mercoledì 13 ottobre 2021

Draghi, il G20 e le “politiche tacite” della decadenza

Se si vuole capire l’atteggiamento dell’Occidente nei riguardi dell’Afghanistan bisogna andare oltre le dichiarazioni di Draghi a sintesi del G20 straordinario di ieri. O per meglio dire, le sue parole vanno inquadrate in quella che può essere definita la politica tacita dell’Occidente. Nel senso che dietro i nobili paroloni, ispirati alla più raccomandabile prudenza, subito amplificati dai mass media, si nasconde una politica di taciti cedimenti. Concessioni che nascono da una convinzione non sbagliata: che per ora l’Islam, molto diviso nelle sue varie forme politiche, non rappresenti un pericolo per l’Occidente. In effetti, gli islamici, sul piano militare complessivo, non hanno navi, aerei, missili, truppe, e per ora nessuna atomica. La repressione del fenomeno terroristico, del resto rapsodico, è vista come una questione di polizia interna alle diverse nazioni occidentali, sopportabile dall’elettorato. Di qui, le grandi rappresentazioni sceniche come quella di ieri. Puro teatro. Si pensi solo ai fondi ridicoli destinati all’Afghanistan: il miliardo di euro, da parte dell’ Ue, equivale al dono di un euro al giocoliere che intrattiene gli automobilisti fermi davanti al semaforo. Mentre i trecento milioni di dollari promessi dagli Usa a poco più di trentacinque centesimi di euro. Dietro questo, c’è, è vero, un calcolo machiavellico (le truppe in loco costano più degli attentati in Occidente), ma c’è anche un dannoso approccio culturale alle questioni internazionali. Un approccio culturale che respinge la guerra come mezzo di soluzione dei conflitti tra gli stati. Condiviso entusiasticamente dai mass media e dai cittadini (del resto si possono amare le guerre?). Pertanto perché rendersi la vita impossibile? Perché perdere consensi? Di qui la routine: paroloni, che vengono naturali e spontanei o quasi: oggi è così, quindi si fa così. Che c’è di male? Ai nostri giorni, se si vuole governare in Occidente, si deve fare il meno rumore possibile. E anche di questo si nutre, sintetizzando, l’approccio tacito. Infatti, cosa ha dichiarato, Draghi? Che, Nazioni Unite o meno, se in Afghanistan, “non ci faranno entrare, non entreremo”. Fine della storia, quindi. L’Occidente resterà alla finestra. Chi scrive, non è un fanatico della guerra, ma invita a riflettere sui fattori, tra i quali le spedizioni militari, che hanno fatto grande l’Occidente, e favorito la diffusione dei suoi valori e tenuto a cuccia i suoi nemici. Ciò significa, che il farsi piccoli, piccoli, può esorcizzare temporaneamente il nemico, ma non eliminarlo per sempre. Non basta dire che non si vogliono nemici. Perché, mai dimenticarlo, è il nemico a scegliere, a prescindere da ciò pensiamo del nemico. Certo, per ora, c’è una sproporzione di forze, quindi le politiche tacite possono pagare, per una, due, forse tre generazioni. Ma dopo? Qui, purtroppo, può giocare un ruolo politico negativo il presentismo. Ossia una politica, sempre in Occidente, schiacciata sull’attualità. Si va avanti, ripetiamo, giorno per giorno. Cosa peggiore, questa politica viene presentata da governi, che si animano solo quando si parla di questioni climatiche, come saggia. Si tratta dello stesso atteggiamento tenuto dai deboli imperatori romani d’Occidente, tra il IV e il V secolo, nei riguardi di poche decine di migliaia di barbari, però agguerriti, che tuttavia proprio perché pochi (rispetto alla popolazione dell’impero), non venivano ritenuti pericolosi. Imperatori, che a loro volta, si animavano solo quando si parlava di religione. Oggi, invece, come detto, “tocca” al clima, tema evidentemente di natura religiosa. Sicché, si andava avanti alla giornata, concedendo terre confinarie, però sempre più interne, presentando i tributi imposti ai romani, come doni agli invasori. Ma si potrebbero trovare altri riferimenti nella storia antica del Medio Oriente, in quella cinese, ottomana. Sempre paroloni, a prima vista nobili, dietro i cedimenti politici, legati a calcoli sbagliati, cedimenti consistenti, in tributi, terre, cooptazioni politiche, via via sempre più capillari. Oggi, la politica tacita, viene presentata dai mass media e dagli stessi politici, sotto l’elegante nome di “governance” In realtà, nulla di nuovo sotto il sole. Si tratta, ripetiamo, dell’approccio tacito, al quale stati e imperi ricorrono quando non riconoscono più il nemico. Un brutto segnale. Che di regola rimanda alle fasi di decadenza. Carlo Gambescia (Carlo Gambescia) P.S. Ci scusiamo per la formattazione. Ma purtroppo per il momento meglio di così... ******************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************* (*) Qui: https://www.governo.it/it/articolo/riunione-straordinaria-dei-leader-del-g20-sull-afghanistan-considerazioni-finali-del

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