martedì 20 ottobre 2015

Assolto Erri De Luca
La fortuna di vivere in Italia



Non ci sorprende l’assoluzione di  Erri De Luca, la nostra è una società libera.  Certo, il rischio è quello di usare due pesi due misure, come oggi nota, e per certi versi giustamente, la stampa di destra: rischio che però  va accettato perché la libertà di opinione  è il bene più prezioso in assoluto. Nella Russia Sovietica o di Putin, oppure nella Cuba di Castro, o nell’Argentina di Videla,   De Luca sarebbe finito a marcire in  carcere. Invece da noi, Paese libero, le idee, giustamente, non sono perseguite penalmente.   Però, ecco il punto,  possono essere discusse.
Sotto questo profilo colpiscono due affermazioni di De Luca, le seguenti:
-  “Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell'aria e dell'acqua”.
 - “Sono incriminato per aver usato il termine sabotare, un termine che considero nobile, perché praticato da figure come Gandhi  e Mandela, e democratico” (*).
1) De Luca è talmente accecato dai suoi principi, assai vaghi ( che significa difesa del suolo, dell’aria, dell’acqua? Tutto e niente…), al punto di ignorare che la costruzione della linea ad Alta Velocità  è esito di un processo democratico che ha messo  in minoranza i seguaci dell’ipotesi contraria. Ora, la democrazia, come risposta,  imporrebbe ai "perdenti", non il “sabotaggio” ma la conquista del consenso in Parlamento  per poter cambiare le cose nel corso della prossima legislatura.  De Luca, invece, invitando, “verbalmente”,  all’azione diretta  si comporta da nemico  delle nostre istituzioni politiche.  Come il più classico dei fascisti. O se si  preferisce, come un leninista, pronto a usare la democrazia in modo opportunistico.
2) Il paragone con Gandhi e Mandela, rivela due cose: a) la natura spaventosamente egocentrica del personaggio, in realtà un mediocre scrittore con trascorsi, piuttosto pesanti, di estrema sinistra; b)  La perdurante incomprensione delle situazioni storiche reali, tipica del rivoluzionarismo anni Settanta  del secolo scorso, che ben si prolunga in De Luca.  Ieri, la sinistra pseudo-rivoluzionaria, si illudeva di vivere a Pietrogrado nel 1917, oggi  nel  Sud Africa o nell’ Alabama degli anni Sessanta, ripetendo così  con i No Tav  gli stessi tragici errori degli intellettuali di allora,  fiancheggiatori di sabotaggi via via sempre più gravi fino a sfociare in atti di  terrorismo verso le  persone.
Erri De Luca, continua a vivere, veramente, su un altro pianeta.  E invece, per sua fortuna risiede in Italia.  Ma va bene così.

Carlo Gambescia    




lunedì 19 ottobre 2015

Arma dei Carabinieri (*)
Nucleo di Polizia Giudiziaria di [omissis]
VERBALE DI INTERCETTAZIONE DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI
(ex artt. 266,267 e 268 C.P.P.)
L'anno 2015, lunedì 19 ottobre, in [omissis] presso la sala ascolto sita al 6o piano
della locale Procura della Repubblica, viene redatto il presente atto.
VERBALIZZANTE
M.O Osvaldo Spengler
FATTO
Nel corso dell'attività tecnica di monitoraggio svolta nell'ambito del p.p. n 2367105 R.G.N.R. -R.R.I.T. nr. 34986, [Operazione “FINE PENA MAI”, N.d.V.] in data 18/10/2015, ore 09.45, è stata effettuata una intercettazione ambientale presso il parco pubblico “Paolo Borsellino” in Milano. Presenti BERNASCONI SILVANO E  DUDU’ [cane barboncino, presidente PAC (Protezione Animali Cristiani) registrato in proprietà dell’On. SALTINI MATTIA]. Si riporta di seguito la trascrizione integrale della conversazione summenzionata  (1):

[omissis]

