martedì 18 ottobre 2022

Ogni popolo ha i governanti che si merita

 



Ma si può restare appesi ai litigi (e alle paci) tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi? Si può definire governo di alto profilo, un governicchio di politici di seconda mano?

Si dirà che la sinistra ne ha dette e fatte di peggiori. E che i professori, di cui si fregia, sono capaci solo di alzare le tasse.

Diciamo che l’Italia ha la destra e la sinistra che si merita. Un’asserzione che può suonare qualunquista da “No vax della politica”. Tipo: "Piove, governo ladro!".  E invece no. Perché ha un preciso fondamento storico e sociologico.

L’Italia, dal raggiungimento dell’Unità, a parte tre grandi eccezioni (Cavour, Giolitti, De Gasperi), non ha mai avuto uomini di governo all’altezza di una leadership degna di questo nome. Soprattutto in politica estera.

Attenzione – un passo indietro – la disastrosa aggressività di Crispi e Mussolini in politica estera, non resta sicuramente indice di grandi capacità politiche. L’imperialismo di Crispi finì nel disastro di Adua, quello di Mussolini nella catastrofe della guerra hitleriana. Per contro l’intelligente mitezza di Cavour, Giolitti e De Gasperi rappresentò un plusvalore: Cavour unì l’Italia, Giolitti, senza tanto clamore, conquistò la Libia, De Gasperi firmando il trattato di pace e scegliendo la Nato, riportò l’Italia nel libero Occidente.

E chi sarà invece il prossimo ministro degli esteri? Antonio Tajani. Sembra infatti che sul suo nome ci sia accordo tra il Cavaliere e la Meloni. Proprio un uomo del calibro di Antonino di San Giuliano (Ministro degli esteri di Giolitti) e di Carlo Sforza (Ministro degli esteri di De Gasperi)… Due veri liberali. Anche Tajani si dice liberale… Ecco, si dice. Che malinconia.

Ma perché all’Italia è sempre mancata una leadership liberale? O comunque ne ha goduto solo in modo rapsodico?

Non è un problema che si può affrontare in poche righe. Però tentiamo.

In primo luogo, si tratta di caso, di puro caso: non abbiamo avuto la fortuna di avere capaci uomini politici, ne sono nati pochi insomma. In secondo luogo, la “penuria” va soprattutto ricondotta alla mediocre selezione delle élite politiche, fondata non sulla competenza ma sulla fedeltà politica. A differenza di Germania, Francia, Gran Bretagna, l’Italia si è sempre affermata come il paese dell’improvvisazione. Un fenomeno fronteggiato dai grandi leader (pochi), subito invece dai mediocri (troppi).

Non è soltanto un problema – come talvolta si legge – di distinzione tra politica e amministrazione, di grandi scuole formative, di rispetto dell’ uguaglianza formale dinanzi alla legge, ma di ethos, cioè di codici di comportamento interiorizzati in secoli di pulcinellesca servitù.

Facciamo un esempio stupido, per capire che si tratta di un problema diffuso, che riguarda la “collettività italiana”, quindi non solo la politica: nove italiani su dieci detestano mettersi in fila. Se ad esempio, occorre un documento o ci si deve sottoporre a un accertamento medico specialistico, si cerca subito la raccomandazione: il famigerato “ vedo se conosco qualcuno che mi può aiutare… ”. L’impulso primordiale è quello di passare avanti agli altri. E così via fino ai piani alti della politica.

Alcuni analisti imputano il comportamento al cattivo funzionamento dell’ amministrazione, alla distanza tra cittadini e stato, eccetera, eccetera. In realtà, se si studia ad esempio il funzionamento della democrazia indiana comparandolo con quello del sistema politico americano si scopre che l’ethos incide moltissimo sulla selezione delle élite. In India, nonostante la modernizzazione, tra l’altro di tipo britannico, prevale ancora un modello fiduciario (sulla raccomandazione, insomma) che negli Stati Uniti è sconosciuto, o che comunque prevale nelle aree meno moderne e relativamente povere del paese.

Ovviamente abbiamo semplificato, per far capire subito al lettore che l’Italia è più vicina all’India che agli Stati Uniti e che il cambiamento di ethos impone purtroppo tempi lunghi, plurisecolari.

Quindi rassegniamoci: agli Esteri avremo Tajani o altri politici simili.

Buona giornata a tutti.

Carlo Gambescia

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