giovedì 8 settembre 2022

Sondaggi e questioni di nomi

 


Sembra che gli italiani siano molto preoccupati per l’aumento dei prezzi e per la crisi energetica. Così un recente sondaggio.

«Stando a un sondaggio condotto da SWG tra il 31 agosto e il 2 settembre scorsi, le priorità per gli italiani sono tutte relative all’economia: dominano l’aumento dei prezzi e la crisi energetica, entrambi indicati come priorità su ci intervenire dal 51% degli italiani, contro il 15% che indica l’immigrazione, per avere un termine di paragone.
Dall’8 di agosto a ieri 6 settembre le citazioni online relative al gas sono state più di 502mila, da parte di oltre 44mila autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto poco meno di 3,5 milioni di soggetti. Risulta evidente la crescente apprensione degli italiani in vista dell’inverno. Infatti si è passati da meno di 5mila citazioni l’8 di agosto al massimo, ieri, di 36mila citazioni in una sola giornata» Naturalmente, è fortemente negativo il sentiment, la quota di emozioni e, appunto, sentimenti negativi contenuti nelle verbalizzazioni online relative al gas da parte degli italiani. In particolare, come mostra la word cloud, la nuvola di parole con i 120 termini più utilizzati, per sentiment (rosso = sentiment negativo) la negatività di concentra sulla crisi energetica e sui costi che questa comporta. 
(*).

Sarebbe interessante approfondire, cosa di cui l’indagine non parla, l’ esistenza di una correlazione sul “sentiment” negativo nei riguardi della Russia e di altri istituzioni politiche, magari quelle europee. Quante volte si nomina ad esempio la parola Russia? E Stati Uniti? Unione Europea? Nella “nuvola” spicca il nome di Mario Draghi ( e in forma più ridotta quelli di Salvini e di Giorgia Meloni) ma non i nomi di Putin, Biden e altri esponenti dell’Unione Europea.

Per quale ragione insistiamo sul punto per così dire metodologico? Per il semplice motivo che una preoccupazione – quella degli italiani – non finalizzata alle responsabilità dei diversi attori politici e sociali italiani, europei, mondiali, tramuta i sondaggi, che comunque appartengono alla grande famiglia delle indagini sociologiche, in farina per il sacco dello stato sociale. Infatti quali sono le conclusioni del sondaggio?

«Insomma, l’energia e i costi crescenti di questa preoccupano seriamente, e sempre più, gli italiani. Non vi è dubbio che quale che sarà il Governo che uscirà dalle urne il 25 settembre questa dovrà essere la priorità sulla quale intervenire prontamente».

Intervenire come? Con aiuti economici. Quindi come dicevamo, più stato sociale. Fino a quando? Non si sa. Anche perché il sondaggio, si dice, registra la “preoccupazione degli italiani” qui e ora. Sarebbe una specie di fotografia. Ma di che cosa? Di una “nuvola di parole”, quelle giuste… Possibile che non esistano, ripetiamo, correlazioni tra le parole energia e Putin? Che Putin non sia mai stato nominato?

Oppure, altra ipotesi, diciamo “cattivella”, il suo nome è stato omesso nell’ impostazione della “word cloud”? Come pure, quelli di Biden, Stoltenberg, Ursula von der Leyen ? Insomma, se gli italiani sono preoccupati la colpa, politicamente parlando, a chi può essere imputata? Per carità, “nel bene e nel male è una questione sociale”, come cantava Battiato… Che però, nella stessa canzone, aggiungeva, in modo sibillino, “l’analista sa”…

Ecco l’analista sa. E sulla ragioni del suo silenzio, lasciamo il giudizio ai lettori.

Carlo Gambescia

(*) Qui: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/09/07/quanto-e-come-gli-italiani-parlano-online-del-gas_baeb4c44-4022-4cc6-a59b-3c2e8b12ce1a.html

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