BERNASCONI SILVANO: “Cos’è, fai finta di non vedermi?”
DUDU’: “Silvano! Che piacere!”
BERNASCONI SILVANO: “Sei proprio diventato un politico, eh?”
DUDU’: [pausa] “Ti trovo benissimo, sai? Ringiovanito. “
BERNASCONI SILVANO: “Tu invece sei ingrassato.”
DUDU’: “Cosa vuoi, mi tocca mangiare sempre al ristorante…”
BERNASCONI SILVANO: “E come va coi tuoi Cani Cristiani?”
DUDU’: “Benissimo, grazie. Ci ha invitato anche papa Francesco.”
BERNASCONI SILVANO: “E cosa vi ha detto?”
DUDU’: “Di lavorare per l’accoglienza e l’integrazione.”
BERNASCONI SILVANO: “Cioè?”
DUDU’: “Per i mussulmani, noi cani siamo animali immondi, lo sai. Dice il papa, ‘Dimostrategli che non è vero, che siete buoni cittadini, educati, multiculturali…’ Insomma, non dobbiamo morderli.”
BERNASCONI SILVANO: “E tu sei d’accordo?”
DUDU’: “Tanto ho le guardie del corpo.”
BERNASCONI SILVANO: “Quei due dobermann lì?”
DUDU’: “Peste e Corna. Addestrati in Germania.”
BERNASCONI SILVANO: “E Saltini? Vai d’accordo con Saltini?”
DUDU’: “Non che lo veda molto, sai…Lui ha il suo entourage, io ho il mio…”
BERNASCONI SILVANO: “I due dobermann.”
DUDU’: “Non solo. C’è Treperdue, che mi fa l’amministrazione…”
BERNASCONI SILVANO: “Quel cocker che fa pipì contro l’albero?”
DUDU’: “Lui. E poi ci sono le mie, come dire…le mie segretarie.”
BERNASCONI SILVANO: “Quante ne hai?”
DUDU’: “Vediamo…Cipria, Puffa, Biba, Falpalà…”
BERNASCONI SILVANO: “Non me le presenti?”
DUDU’: “Non sono qui. Si alzano tardi, sai com’è…”
BERNASCONI SILVANO: “So, so.”
DUDU’: “Una c’è, se vuoi te la presento.”
BERNASCONI SILVANO: “Con piacere.”
DUDU’ [ad alta voce] : “Ruby? Vieni qua che ti presento un amico.”
BERNASCONI SILVANO: “Ruby?!”
DUDU’: “La scuserai: non parla. Ruby, ti presento il mio caro amico Silvano, fagli le feste.”
BERNASCONI SILVANO: [a Ruby]“Ciao bella, che pelo lucido hai…”
DUDU’: [a Ruby] “Brava, vai pure a giocare. [a BERNASCONI SILVANO] Che ne dici?”
BERNASCONI SILVANO: “Carina. E’ per caso parente di…”
DUDU’: “No. Una trovatella. Le prendo tutte al canile, proprio per evitare…sai, complicazioni.”
BERNASCONI SILVANO [pausa] “Dudù.”
DUDU’: “Sì?”
BERNASCONI SILVANO: “Cosa ti è successo, Dudù?”
DUDU’: “Ma niente, perché?”
BERNASCONI SILVANO: “Perché una volta eri così sincero, spontaneo, allegro…parlare con te era un tale sollievo! E adesso, guardati come sei ridotto, mi sembri…non so, mi sembri…”
DUDU’: “Ti sembro te, Silvano?”
BERNASCONI SILVANO: “Eh, bello mio, ne devi mangiare dei croccantini per diventare come me…”
DUDU’: “Vero: sono più giovane, io. Fermo con quella gamba! Attento che se mi dai un calcio Peste e Corna ti sbranano.”
[lunga pausa]
BERNASCONI SILVANO: “Io non sono come te, Dudù. Non sono un santo, ma neanche falso, ipocrita e cinico come te.”
DUDU’: “Solo perché hai perso. [ai cani del suo entourage] Andiamo! Footing! [trotta via, seguito dai suoi]”

Letto, confermato e sottoscritto
L’UFFICIALE DI P.G.
M.o  Osvaldo Spengler



(1) Per un migliore comprensione del presente verbale, si invita alla rilettura del verbale di intercettazione del http://carlogambesciametapolitics2puntozero.blogspot.it/2015/06/arma-dei-carabinieri-nucleo-di.html [N.d.V.]

(*) "Trattasi" -   tanto per non cambiare stile,  quello  della  Benemerita...  -   di ricostruzioni che sono  frutto della mia  fantasia di  autore e commediografo.  Qualsiasi riferimento  a fatti o persone  reali  deve ritenersi puramente casuale. (Roberto Buffagni)


Chi è il  Maresciallo Osvaldo Spengler?  Nato a Guardiagrele (CH) il 29 maggio 1948 da famiglia di antiche origini sassoni (carbonai di Blankenburg am Harz emigrati nelle foreste abruzzesi per sfuggire agli orrori della Guerra dei Trent’anni), manifestò sin dall’infanzia intelletto vivace e carattere riservato, forse un po’ rigido, chiuso, pessimista. Il padre, impiegato postale, lo avviò agli studi ginnasiali, nella speranza che Osvaldo conseguisse, primo della sua famiglia, la laurea di dottore in legge. Ma pur frequentando con profitto il Liceo Classico di Chieti “Asinio Pollione”, al conseguimento della maturità con il voto di 60/60, Osvaldo si rifiutò recisamente di proseguire gli studi, e si arruolò invece, con delusione e sgomento della famiglia, nell’Arma dei Carabinieri. Unica ragione da lui addotta: “Non mi piace far chiacchiere .” (Com’è noto, il carabiniere è “uso a obbedir tacendo”). Mise a frutto le sue doti di acuto osservatore dell’uomo in alcune indagini rimaste celebri (una per tutte: l’arresto dell’inafferrabile Pino Lenticchi, “il Bel Mitraglia”). Coinvolto nelle indagini su “Tangentopoli”, perseguì con cocciutaggine una linea d’indagine personalissima ed eterodossa che lo mise in contrasto con i magistrati inquirenti. Invitato a chiedere il trasferimento ad altra mansione, sorprese i superiori proponendosi per la sala ascolto della Procura di ***. Richiesto del perché, rispose testualmente: “Almeno qui le chiacchiere le fanno gli altri.”
***

