Avviso al lettore. Questo non è un articolo ordinato. È un ragionamento che procede per accumulo, connessioni e cortocircuiti.
Parla di molte cose, forse troppe, tutte insieme, perché così si presenta oggi la realtà politica: confusa, sovraccarica, assuefatta. Chi cerca una tesi rassicurante o il lieto fine può fermarsi qui.
Come analista metapolitico scorgo un’Italia assuefatta, dopo tre anni abbondanti di cloroformio somministrato dal governo Meloini al suo di una sfiatata fanfara dei bersaglieri. Il Sì prevarrà, magari di poco, ma prevarrà. Un altro finto successo per un governo di destra che, senza strappi clamorosi, sta lentamente riportando il Paese verso soluzioni di autoritarismo di destra.
Il nuovo fascismo, se arriverà, non arriverà domani. Verrà dopo la
prossima tornata di elezioni politiche ed europee, quando una marmaglia
di nazionalismi si mangerà l’Europa, dividendosi tra due ipotesi
autoritarie concorrenti: quella russa e quella americana.
Il tutto accompagnato dagli schiamazzi populisti di una sinistra che non
sa più nemmeno dove sia di casa la libertà. Povera Ucraina.
Ciò che resta – poca cosa, per giunta stantia – del liberalismo italiano, dentro e fuori dal governo, gravita tra l’irrilevanza politica e un trumpismo dolciastro: il parente povero invitato alla festa del cugino che ha fatto i soldi.
Del resto non potrebbe essere altrimenti. La famigerata “gente”, in particolare un ampio ceto medio viziato e protetto, ha dichiarato uno stato di crisi immaginario, di cui non si vede la fine. Come tutte le fantasie sociali, anche questa ha prodotto un effetto politico preciso: la trasformazione di quel ceto medio nel partito unico della sicurezza.
Sicurezza sociale ed economica. Primum vivere, come se l’intero mondo occidentale – e i dati parlano chiaro, ancor più gli occhi di chi voglia guardare con un minimo di onestà – non avesse già raggiunto i livelli di benessere più alti dell’intera storia umana.
Si gioca così una partita con le carte truccate della finta crisi economica. Tutti a piangere: è colpa della politica, è colpa dei capitalisti, è colpa dei migranti, eccetera, eccetera.
L’idea di sicurezza porta sempre con sé quella del capro espiatorio. Si governa designando un nemico del popolo, a destra come a sinistra (per quel poco che ne resta). Si celebra un’utopica purezza politica, accusando il nemico di turno di sabotare la volontà popolare.
E il popolo si lascia vezzeggiare. Il modello è antichissimo: il tiranno che difende il popolo innocente. Pisistrato 2.0, per dirla in modo brutale.
Dall’altra parte c’è un ceto medio ufficialmente alla canna del gas, ma ufficiosamente impegnato a prenotare viaggi esotici, fare diete, compiangere se stesso tra risotti, pasticci e altre diavolerie culinarie. Per carità, nulla di male. Però sembra un film di Zalone.
Del resto che se ne fa questa gente, che danza sui prati, della libertà? Conta solo che un governo, di qualunque colore, garantisca il tran tran quotidiano.
Ora tocca a quelli che sostengono che Mussolini, Hitler e il fascismo abbiano fatto “anche cose buone”. L’altra volta, in Italia, durarono vent’anni. Questa volta?
Non siamo alla vigilia di una dittatura. Siamo già oltre la libertà come valore condiviso. Il punto non è se tornerà il fascismo, ma se qualcuno se ne accorgerà quando tornerà. Perché una società che scambia la sicurezza per senso, e il tran tran per destino, non ha bisogno di stivali: le bastano le pantofole.
Il resto è intrattenimento. Anche la politica.
Scusate lo sfogo.
Carlo Gambescia
P.S. Sfogo sì, ma anche qualche dato a riprova. Ad esempio, a proposito del grafico pubblicato. In sintesi: la classe media europea non crolla e mantiene consumi interni piuttosto elevati, ma la sua influenza relativa nel contesto globale diminuisce, mentre le classi medie di Cina e India crescono rapidamente. Ciò potrebbe suggerire maggiore libertà economica e meno protezionismo, oppure che proprio il protezionismo sociale sostenga gli attuali livelli di consumo. Fonte: https://www.eea.europa.eu/en/analysis/maps-and-charts/the-changing-distribution-of-middle (ultimo aggiornamento: 11 settembre 2024) .





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