe di un Gerbera, lungo circa due metri, con un’apertura alare di 2,5 metri, un peso fino a 18 chilogrammi, una velocità di circa 160 chilometri orari e un’autonomia massima dichiarata di 600 chilometri, sempre in funzione del carico esplosivo trasportato o di altre variabili, come il vento. Una nave mercantile può trasportare diversi apparecchi, che possono essere lanciati con molta meno difficoltà rispetto a uno Shahed o a un Geran, di dimensioni considerevolmente maggiori.
Da 200 o 300 chilometri dalla costa, il volo durerebbe approssimativamente tra un’ora e un quarto e due ore, a seconda della velocità effettiva. Il suo piccolo carico non è sufficiente a distruggere una grande installazione, ma può provocare un incendio, danneggiare apparecchiature esposte o chiudere temporaneamente un porto o un aeroporto. L’effetto ricercato potrebbe essere politico ed economico, oltre che materiale.
La Lituania — come altri Paesi — gestisce queste informazioni da poco dopo il misterioso viaggio del direttore della CIA, John Ratcliffe, a Mosca il 25 agosto. Ratcliffe è arrivato a bordo di un aereo militare statunitense che aveva fatto scalo a Riga, nel pieno del fianco baltico della NATO. Non risulta pubblicamente che abbia tenuto riunioni in Lettonia, anche se fonti diplomatiche di un Paese baltico confermano che erano state informate in anticipo del viaggio e che successivamente erano state messe al corrente del suo contenuto. “The Wall Street Journal” e “Politico” hanno affermato che Ratcliffe si era recato a Mosca per mettere in guardia la Russia da qualsiasi attacco o provocazione contro la NATO.
Secondo fonti a conoscenza dell’allerta, anche i governi di Spagna, Francia e Italia sono stati informati che la Russia stava preparando una possibile operazione con droni contro uno di questi Paesi. E questo avvertimento coincide con l’improvvisa reazione di Emmanuel Macron, dopo aver riunito il 16 settembre il Consiglio di difesa, due giorni più tardi ha convocato all’Eliseo i leader di tutti i partiti e i candidati alle presidenziali del 2027. Diversi analisti della difesa consultati hanno confermato di essere a conoscenza dell’esistenza di un rapporto della CIA circolato tra le cancellerie europee, molto preciso nel descrivere l’attacco e al quale i francesi hanno attribuito grande credibilità.
Perché un attacco in Spagna, Francia o Italia? I tre Paesi avranno campagne elettorali ed elezioni nel 2027 e dispongono di forze radicali capaci di sfruttare la paura e la stanchezza nei confronti dell’Ucraina. Soprattutto in Francia e in Italia esistono collegamenti o posizioni chiaramente vicine agli interessi del Cremlino. Proprio ieri il candidato della sinistra Jean-Luc Mélenchon ha attribuito agli “attacchi a lungo raggio” dell’Ucraina sul territorio russo l’intensificazione della minaccia russa in Europa.
Keir Giles, analista britannico specializzato nella strategia militare russa, che ha lavorato per l’Accademia della Difesa del Regno Unito, avverte che la distanza della Spagna dal confine russo non garantisce la sua sicurezza. “Non saranno necessariamente i Paesi in prima linea a essere presi di mira. L’obiettivo sarà là dove si trova il punto più debole dell’Europa”, sostiene. Tra i possibili punti vulnerabili cita “Paesi come il Regno Unito o la Spagna, che non hanno investito in sistemi integrati di difesa aerea e antimissile adeguati alla minaccia russa”.
L’obiettivo principale di un’azione condotta con Gerbera lanciati da una nave mercantile non dovrebbe necessariamente essere quello di provocare una grande distruzione. Con un carico esplosivo di circa quattro o cinque chili, l’apparecchio risulta più utile per chiudere un aeroporto, provocare un incendio, sorvolare un’installazione militare o dimostrare che la Russia è in grado di raggiungere la retrovia europea. “La Russia osserva dove qualsiasi azione potrebbe avere il maggiore impatto, a causa della mancanza di resilienza, della difesa civile e della fragilità politica”, afferma Giles. La scelta dell’obiettivo, spiega, risponde a “un’equazione che cambia continuamente”: Mosca calcola dove può ottenere il risultato maggiore in rapporto ai rischi e alle risorse che è disposta ad assumere.