Roberto Buffagni è un autore teatrale. Il suo ultimo lavoro, attualmente in tournée, è Sorelle d’Italia – Avanspettacolo fondamentalista, musiche di Alessandro Nidi, regia di Cristina Pezzoli, con Veronica Pivetti e Isa Danieli. Come si vede anche dal titolo di questo spettacolo, ha un po’ la fissa del Risorgimento, dell’Italia… insomma, dell’oggettistica vintage...



venerdì 16 ottobre 2015

La finanziaria di Renzi
Ma 'ndo vai se Blair non ce l'hai!

Sordi.Renzi




La finanziaria di Renzi è un misto di liberismo (poco ) e socialismo (troppo), per cavarcela con una battuta:  Renzi,  ma 'ndo vai se Blair non ce l'hai!
In rosso i nostri commenti (*) .

CANONE RAI: Per contrastare l'evasione, il canone Rai viene introdotto in bolletta. Il prossimo anno il tributo sarà di 100 euro (oggi è di 113), mentre nel 2017 scenderà a 95 euro.   Roba da ex Unione Sovietica
IRES: Il taglio dell'Imposta sul reddito delle società è vincolato al via libera da parte di Bruxelles al margine di flessibilità per l'immigrazione. In attesa della decisione la riduzione dell'Ires viene fissata a partire dal 2017 e l'aliquota scenderà dal 27,5% attuale al 24%.    Parole, parole, parole….
SPENDING REVIEW: Vale 5 miliardi e prevede tagli alle spese dei ministeri, alle pubbliche amministrazioni e il mancato incremento di alcune voci (ad esempio il personale che non cresce).    Mentre è stato deciso di non intervenire sulle tax expenditure; la ristrutturazione dei bonus fiscali avrebbe consentito di reperire altri 4 miliardi.   Così e così…
FLESSIBILITA' UE: Grazie alla clausola sulle riforme è possibile utilizzare 8 miliardi di euro, pari allo 0,5% del pil. Mentre la clausola sulle infrastrutture e investimenti vale altri 5 miliardi (pari allo 0,3% del pil). Il totale arriva a 13 miliardi di euro. Per il momento resta fuori la flessibilità per gli eventi eccezionali migratori, che vale 3,3 miliardi e consentirebbe di inserire anche il taglio dell'Ires.  Quando si dice la fortuna…
CLAUSOLE SALVAGUARDIA: Viene azzerato l'aumento dell'Iva e delle accise, per complessivi 17 miliardi di euro.  Invece di tagliare decisamente si fa un sconto sugli aumenti futuri. Roba da Mago Silvan.
JOBS ACT AUTONOMI: Nasce lo statuto dei lavoratori autonomi, che contiene fisco e nuove tutele. Incomprensibile, si iniettano  nella società italiana -  nonostante tutte contro chiacchiere sullo Statuto dei lavoratori, da abolire,eccetera -  dosi industriali  di corporativismo.  Continuiamo a farci del male…  
PENSIONI: Nella legge di stabilità è previsto un 'antipasto' delle misure per la flessibilità, che contiene l'opzione donna, la salvaguardia e il part-time.  Briciole…
CASA: Misure in arrivo per i proprietari, con la cancellazione delle tasse sull'abitazione principale, e per le persone in difficoltà, con un intervento straordinario sulle case popolari.  Copia e incolla da Berlusconi. Non male (eccetto l'intervento su case che, stando agli scandali,  proprio "popolari" non sono più...).
IMPRESE: Chi investe nell’azienda ammortizza al 140% anziché al 100%. Il super sconto parte dal 15 ottobre di quest'anno.   Niente di nuovo sul fronte Keynesiano
CONTANTE: Con l'obiettivo di ''semplificare le misure'' per le partite Iva e per i lavoratori autonomi, il tetto del contante viene alzato dai 1.000 euro attuali a 3.000 euro.    Anche se fosse fino a 10. 000 euro: roba da ex  Unione Sovietica… Tipo la Prima Nep
LOTTA EVASIONE: Con lo slogan 'pagare meno pagare tutti', il governo annuncia di voler andare avanti nel contrasto dell'evasione fiscale, attraverso strumenti di digitalizzazione. Parole, parole, parole…
CULTURA: In arrivo 1.000 ricercatori, 500 cattedre universitarie speciali, 500 assunzioni nella cultura. Inoltre saranno selezionati 500 nuovi professori fra i cervelli all’estero o intrappolati in Italia.   Parole, parole, parole   
STATALI: Per lo sblocco dei contratti della pubblica amministrazione vengono stanziati 300 milioni.  Ancora?  ( si tratta di briciole che comunque faranno incazzare i sindacati)
SOLIDARIETA': Crescono i fondi per la cooperazione internazionale, specie in Africa.  Buonismo costoso.
ENTI: Le partecipate passano da ottomila a mille, viene introdotto un tetto ai dirigenti, e saranno ridotte le poltrone. Il personale sarà assunto attraverso una selezione trasparente e sarà premiata l'efficienza e il merito. I comuni saranno liberi di spendere i soldi in cassa per strade, scuole, marciapiedi, giardini; inoltre avranno più soldi per investimenti, insieme a più costi standard. Alle città metropolitane non sarà applicato alcun taglio; prosegue invece la riduzione del numero delle province, salvando però strade e scuole.  Parole, parole, parole…
SUD: Vengono stanziati 450 milioni per la Terra dei fuochi. Inoltre è previsto lo stanziamento finale per la Salerno-Reggio Calabria. Per superare la crisi dell'Ilva vengono stanziate le risorse per il fondo di garanzia. Basta!
AGRICOLTURA: Con lo slogan 'Tornare alla Terra!' vengono annunciate misure specifiche per il settore, come la cancellazione dell'Imu agricola, e dell'Irap agricola, insieme alle semplificazioni burocratiche. Parole, parole parole…
WELFARE: Vengono destinati 400 milioni per il fondo destinato al sociale.  Ancora!
POVERTA' INFANTILE: Altri 600 milioni saranno destinati a contrastare la povertà, con misure specifiche per i minori.   Buonismo costoso.
SANITA': Vengono confermati 111 miliardi per il prossimo anno.   Niente  di nuovo sul fronte Keynesiano…
CONTRATTI: Più soldi a chi contratta su produttività e welfare aziendale. Alla contrattazione di secondo livello saranno destinati 500 mln.   Briciole, che comunque  faranno incazzare i sindacati…. (vedi alla voce statali).
PMI: Per le piccole imprese è prevista una riduzione dell'Irap e un anticipo del rimborso Iva per i crediti non riscossi. Parole, parole, parole…

