Certo Occidente, lo stesso Occidente che piange per Maduro, apprezza Putin e in fondo all’anima non disdegna le maniere forti di Trump verso l’Unione europea, ha riscoperto Mossadeq proprio nei giorni in cui l’Iran, sceso in piazza, avrebbe bisogno di ben altro aiuto.
Chi era Mossadeq? Un uomo politico formatosi in Europa che divenne Primo Ministro tra il 1951 e il 1953. Inizialmente non malvisto dagli americani: “Time” lo mise in copertina come uomo dell’anno nel gennaio 1952. Mossadeq però puntò sulla nazionalizzazione del petrolio, misura giudicata come ostile - si era in piena Guerra fredda - e fu deposto con un colpo di Stato organizzato da americani e britannici. Dopo di che il potere tornò allo scià Mohammad Reza Pahlavi, a sua volta deposto nel 1979, dopo un progressivo disimpegno americano che finì per spianare la strada al regime degli ayatollah, permettendogli di prendere il potere, consolidarsi e trascinare l’Iran in una sorta di nuovo Medioevo politico e civile.
Pertanto, secondo la versione dei nemici dell’Occidente, soprattutto interni (**), se si fosse lasciato governare Mossadeq non ci sarebbe stato Khomeini. Si tratta di una lettura fortemente semplificata, che tende a ignorare un dato tutt’altro che secondario: la possibile deriva nazionalista, militarista e potenzialmente bellicista che avrebbe comunque potuto prendere forma in Iran. Un Paese che pullulava di generali, molti dei quali guardavano a Mosca come a un interlocutore naturale (***). E, ripetiamo, durante la Guerra fredda.
Qual è il punto? Che le intenzioni politiche, da sole, non bastano. Il potere non conosce vuoti. Mossadeq, una volta estromessi britannici e americani, si sarebbe con ogni probabilità trovato nella condizione di dover cercare nuovi appoggi internazionali, con il rischio concreto di un avvicinamento all’Unione Sovietica. Anche perché il petrolio - di cui, paradossalmente, la Russia non aveva particolare bisogno, ma lo stesso si poteva dire degli americani - non si estrae da solo: richiede tecnologie e competenze tecniche che l’Iran dell’epoca non possedeva. Nella migliore delle ipotesi, un Iran guidato da Mossadeq avrebbe potuto barcamenarsi fra i non allineati, una scelta che difficilmente avrebbe migliorato in modo significativo le sue prospettive tecnologiche, istituzionali e riformistiche.
Si pensi, ad esempio, alla redistribuzione delle terre, o riforma agraria, cavallo di battaglia di Mossadeq: senza l’impresa capitalistica, senza una borghesia di moderni proprietari - alla Cavour, per intendersi - si rischiava di non incidere realmente sulla condizione di arretratezza economica e culturale del mondo contadino. Lo dimostra, per tutti, la sorte dell’abolizione della servitù della gleba in Russia.
Va inoltre ricordato che il clero sciita, proprio perché diffidente verso i processi di modernizzazione, soprattutto sul piano culturale, fu ostile a Mossadeq così come lo sarebbe stato, in seguito, allo Scià. Non per ragioni contingenti, ma per una opposizione di principio a qualsiasi processo di secolarizzazione.
Ecco perché eleggere Mossadeq a campione delle libertà iraniane, cancellate da Stati Uniti e Gran Bretagna, significa, dal punto di vista dell’argomentazione storica, rischiare di scambiare la parte per il tutto. Il problema dell’Iran novecentesco non fu tanto la breve parentesi rappresentata da Mossadeq, quanto il ruolo strutturale giocato dal clero sciita, sistematicamente contrario a ogni forma di modernizzazione, a prescindere dal colore politico dei governi. Una realtà che, ancora oggi, è sotto gli occhi di tutti.
Di qui l’importanza del ruolo che potrebbe giocare l’Occidente nell’abbattimento del regime teocratico. Ma come? Ricorrendo ai modi spicci di Trump? A una trattativa — scelta spesso preferita dagli europei — per favorire la transizione dal regime teocratico a un regime laico? Ma di che tipo? E con quali classi dirigenti? Certamente non sarà innalzando il “santino” Mossadeq che l’Iran risolverà i suoi problemi.
Mossadeq, come detto, è un simbolo, probabilmente suo malgrado, ma lo è soprattutto per una parte dell’opinione pubblica occidentale tradizionalmente ostile all’Occidente stesso. La stessa che tende a indulgere verso figure come Maduro, a guardare con ambiguità a Trump o, più in generale, a coltivare una fascinazione per l’uomo forte. Ciò che Mossadeq non era. Ed è anche per questo che perse la sua battaglia: una battaglia che però, se vinta, avrebbe potuto favorire l’ascesa di militari terzomondisti e filo-sovietici. Sarebbe bastato tutto questo per sgominare il clero sciita? Ecco la vera domanda da porsi.
Valga per tutti l’esempio della Turchia: un Paese a maggioranza sunnita, passato attraverso una profonda modernizzazione autoritaria di stampo laico durante la stagione kemalista, e che oggi, anche a causa dell’ambiguità politica del suo leader e dell’assenza di una solida borghesia liberale, mostra evidenti segni di rifondamentalizzazione. Segno che neppure un Islam sunnita, quando la modernizzazione resta incompleta e fragile, è immune da derive religiose radicali.
L’Islam fondamentalista è difficile da estirpare. E lo sciismo, proprio perché minoritario, ha storicamente mostrato una maggiore propensione all’estremismo politico, sebbene anche il sunnismo presenti correnti radicali e violente. Qui sta il vero problema. Forse, almeno nel breve periodo, insuperabile.
Carlo Gambescia
(*) Qui: https://content.time.com/time/magazine/0,9263,7601520107,00.html .
(**) Per fare un esempio italiano, si pensi a figure politiche dal forte tono folcloristico ma nello stesso tempo percepite come potenzialmente minacciose, come Alessandro Di Battista. Si veda qui: https://alessandrodibattista.substack.com/p/iran-diritti-umani-e-menzogne-democratiche .
(***)Una biografia utile per comprendere i limiti politici e strutturali dell’esperienza di Mossadeq è E Abrahamian, The Coup: 1953, the CIA, and the Roots of Modern U.S.-Iranian Relations, New Press, New York 2013, che documenta l’isolamento progressivo del Primo Ministro, la pressione dei militari e il ruolo crescente delle forze filo-sovietiche nel biennio 1952–53.





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