martedì 31 maggio 2016

         La ragazza romana bruciata viva dall’ex fidanzato
Sara, purtroppo, non si sveglierà più   



Quel che il sociologo, se interpellato su un caso come questo, deve assolutamente evitare è il moralismo.  Quindi solo  due osservazioni.  
La prima, l’altruismo umano è l’eccezione non la regola.  Talvolta, perfino nei riguardi della prole e del gruppo parentale.  Infatti, a parte alcune particolari circostanze (guerre e calamità naturali) l’uomo è portato ad aiutare l’altro quando esiste  controllo sociale, nel senso (primordiale) di essere sottoposto al giudizio immediato dei soggetti presenti ai fatti.  Dopo di che, per emulazione,  il comportamento altruistico del singolo può estendersi agli altri attori, come si dice, in situazione. “Può”, dal momento che non sempre è così, perché il sentimento di autoconservazione tende a prevalere su quelli di aiuto ed emulazione sociale: primum vivere, insomma.  Certo, esiste il deterrente della legge - e quindi della punibilità per omissione di soccorso eccetera -  che però viene meno in assenza del suo braccio lungo: polizia, vigili, carabinieri.  Inoltre,  il deterrente del costume, che proviene dall’ambiente sociale e dall’educazione ricevuta,  si attiva,  come ricordato, davanti a  un gruppo di giudizio. Naturalmente, nessuno può escludere l’esistenza di persone particolarmente dotate, per così dire,  di cospicuo coraggio morale, ma rappresentano, come detto, l’eccezione, non la regola. Va aggiunto che l’automobile proprio per la sua conformazione materiale, non facilita i comportamenti altruistici, figurarsi quando si guida, magari da soli,   lungo  una strada buia e isolata.  Forse, come abbiamo letto, ci si poteva fermare e fare almeno una telefonata alla polizia (il che però, non avrebbe salvato Sara, per ragioni legate ai tempi di intervento). Su quest’ ultimo atteggiamento può avere influito  il peso di una diffusa  cultura  della paura  urbana,  portata a privilegiare i comportamenti autoconservativi su quelli  di  conservazione dell’altro,  tramite perfino  il solo aiuto indiretto.
La seconda cosa,  è che Sara è un'altra  vittima di quel gigantesco conflitto tra i sessi, che assume varie forme (dalla normale competizione alla reazione omicida),   innescato dalla  promozione sociale della donna all’interno della nostra società.  Ascesa inevitabile, considerata la centralità del valore di eguaglianza nel quadro concettuale del mondo  moderno:  valore che include il diritto paritario di scelta del partner, diritto  non ancora socialmente accettato da tutti gli uomini, in base, ovviamente, alla  propria condizione psichica, al costume sociale, ai gruppi di riferimento e all’educazione ricevuta.  Di qui, talvolta, quel micidiale mix psico-sociologico che può  condurre a  reazioni spietate, come quella toccata in sorte alla povera Sara.  Che, a differenza di un'altra Sara, quella  della suggestiva canzone di Antonello Venditti,  non si sveglierà più.

Carlo Gambescia               

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