ASSUNZIONI: Ancora sgravi per chi assume, meno di prima però. Le assunzioni entro il 31 dicembre di quest'anno consentiranno di beneficiare degli sconti nella loro interezza fino al 2018. Mentre per chi assumerà il prossimo anno lo sgravio sarà inferiore del 40% e nel 2017 si ridurrà ancora.   Niente di nuovo sul fronte Keynesiano.


giovedì 15 ottobre 2015

Populismo
Per una teoria pura





Definizione di populismo:

Concezione politica ultrademocratica che, integrando spirito e lettera, rivendica nel e al popolo la fonte e l’esercizio diretto di qualsiasi potere. Il suo scopo è rimuovere o limitare attraverso la democrazia diretta,   qualsiasi distinzione e/o  mediazione tra governanti e governati.


Aree di studio:
Il populismo può essere studiato:
a) dal punto di vista della storia delle idee politiche, quindi delle  teorizzazioni, e conseguenti genealogie culturali.
b) dal punto di vista degli effettivi  comportamenti collettivi, quindi  sul piano politico e sociologico.
c) dal punto di vista della sue manifestazioni psicologiche, quale forma di mentalità collettiva (psicologia sociale)  che influisce, condiziona, determina i comportamenti pubblici.
d) dal punto di vista delle derivazioni in senso paretiano, quindi delle giustificazioni ideologiche di una  certa  prassi politica.

Argomentazione  dei punti a), b), c), d):

