sabato 10 settembre 2022

L’elettore di Fratelli d’Italia, un’ipotesi di identikit

 


Gli ultimi sondaggi vedono decisamente in testa Fratelli d’Italia, con quasi il 25 per cento dei voti (*). Tuttavia il successo del partito postaennino, postmissimo, ma non immune, come vedremo, dalla “tentazione fascista”, potrebbe essere ancora più rotondo. Perché come noto mentre l’elettore di sinistra sbandiera le sue idee, quello di destra si vergogna, e di regola, o si dichiara indeciso o dice il falso (più avanti spiegheremo perché).

Ma qual è l’identikit dell’elettore di Fratelli d’Italia?  Non esistono ancora studi scientifici al riguardo. Forse solo dopo le elezioni si comincerà a studiare seriamente il fenomeno. Per ora si può dire che, considerata la media dei voti previsti (25 per cento), decisamente superiore ai “tetti” di An (15 per cento circa) e del Movimento Sociale (8-9 per cento), Fratelli d’Italia sembra poter inglobare numerosi elettori, un tempo anticomunisti, oggi genericamente, ma non meno ferocemente, antisinistra. Elettori che votano il partito di Giorgia Meloni perché convinti che mai governerà con Letta, Conte, eccetera.

Proviamo a tracciarne l’ipotetico ritratto. Sicuramente impressionistico. Ma comunque interessante, almeno per un primo orientamento.

Come detto, il primo segno distintivo, dell’elettore meloniano è l’antisinistrismo. Ma di quale genere?

Questo tipo di elettore disprezza profondamente la borghesia di sinistra, in particolare ne teme e ridicolizza l’umanitarismo, di qui le rituali accuse di incoerenza (“portafogli a destra, cuore a sinistra”) non sempre ingiustificate. Come pure la dura opposizione a qualsiasi politica di civile accoglienza verso gli immigrati e di allargamento della sfera dei diritti civili a gruppi e minoranze di vario tipo.

Perciò l’elettore di Fratelli d’Italia non può essere definito né liberale, anche perché ammira il potere carismatico del leader e non apprezza il parlamentarismo, né liberista, perché vuole imporre una crescente protezione sociale anche a costo di non alleggerire la pressione fiscale. 

Il fiscalismo, infatti, da questo tipo elettore viene ricondotto alla cattiva gestione, alla quale si può porre rimedio, come spesso si legge, “facendo lavorare di più i burocrati”. Inoltre l’elettore di Fratelli d’Italia è nazionalista, antieuropeista e antiamericano. Un elettore che guarda con simpatia alle istanze ecologiste perché nutre non pochi pregiudizi verso la “dissipatrice”, come spesso si legge, società di mercato

Il “meloniano” – per identificarlo in breve – condivide pienamente la classica triade di valori tipica del cosiddetto blocco d’ordine politico: dio, patria e famiglia. Insomma, un elettore non solo conservatore ma reazionario. Il che spiega perché ha vergogna di dichiararsi di destra in una società in perenne trasformazione. Detto altrimenti: si sente spiazzato – anomico per dirla in sociologhese – non sa se omologarsi oppure opporsi, anche perché in ultima istanza teme le “conseguenze del progresso”, quindi, da amante del quieto vivere, preferisce mentire al sondaggista di turno.

Il nodo del fascismo rinvia più che agli elettori ai quadri di Fratelli d’Italia. Va però detto che il venti per cento degli italiani non guarda con sfavore all’esperienza fascista (**). Però il problema dei quadri è ancora più importante, perché si tratta di dirigenti e parlamentari imbevuti di quella cultura della “tentazione fascista”, attiva in particolare tra le due guerre mondiali, che pur non richiamandosi esplicitamente al fascismo, ne condivide tuttora umori e idee castali e antimoderne (***). Perciò siamo davanti ad atteggiamenti chiaramente antiliberali e anticapitalisti.

Come si può intuire il mix "elettorato reazionario-dirigenza politica retrograda" rappresenta qualcosa di esplosivo. Che, quanto a intensità, va però commisurato alle pratiche di governo. Cioè alla effettiva volontà, dinanzi alle quotidiane difficoltà che spunteranno sia con gli alleati e con le opposizioni, anche nelle piazze e nell’economia (per non parlare della politica estera), di andare avanti fino in fondo.

Riuscirà Fratelli d’Italia, anche con l’aiuto degli alleati, a concretizzare sul piano legislativo quei valori di dio, patria e famiglia, che sono condivisi dall’elettorato come dalla dirigenza? Difficile rispondere.

Comunque sia, una cosa è sicura, se i sondaggi si riveleranno esatti, il futuro che attende l’Italia, sospesa tra reazione politica e piazze, non sarà dei migliori.

Carlo Gambescia

(*) Qui: https://www.agi.it/politica/news/2022-09-09/supermedia-agi-youtrend-cosa-dicono-ultimi-sondaggi-politici-prima-elezioni-18015941/ .
(**) Qui: https://cargambesciametapolitics.altervista.org/sul-fascismo-immaginario/ .
(***) Qui: https://cargambesciametapolitics.altervista.org/una-cultura-nemica-della-ragione/ .

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