martedì 11 ottobre 2022

Aiutiamo Alessia Piperno

 


“Questa terra mi ha accolta a braccia aperte, è vero, non è stato sempre facile, ma dopo due mesi e mezzo, mi è entrata dritta, dentro e profonda nel cuore […] Noi europei non sappiamo nulla di questa gente […]. Stanno manifestando per la loro libertà.
Donne, uomini, adolescenti e anziani. E ognuno di loro, ogni singola persona, rischia la propria vita quando va per le strade. In tanti hanno già perso la vita, in tanti non vedranno mai quella libertà per cui hanno rischiato e lottato, ma se un giorno questo sarà un Paese libero, è merito di queste persone, di queste ragazze che scendono in piazza e danno fuoco ai loro hijab, e a quei uomini che stanno combattendo per le loro donne” .
 

Alessia Piperno (*)

 

Su Alessia Piperno, messa in prigione dai teocrati iraniani, è sceso in questi ultimi giorni un minaccioso silenzio.

Non si capisce perché in Europa, e particolarmente in Italia, si nutra verso l’Iran fondamentalista una specie di pudore politico che spesso sfocia nella complicità morale. Parliamo in un paese governato da un’accolita di fondamentalisti (sciiti o meno, lasciamo queste distinzioni alle riunione di facoltà) che si propone, come più volte proclamato, di cancellare Israele dalla faccia della terra, per dirla brutalmente. E che l’unico Occidente che riesce a tollerare è quello che può facilitare la costruzione della prima atomica iraniana.

Preoccupa soprattutto il silenzio dei politici, e in particolare quello degli atlantisti ultimi arrivati come Giorgia Meloni, prossimo premier. Strano, perché la cultura da cui proviene – e qui mi scuso per la grave caduta di stile – ci ha rotto le palle per anni, parliamo ad esempio di Veneziani, Buttafuoco, Malgieri e compagnia cantante, con Bruce Chatwin, scrittore britannico politicamente inclassificabile. Celebrato, anche giustamente, come cantore della cultura del viaggio individuale. Insomma, il culto dello zaino in spalla e all’arrembaggio. Il viaggiatore, non dedito a “trenini” e salsa cubana, ma come osservatore partecipante. Anche Alessia Piperno non è una piccola Bruce Chatwin?

Va detto, che la destra negli anni Cinquanta del secolo scorso, con Adriano Romualdi, praticò sul serio questo tipo di cultura. Poi vennero gli anni della decadenza, con Gennaro Malgieri, parlamentare del Popolo della Libertà che viaggiava in prima classe per ritrovare in Persia le origini indoeuropee della riduzione dell’ imposta Comunale sugli Immobili.

Ma non è questo il momento di fare battute. Purtroppo crediamo, anzi temiamo, che Alessia Piperno rischi di pagare per il suo cognome. Non dimenticheremo mai un bellissimo film di Comencini (forse il migliore assoluto) che parlava della Resistenza senza parlare della Resistenza: “Tutti a casa”. In cui un ufficiale delle SS, si interroga sul cognome di una studentessa, interpretata dalla giovanissima Carla Gravina: “Modena, Modena, non essere cognome di città. Gli ebrei in Italia hanno cognome con nome di città”. Nel film la tenerissima Gravina si salva grazie ai riflessi di un occasionale accompagnatore, il pulcino bagnato Nino Castelnuovo, che nega, con altri presenti, l’esistenza della città di Modena… Nella realtà storica (ma poi anche nel film) sappiamo che le cose andarono diversamente. Purtroppo.

Il cognome Piperno non rimanda a una città, ma rinvia comunque all’immaginario nemico principale dei teocrati di Teheran. “Piperno, Piperno, non è un cognome giudeo?”. Ecco cosa si sono chiesti gli sgherri dei teocrati, proprio come i carnefici di Hitler, spulciando i documenti di Alessia.

La nostra Carla Gravina del XXI secolo è in grave pericolo. Perciò si deve fare subito qualcosa per Alessia. Piperno è un “cognome giudeo”. E allora? Rivendichiamolo tutti insieme. Senza paura. Siamo tutti Pi-per-no.

Non si può abbandonare Alessia Pi-per-no nelle mani di un regime di carnefici. Certo, non scrive bene come Bruce Chatwin. Diciamo che ci sta lavorando. E comunque sia, l’amore per la libertà è lo stesso. Aiutiamola.

Per usare la neolingua di Giorgia Meloni: la “Nazione” che fa? Resta a guardare?

Carlo Gambescia

(*) Qui: https://www.agi.it/cronaca/news/2022-10-03/chi-e-italiana-alessia-piperno-arrestata-in-iran-18304735/ .

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