 Il populismo:
- dal punto di vista a) può essere ricondotto nell’alveo storico, da un lato delle teorizzazioni della democrazia diretta, dall’altro  delle critiche rivolte alla democrazia rappresentativa da  sinistra (teoria ultrademocratica) e  da destra (teoria antidemocratica). Nel senso che la critica della democrazia rappresentativa è comune -  partendo canonicamente dal 1789 -  sia alla tradizione rivoluzionaria che antirivoluzionaria;  tradizioni che però si dividono  in merito al  giudizio complessivo sulla democrazia.  Sotto tale aspetto esistono due populismi: uno di sinistra e uno destra. Diciamo che quello di sinistra è  consequenziale, per quanto riguarda l’argomentazione politica,  rispetto alle idee ultrademocratiche che propugna, mentre quello di destra,  usa le idee democratiche,  come una specie di Cavallo di Troia, per penetrare nella cittadella democratica e distruggere sia la democrazia diretta che quella rappresentativa. Il che significa che esiste un’area grigia sociale e politica, iniziale per così dire,  nella quale i due populismi si toccano, uniti nella comune critica alla democrazia rappresentativa.
- dal punto di vista b) occorre giungere a una classificazione di  tutte le forme di azione  sociale e politica che rinviano al  rifiuto della mediazione  politica e sociale in nome del purismo  ultrademocratico, secondo una scala   capace di valutare le diverse forme di exit, distinguendo tra  fisiologiche  proteste anti-establishment e  patologiche manifestazione anti-sistema.  Ad esempio, un movimento populista che si trasformi  in partito, partecipando alle elezioni e alla vita parlamentare, inevitabilmente tenderà a frazionarsi, secondo scale interne,  in  impuri  (anti-establishment) e puri  (anti-sistema). Per contro, rifiutando, ogni contatto con l’establishment e/o con  il sistema, un movimento populista  rischia  di guadagnare in  purezza quel che perde  in consensi e di trasformarsi in forma-setta.  In qualche misura, se ci consente la metafora,  i tratti politici e sociologici di un movimento populista, man mano che esso trascorre dallo stato gassoso a quello solido, divengono meno populisti in senso anti-sistemico, per acquisire caratteristiche anti-establishment, via via  però sempre più generiche.
 - dal punto di vista c) esistono difficoltà di studio oggettive. Perché, le forme di mentalità collettiva, di un fenomeno politico  allo stato gassoso sono difficilmente afferrabili perché sono pure reazioni contrarie, a livello di stato d’animo,  secondo una scala che va dalla sofferenza al  rifiuto. E anche qui si può registrare una convergenza, al livello di area grigia,  pre-politica,  tra soggetti che, per così dire, nella loro vita vigile, razionale, potrebbero esprimere preferenze politiche opposte.  Si pensi a un  atteggiamento (quindi pre-comportamentale) come  il  rifiuto istintivo dell’arroganza.  Come concettualizzarlo e misurarlo?  Perciò si può parlare di mentalità populista (e del suo studio)  solo abbracciandola nel suo divenire (il che è difficilissimo)  lungo il  passaggio  che va dal movimento all’istituzione: dallo stato gassoso a quello solido, quando ovviamente avviene. Inoltre, i comportamenti collettivi,  a differenza degli atteggiamenti, risentono della struttura istituzionale, da cui dipendono - nel caso la forma-partito-populista -   in cui si ripropone  la scissione tra puri e impuri, anche sul piano delle mentalità. Di qui la necessità, di determinare, anche a tale livello, le differenze tra  mentalità populista  anti-establishment e anti-sistema.  Ad esempio il rifiuto dell’arroganza,  nel populista, per così dire,  allo stato gassoso,  può implicare il rifiuto epidermico di qualsiasi autorità ( populismo anti-sistemico) o solo dell’autorità in quel momento costituita (populismo anti-establishment), in quello allo stato solido, pur permanendo tale dicotomia  poiché, in qualche misura, il populista,  proprio per mentalità ormai,  appartiene all’universo delle  autorità-istituzioni,  tenderà  a prevalere la tesi del ricambio dell' establishment e non quella del rifiuto del sistema.                 
- dal punto di vista d), delle giustificazioni ideologiche,  il populismo è uno strumento politico: nessuna forza politica moderna (a far tempo almeno dal 1789) ha mai rinunciato all’appello al popolo sovrano, ufficialmente perché detentore della legittimità delle istituzioni, ufficiosamente, per mantenere il proprio potere con il consenso del popolo.  Ovviamente,  secondo  una scala di priorità, distinzioni, attenuazioni  legate alle tradizioni politiche (liberali, democratiche, socialiste, comuniste, anarchiche, confessionali).  Sotto questo aspetto però  il populismo, sia allo stato gassoso (perché prende slancio da uno stato d’animo) sia solido (perché necessità, se vuole crescere di una forma-partito),  rivendica la sua estraneità rispetto alle altre tradizioni, presentandosi come “la tradizione” stessa della democrazia. In qualche modo esso  conduce alle ultime conseguenze, mescolando insieme ideali ( la democrazia) e interessi ( conquista e conservazione del potere) la teoria democratica della sovranità popolare.  Dicotomia che però tenderà, come abbiamo accennato,  a riproporsi nuovamente all’ interno della forma-partito populista nel conflitto tra puri e impuri. 
                                                                              
                                                                            Conclusioni

Parliamo di una dicotomia che in fondo rinvia, non solo alle contraddizioni  interne al  democrazia moderna tra premesse ideali  ed esiti reali,  ma alla stessa condizione delle organizzazioni politiche umane, che inevitabilmente, come insegna la buona scienza politica,  non possono  non dividersi in governanti (pochi) e governati (molti).  E la mancata comprensione (e accettazione) di questa costante della politica, da parte non solo del populismo ma di tutte le forze politiche ultrademocratiche, determina, al tempo stesso, la loro pericolosità e debolezza.  

