giovedì 10 settembre 2026

Lazio, figlia di un dio minore

 

 

La Lazio è figlia di un dio minore. Bella, a cominciare dai colori olimpici, ma sfortunata. Di più: qualche volta ha fatto anche del suo peggio per finire male (come nello scandalo del “calcioscommesse”).

Gli storici del calcio (e della Lazio), con la passione per i numeri, attestano un andamento ciclico, con alti e bassi fino agli anni Sessanta, per poi scivolare più volte in serie B, rischiando addirittura la serie C (fine anni Ottanta), con solo due fiammate storiche: gli scudetti della banda Maestrelli e del presidente Cragnotti, nel 1974 e nel 2000.

Cragnotti, di tutta la storia istituzionale della Lazio, è stato probabilmente il presidente che meglio ha capito che il calcio anni Novanta, si globalizzava e si trasformava in spettacolo, costoso, ma spettacolo, con tifosi sparsi per il mondo e conseguenti lucrose commercializzazioni,

 

 

Dopo di che, negli anni Duemila, arrivò Claudio Lotito e le acque si chiusero sulla Lazio. Resta difficile trovare una figura come la sua nella storia laziale. Una specie di arrogante antipresidente. E comunque di vedute ristrette, una specie di antiCragnotti. Con lui la Lazio è tornata a fluttuare. Non rischia la serie B ma neppure la Supercoppa. 

Si potrebbe parlare di aurea mediocritas, se non che il calcio, nonostante tutto, sembra fatto della stessa sostanza dei sogni. Sotto i lauti diritti televisivi e la commercializzazione perfino degli slip dei calciatori, il tifoso continua ad avere il cuore antico. E vuole per i suoi undici eroi il meglio.

Cosa che Claudio Lotito, con il suo cuore da mercante di campagna, non ha mai capito. Quello che pesa tutto sulla bilancia, non spende un soldo più del necessario e continua a comportarsi così anche quando ha fatto i soldi. Lui vende “solide realtà”, così dice.

Pertanto lo sciopero dei tifosi è la giusta nemesi per un personaggio del genere. A cosa approderà è difficile prevedere.

Anche perché l’uomo è fortunato: prese la Lazio per un pugno di dollari; senza costruire uno squadrone, e lavorando su prestiti e svincolati, qualche coppa l’ha arraffata. E ora, dulcis in fundo, una squadra costruita frettolosamente, con gli avanzi del mercato estivo, tra le contestazioni dei tifosi, dopo tre giornate è a nove punti. Con Gattuso che, romanticamente, evoca elmetti e tempeste d’acciaio: una guerra combattuta, però, con quattro soldi, come Lotito comanda. Detto altrimenti: epopea contro ragioneria. I soliti maleducati direbbero: epopea contro tirchieria.

Ovviamente, anche la fortuna non è tutto. Bisogna anche conoscere il calcio. E qui l’ultima parola l’ha detta un tifoso a Radio Sei: “A Loti’ te compri Sarri, poi ce metti cinque euri de benzina? Ma allora tu de carcio non capisce un c… Vattene che è mejo”.

Concordiamo.

Carlo Gambescia

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