lunedì 19 settembre 2022

Giorgia Meloni e la criptopolitica

 


Qualcuno si chiederà perché non ci occupiamo di Letta e della sinistra. Usando lo stesso microscopio politologico che usiamo per Giorgia Meloni.

In realtà, se si scorre l’intero blog, si può scoprire che agli errori, vizi e tic della sinistra abbiamo dedicato numerosi articoli. Il punto è che gli ultimi sondaggi mostrano che Fratelli d’Italia ha buonissime possibilità di essere scelto da milioni di italiani come prossimo principale partito di governo. E che quindi, Giorgia Meloni, come recitava la canzonetta, “andrà a comandare”. Si dirà che è la democrazia, che è giusto, eccetera. Perfetto. Però qual è la concezione della democrazia e delle sue istituzioni di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia?

Si prenda come esempio un fatterello che però può far riflettere in argomento. È di ieri.

« “Un giorno dovrei capire perché nelle nostre manifestazioni c’è sempre un gruppo di contestatori che viene fatto entrare in piazza nella speranza che ci sia qualche problema. Vi ringrazio perché non gli rispondete, non state creando problemi: è la sesta manifestazione di fila in cui l’ordine pubblico fa entrare contestatori”. Successivamente la leader di Fdi rincara la dose postando un video, nel quale annuncia di aver chiamato per chiedere spiegazioni il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. “Sono di ritorno da una manifestazione partecipatissima a Caserta, come partecipatissime sono tutte le manifestazioni di Fratelli d’Italia, però debbo denunciare qualcosa che non funziona: è circa la sesta manifestazione di Fratelli d’Italia annunciata, nella quale ci ritroviamo all’interno della piazza dei contestatori”. “Di media sono quattro gatti, niente di preoccupante, il punto è che debbo capire come funziona la gestione dell’ordine pubblico, perchè se l’ordine pubblico consente a queste persone di entrare e di mettersi ad insultare Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni in mezzo ai sostenitori di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni, il rischio che qualcuno possa ad un certo innervosirsi e che questo possa produrre incidenti, non viene in mente a nessuno?” (*) ».

Sintassi a parte. Che cosa dice Giorgia Meloni? 1) che ai comizi non vuole “contestatori”; 2) che però sono “quattro gatti”; 3) che sospetta che le forze dell’ordine remino contro facendo “entrare in piazza i contestatori”; 4) che addirittura il Ministero dell’Interno, per favorire la sinistra, punti su incidenti per mettere in pessima luce Fratelli d’Italia.

Ora se sono "quattro gatti" che problema c’è? Se si va su YouTube, si scoprono video che mostrano come negli Stati Uniti i gruppi favorevoli alla pena di morte e i difensori dei diritti civili partecipino alle stesse manifestazioni. E non sempre separati dalle forze di polizia. Insomma, cartello contro cartello, e così via per ore.

Evidentemente l’idea di democrazia di Giorgia Meloni non prevede confronto con le opposizioni a ogni livello. Inoltre, l’altra idea, che dietro possa esserci il Ministero dell’ Interno, rivela una visione cospirativa, criptopolitica, della democrazia  e delle istituzioni (per dirla con Silvano Panunzio e Aldo la Fata) che non promette nulla di buono.

Si dirà che l’estrema destra – tuttavia volontariamente al centro, e non da ieri, di intrighi con forze armate e servizi segreti – ha subito persecuzioni, depistaggi, eccetera. E che quindi punta, per così dire, sull’autodifesa. Come dire? A brigante criptopolitico, brigante e mezzo criptopolitico.

Può anche essere. Però va pure deprecata, e in primis, la cultura settaria che anima l’universo della tentazione fascista, sempre pronto a demonizzare un avversario tramutato regolarmente in nemico. Una demonizzazione criptopolitica, basata sulla paura delle cospirazioni reciproche, delle vicendevoli trame, che non favorisce un clima disteso tra avversari, anzi moltiplica la paura verso un nemico immaginario: paura che fa malissimo alla democrazia perché ne mina le istituzioni, ridotte a marionette di cui “qualcuno” muove i fili.

Il che ci riporta puntualmente alle dichiarazioni di Giorgia Meloni sui contestatori e sulle trame rosse del Ministero degli Interni. Pura criptopolitica. Per capirsi, benzina sul fuoco della criptopolitica. E se la Meloni avesse, come dice, senso delle istituzioni, dovrebbe cambiare registro.

Anche perché – ecco il punto – nell’Italia democratica, la Fiamma così cara a Giorgia Meloni, è sempre stata ammessa alle competizioni elettorali, riportato voti, parlamentari, ministri, vicepresidenti del consiglio eccetera. Quindi l’ipotesi criptopolitica di Giorgia Meloni non sembra avere grande fondamento. Anzi, grazie alla faciloneria degli italiani (e anche questa è democrazia), Fratelli d’Italia si appresta addirittura a  vincere le elezioni e governare l’Italia in prima persona. Ma quali complotti… Ma quale criptopolitica…

Se le cose stanno così, di che cosa si deve lamentare Giorgia Meloni? Di “quattro gatti” – è sua l’espressione – che contestano? Dietro i quali si nasconderebbe il disegno mefistofelico della sinistra? Bah…

Si tratta di puro vittimismo elettorale: un gioco sporco per confondere ancora di più le superficiali idee politiche di molti italiani.

Qual è insomma il vero problema? Che il fascismo dalle parti di Giorgia Meloni non è mai andato in pensione. Quanto meno come tentazione, come prova il suo approccio criptopolitico.

E la tentazione, come direbbe ogni raffinato filosofo, fa l’uomo ladro.

Carlo Gambescia

(*) Qui: https://www.adnkronos.com/meloni-contestatori-a-comizi-fdi-lamorgese-spieghi-se-si-cerca-incidente_2HnehojQUFQfm8NNHe2EBw?refresh_ce .

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