Carlo Gambescia                 
       


  

mercoledì 14 ottobre 2015

Il Senato dice sì  al ddl Boschi sulla riforma costituzionale
È la democrazia bellezza…


Vogliamo evitare di inseguire e  magari chiosare  a colpi di slogan  il  folclore parlamentare?  Che, per carità, tratteggia intorno  all’attività di deputati e senatori quell’alone romantico di drammatizzazione che fa tanto “Padri della Patria”…  Certo,  non si vive di solo pane.  E il teatro è sempre il teatro...  Senza, però, esagerare nella ricerca degli applausi.  Quindi proviamo a ragionare.
Ora,  a proposito del  disegno di legge sulla riforma  costituzionale, passato  ieri al Senato, possono essere dati, dal punto di vista dei controlli democratici, due tipi di giudizi: sui contenuti e  sull’iter
I contenuti vanno a semplificare, almeno sulla carta, il cammino delle leggi, che, con una sola Camera, sarà più snello. Su questo, come si dice, non ci piove.  Inoltre, sulla natura democratica  del monocameralismo, adottato in Danimarca, Finlandia, Grecia,Israele, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Portogallo, Svezia, Turchia,  esiste un’ampia letteratura scientifica alla quale rinviamo i lettori (si veda, in primis, Giovanni Sartori, Ingegneria costituzionale comparata, il Mulino, pp. 197-203).
Non piace  il monocameralismo? Perfetto.  Per nostra fortuna siamo in democrazia, e si può ancora cambiare. E qui veniamo all’iter conclusivo di approvazione del ddl,  che prevede il referendum confermativo, che si terrà quasi sicuramente visto l'improbabile conseguimento in  seconda lettura del quorum dei due terzi.  Inoltre, cosa importante, ai fini del voto referendario,  conterà non la maggioranza degli iscritti ma dei votanti. E qui,  crediamo sia sufficiente  ricordare la triste fine  della riforma costituzionale del centrodestra bocciata nel 2006 dagli elettori.  Di più,  un bel  paletto, introdotto dalla Riforma  stessa sulle leggi che regolano l'elezione dei parlamentariil testo approvato al Senato  prevede  un giudizio di legittimità da parte della Corte Costituzionale su ricorso  motivato di almeno un quarto dei componenti della Camera o almeno un terzo dei componenti del nuovo Senato entro 10 giorni dall’approvazione della norma.  Dopo di che, la Consulta si pronuncerà entro 30 giorni: in caso di dichiarazione di illegittimità la legge non sarà promulgata.  Il che rimane plausibile, soprattutto  se i giudici, a proposito del premio di maggioranza,  dovessero applicare all’Italicum, imposto da Renzi,  gli stessi criteri usati per la riforma  elettorale Calderoli.  
Insomma, viviamo in un Paese libero e democratico.  Qualcuno avvisi della cosa  i Vittorio Gassman pentastallati  e i teatranti del postcomunismo. E del postfascismo.
Buona giornata tutti!


  Carlo Gambescia 


martedì 13 ottobre 2015

Via libera dal Consiglio dei ministri al divieto di fumare  in auto in presenza di minori e donne in gravidanza.
Il fumo fa male. 
Così ordina,  l’Unione Europea ( e l’Italia ubbidisce)



