sabato 4 luglio 2026

Da Lotito ad Angelucci?

 


Oggi si parla di calcio per due ragioni. La prima è che chi scrive ha un cuore biancoceleste da quando aveva i calzoni corti. La seconda è che la campagna del “Tempo”, con Daniele Capezzone e Luigi Bisignani in prima fila, appare quantomeno sospetta.

Per quale ragione? Perché l’editore del “Tempo”, Antonio Angelucci, il cosiddetto “Re delle Cliniche”, più volte deputato e sempre collocato a destra, potrebbe avere un interesse nella vicenda Lazio. Non va dimenticato che nel 2011 tentò di entrare nella Roma e che una parte della tifoseria rispose con un fragoroso “Vaffa” (*).



Naturalmente, non esiste alcuna prova che Angelucci voglia acquistare la Lazio. Nessuno ha fatto il suo nome e, allo stato delle cose, non risultano trattative o indiscrezioni concrete. Tuttavia, è legittimo porsi una domanda: dietro la campagna contro Lotito c’è soltanto il malcontento dei tifosi oppure anche l’interesse di qualcuno a rendere la società più contendibile?

I tifosi hanno tutte le ragioni per contestare Lotito. Siamo con loro. Ma potrebbero ritrovarsi, senza saperlo, a fare il gioco di qualcun altro. Il rischio è quello di liberarsi di un presidente sgradito per ritrovarsi con una sorta di “Lotito 2”, magari più abile sul piano finanziario e comunicativo.

Il calcio sta cambiando e servono capitali sempre maggiori, capitali che in Italia spesso mancano. Pochi giorni fa un gruppo americano ha acquistato il Frosinone, appena tornato in Serie A. È possibile che investitori stranieri non abbiano mai guardato alla Lazio, una società dal marchio storico, con un grande bacino di tifosi e un potenziale economico ancora in parte inespresso? La domanda merita di essere posta.

Angelucci, d’altra parte, ha mostrato negli anni una notevole capacità di espandere i propri interessi imprenditoriali, dai media alla sanità privata. Per questo non appare irragionevole interrogarsi su eventuali ambizioni nel mondo del calcio. Si tratta, appunto, di un’ipotesi. Ma, come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, però spesso ci si azzecca. 

Capezzone e Bisignani non sono due sprovveduti. E Angelucci, quanto ad astuzia, non è certo da meno.

Il tifoso della Lazio, dunque, farebbe bene a mantenere gli occhi aperti. Il calcio è come la vita: non sempre vincono i buoni e, spesso, i buoni – in questo caso i tifosi – vengono usati da altri per finalità che non coincidono con le loro.


Forse Angelucci non è interessato alla Lazio. Forse sì. Nessuno, oggi, può dirlo con certezza. Ma il tifoso romantico, già deluso da tante promesse e da tanti presidenti, farebbe bene a non scambiare automaticamente ogni cambiamento per una liberazione. Talvolta si esce dalla padella per finire nella brace.

Carlo Gambescia

 

(*) Qui: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2011/02/02/news/arabi_americani_angelucci-11964015/ .

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