L’idea del lancio navale contro la NATO era già stata avanzata un anno fa dal media ucraino “Defense Express”: Gerbera trasportati su petroliere della cosiddetta flotta fantasma e lanciati mediante catapulte da acque internazionali. “La Federazione Russa aveva già sperimentato il lancio di veicoli aerei senza pilota da navi. Per esempio, nel 2020, ZALA (un’azienda russa produttrice di droni, legata al consorzio di armamenti Kalashnikov) effettuò lanci dimostrativi, lanciando droni da un’imbarcazione in movimento”.
Nell’ottobre 2024, ha ripreso questi esperimenti da una piattaforma marittima praticamente stazionaria. Al di là delle esercitazioni, c’è già stato uno spavento nel Baltico: a febbraio, un’unità navale svedese ha rilevato un drone decollare dalla nave russa per l’intelligence elettronica Zhigulevsk, nello stretto di Øresund. La Svezia ha disturbato il segnale dell’apparecchio e ha definito il volo una violazione del proprio spazio aereo. Proprio in quei giorni la portaerei francese Charles de Gaulle si trovava a Malmö: il drone è rimasto a più di 10 chilometri e non è stato identificato. E lo scorso 14 settembre una nave da guerra russa ha lanciato due razzi di segnalazione d’emergenza contro un elicottero militare danese che stava svolgendo attività di sorveglianza di routine in acque internazionali del Mar Baltico.
Negli ambienti russi vicini a quello militare il fianco meridionale del Mediterraneo viene già presentato come una via attraverso la quale minacciare la Francia, e viene persino diffuso un elenco di possibili obiettivi. Il 19 settembre, appena un giorno dopo la riunione convocata da Macron, l’influente canale Telegram Rybar ha pubblicato una mappa del Mediterraneo con il titolo “La medicina russa contro l’arroganza francese”. Il testo ipotizzava la fornitura di droni Geran-5 all’Algeria e indicava che questi potrebbero raggiungere industrie aeronautiche, basi militari, centrali nucleari e complessi petrolchimici della Francia meridionale.
“L’impressione che i russi vogliono suscitare è quella della loro Spider Web”, spiega la fonte lituana, riferendosi alla spettacolare operazione con cui l’Ucraina ha nascosto droni all’interno di container trasportati da camion attraverso la Russia, all’insaputa degli autisti, per poi liberarli nei pressi degli aeroporti russi e distruggere una serie di aerei. Fonti di intelligence dei Paesi baltici collegano la maggiore aggressività russa ai danni che gli attacchi ucraini stanno provocando al settore energetico russo.
La recente intensificazione delle attività di sabotaggio russe risponde a diversi obiettivi: ridurre il sostegno all’Ucraina, provocare divisioni nella NATO e allarmare la popolazione europea. Anche la Polonia dispone di informazioni analoghe. Il primo ministro Donald Tusk ha messo in guardia da possibili attacchi russi con droni o missili contro i Paesi che aiutano l’Ucraina e ha sottolineato che i Paesi hanno già dimostrato di essere in grado di fermare questo tipo di operazioni o di identificarne gli autori e i mandanti. Il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, avverte: “La Russia non si nasconderà. Dobbiamo semplicemente evitare le conseguenze”.
Le dimensioni del Gerbera sono leggermente superiori alla larghezza interna abituale di un container. Potrebbe essere trasportato con le ali smontate, ripiegato oppure disposto diagonalmente e preparato sul ponte. Ha già attraversato i cieli dell’UE: il Gerbera-2 (una variante di questo drone russo) recuperato recentemente al largo della costa polacca trasportava una testata a frammentazione con detonatore e circa quattro chili di esplosivo. Ma quell’incidente non è stato un lancio navale: probabilmente era arrivato da Kaliningrad attraversando la Lituania.
Il metodo non è esclusivo della Russia: anche l’Ucraina lancia già droni aerei da piattaforme in mare. Alcuni analisti ritengono che potrebbe trattarsi di una risposta. In un articolo di Bloomberg, una persona vicina al Cremlino ha avvertito dell’intenzione di punire l’Europa per il sostegno a Kiev.
Xavier Colás Vilna
Vilnius
(traduzione di Carlo Gambescia©)
(*) Qui: https://www.elmundo.es/internacional/2026/09/23/6ab411e9fdddff35028b4598.html .



























.jpg)