Fumo. Roba da pazzi (anche se ormai, per assuefazione,  sono in pochissimi a scandalizzarsi): il prossimo passo sarà quello  di introdurre il divieto di  accendere una sigaretta. anche nelle abitazioni private,  attraverso  l’installazione di apposito apparecchio domestico  regolarmente “sigillato” e “verificato” ogni anno da un  funzionario pubblico,  dopo avere effettuato  l’altrettanto obbligatorio  versamento di legge all’erario…  Scherziamo? Fino a un certo punto.  
Purtroppo, il proibizionismo è nel Dna del  cosiddetto “Stato del Benessere” che non può non imporre al cittadino-suddito -  visto che lo STATO paga le spese sanitarie ( ecco la scusa ufficiale) - una specie di decalogo salutista in nome di un presunto e carissimo, per le casse pubbliche, diritto alla salute. È lì la radice del male: in un diritto finto (quello alla salute) usato per tagliarne  uno vero (il diritto di proprietà assoluta sul proprio corpo).  Perciò, caro cittadino,  non  mangiare, non bere, non  fumare,  perché, se poi ti ammali, eccetera, eccetera.  E quello salutista,  è un principio tanto più oppressivo quanto  più diffuso.  Si sono addirittura inventati, per inverarlo kantianamente (il mio  diritto finisce, eccetera, eccetera...), il concetto di fumo passivo... Quasi non si sapesse come vanno certe cose: bastano  uno scienziato compiacente, un esperto di  elaborazioni statistiche tipo "attacco l'asino", un politico virtuista e il gioco è fatto. E qui  è addirittura  l’Europa a ordinarlo a un’Italia, la cui classe politica  condivide con  l'Unione Europea  lo stesso tipo di mentalità assistenzialista. Pertanto andrebbe smantellata  non tanto l’Europa delle  istituzioni  quanto un certo tipo di mentalità, per farla breve, socialista ( con distorti addentellati religiosi), che designa   nello Stato una specie di figura paterna: il buon padre di famiglia che si preoccupa dei suoi figli… Insomma che scorge nel cittadino una specie di minore deficiente.  E i cittadini? È  noto, che gli uomini, spesso, alla libertà preferiscono la sicurezza. E così fanno buon viso a cattivo gioco.   Che malinconia.

Carlo Gambescia


P.S. Chi scrive non ha mai fumato. Ma come diceva Voltaire? Non fumo, ma difenderò eccetera, eccetera… Non faceva proprio così, ma rende bene l’idea… 

lunedì 12 ottobre 2015

Arma dei Carabinieri
Nucleo di Polizia Giudiziaria di [omissis]
VERBALE DI INTERCETTAZIONE DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI
(ex artt. 266,267 e 268 C.P.P.)
L'anno 2015, lunedì 28 luglio, in [omissis] presso la sala ascolto sita al 6o piano
della locale Procura della Repubblica, viene redatto il presente atto.
VERBALIZZANTE
M.O Osvaldo Spengler
FATTO
Nel corso dell'attività tecnica di monitoraggio svolta nell'ambito della procedura riservata n. 765/2, autorizzazione COPASIR 8932/3a [Operazione NATO “ASCOLTO FRATERNO” N.d.V.] è stata intercettata, in data 10/10/2015, ore 12.57, una conversazione intercorsa tra l’ utenza di Stato: n. 334**** in uso a SENSINI FABIO, consulente per la comunicazione alla Presidenza del Consiglio, e l’utenza privata 338***, in uso a BERTANI PIERGIGI, ex segretario Partito Democratico. Si riporta di seguito la trascrizione integrale della conversazione summenzionata:

[omissis]

BERTANI PIERGIGI: “Guarda, io non mi preoccupo di Bianchini e compagnia cantante. Io mi preoccupo del PD e delle politiche di governo. “
SENSINI FABIO: “Senti, Piergigi…”
BERTANI PIERGIGI: “Senti cosa?! Qua sembra che valori, ideali e programmi di centrosinistra si sviliscano in trasformismi, giochi di potere e canzoncine!”
SENSINI FABIO: “Andiamo, è normale politica parlamentare, l’hai fatta anche tu, no?”
BERTANI PIERGIGI: “Ma non così! Non così, Fabio!”
SENSINI FABIO [tra sé]: “E infatti hai sempre perso…”
BERTANI PIERGIGI: “Cosa?”
SENSINI FABIO: “Niente.”
BERTANI PIERGIGI: “Qua sembra, e non da oggi – non da oggi, Fabio! -  che ci sia una circolazione extracorporea rispetto al Pd e alla maggioranza di governo.”
SENSINI FABIO: “Ma dai…’circolazione extracorporea’…quando serve, gli alleati si prendono dove sono.”
BERTANI PIERGIGI: “Eh no, caro mio! Fino a un certo punto!”
SENSINI FABIO: “E secondo te il punto quale sarebbe?”
BERTANI PIERGIGI: “Non secondo me, Fabio. Secondo la nostra gente. Tanta nostra gente pensa che sia ora di chiarire dove stiamo andando, senza cortine fumogene, giochi di parole e battutine assolutorie. Anch'io la penso così. E poi, scusa…”
SENSINI FABIO: “…e poi?”
BERTANI PIERGIGI: “E poi, ve l’abbiamo votata sì o no, la riforma del Senato? Sì o no?”
SENSINI FABIO: “Bè, sì…”
BERTANI PIERGIGI: “ E non ci potevate ringraziare, per una volta? Un sussurro, un sospiro di riconoscimento?”
SENSINI FABIO: “Perché metterla sul personale?”
BERTANI PIERGIGI: “Ma lo sai che senza di me questi facevano la scissione? Lo sai?”
SENSINI FABIO: “Non ti agitare, Piergigi, che poi stai male…”
BERTANI PIERGIGI: “Cosa credi, che sto qui a…”
SENSINI FABIO: “NO!”
BERTANI PIERGIGI: [pausa] “No cosa?”
SENSINI FABIO: “Non mi dire che non stai lì a pettinare le bambole. Non me lo dire mai più, capito? Non lo dire mai più né a me, né a nessun altro, almeno in pubblico. Mai più!”
BERTANI PIERGIGI: “Ma come ti…”
SENSINI FABIO: “Stai zitto! Con queste battutine da presidente di bocciofila, da figlio del benzinaio che ce l’ha fatta ma non si è montato la testa ci hai fatto rischiare tutto! Volevi andare dalla Merkel con le tue bambole? Da Obama?! Ma stai zitto e ringrazia tu che non ti sputtaniamo sui giornali e non ti buttiamo agli squali! Hai visto quell’altro coglione di Marini? Vuoi che ti facciamo spulciare le note spese, Piergigi? Che diamo un’occhiatina ai contratti che hai firmato? Ci sono tanti magistrati che non vedono l’ora di andare in  prima pagina…”
BERTANI PIERGIGI: [lunga pausa] “Ehehm. Ecco, dal nostro dialogo ricaverei questo insegnamento: è sempre meglio dirigere che comandare.”
SENSINI FABIO: “Più che d’accordo. Ma si può dirigere solo chi sa filare diritto e tenere la bocca chiusa.”
BERTANI PIERGIGI: “Bè, che ora si è fatta?”
SENSINI FABIO: “Hai ragione, ormai è ora di pranzo. Che ti cucina la tua signora, i tortellini?”
BERTANI PIERGIGI: “Macché tortellini, non siamo mica a Bologna! Qua a Piacenza facciamo gli anolini di stracotto, guarda, una poesia…”
SENSINI FABIO: “Bravo, gli anolini…beato te!”
BERTANI PIERGIGI: “Quando passi di qui, avvertimi che te li faccio preparare, sentirai…”
SENSINI FABIO: “Sì, sì…ciao eh?”
BERTANI PIERGIGI: “Mi raccomando, eh? E’ una promessa! [pausa] Fabio? Fabio, sei ancora lì?”
[l’ utenza di Stato: n. 334**** ha interrotto la comunicazione. Nd.V.]




Letto, confermato e sottoscritto
L’UFFICIALE DI P.G.

M.o  Osvaldo Spengler


(*) "Trattasi" -   tanto per non cambiare stile,  quello  della  Benemerita...  -   di ricostruzioni che sono  frutto della mia  fantasia di  autore e commediografo.  Qualsiasi riferimento  a fatti o persone  reali  deve ritenersi puramente casuale. (Roberto Buffagni)


Chi è il  Maresciallo Osvaldo Spengler?  Nato a Guardiagrele (CH) il 29 maggio 1948 da famiglia di antiche origini sassoni (carbonai di Blankenburg am Harz emigrati nelle foreste abruzzesi per sfuggire agli orrori della Guerra dei Trent’anni), manifestò sin dall’infanzia intelletto vivace e carattere riservato, forse un po’ rigido, chiuso, pessimista. Il padre, impiegato postale, lo avviò agli studi ginnasiali, nella speranza che Osvaldo conseguisse, primo della sua famiglia, la laurea di dottore in legge. Ma pur frequentando con profitto il Liceo Classico di Chieti “Asinio Pollione”, al conseguimento della maturità con il voto di 60/60, Osvaldo si rifiutò recisamente di proseguire gli studi, e si arruolò invece, con delusione e sgomento della famiglia, nell’Arma dei Carabinieri. Unica ragione da lui addotta: “Non mi piace far chiacchiere .” (Com’è noto, il carabiniere è “uso a obbedir tacendo”). Mise a frutto le sue doti di acuto osservatore dell’uomo in alcune indagini rimaste celebri (una per tutte: l’arresto dell’inafferrabile Pino Lenticchi, “il Bel Mitraglia”). Coinvolto nelle indagini su “Tangentopoli”, perseguì con cocciutaggine una linea d’indagine personalissima ed eterodossa che lo mise in contrasto con i magistrati inquirenti. Invitato a chiedere il trasferimento ad altra mansione, sorprese i superiori proponendosi per la sala ascolto della Procura di ***. Richiesto del perché, rispose testualmente: “Almeno qui le chiacchiere le fanno gli altri.”
***

Roberto Buffagni è un autore teatrale. Il suo ultimo lavoro, attualmente in tournée, è Sorelle d’Italia – Avanspettacolo fondamentalista, musiche di Alessandro Nidi, regia di Cristina Pezzoli, con Veronica Pivetti e Isa Danieli. Come si vede anche dal titolo di questo spettacolo, ha un po’ la fissa del Risorgimento, dell’Italia… insomma, dell’oggettistica vintage...