lunedì 6 luglio 2026

L’insostenibile leggerezza del disarmo

 


Donald Trump ha umiliato ancora una volta Giorgia Meloni. E non è un incidente diplomatico. È una lezione di politica internazionale.

Il sarcasmo del presidente americano – «serve un ordine restrittivo», che presenta Giorgia Meloni come una molestatrice fuori controllo – è perfettamente coerente con la sua visione del mondo, fondata sulla forza, sulla gerarchia, sul disprezzo per chi appare debole o dipendente. Una visione che, per molti aspetti, richiama le culture politiche autoritarie del Novecento e presenta alcune analogie con il fascismo storico.

Anche il rapporto con le donne non sfugge a questa logica. Il fascismo le concepiva essenzialmente come madri e riproduttrici, figure subordinate a un ordine maschile e gerarchico. Basta rivedere “Una giornata particolare” o sfogliare le riviste del Ventennio per ritrovare quell’immaginario.



Giorgia Meloni, che ha investito molto sul rapporto personale con Trump e che in più occasioni ha cercato di presentarsi come una sua interlocutrice privilegiata in Europa, scopre oggi una verità elementare: nel mondo del magnate non esistono amici. Esistono soltanto rapporti di forza. O si è padroni o si è subordinati.

E questa è la vera notizia.

Perché il problema non riguarda soltanto Meloni. Riguarda l’Europa intera. Per decenni il continente ha coltivato l’illusione di poter vivere in una sorta di paradiso post-storico, protetto dall’ombrello americano e dispensato dal doversi occupare seriamente della propria difesa. Ha progressivamente ridotto il peso della questione militare, delegando gran parte della propria sicurezza agli Stati Uniti.

Quel mondo non esiste più.



Dalla Russia alla Cina, dal Medio Oriente al ritorno della politica di potenza, le relazioni internazionali sono tornate a essere ciò che sono sempre state: competizione, interessi, deterrenza, forza. Proprio ieri Vladimir Putin ha rivolto nuovi e duri avvertimenti alla Polonia, ricordando a tutti che la minaccia della guerra nel cuore dell’Europa non appartiene ai libri di storia.

Non è un caso che il vertice Nato di Ankara si apra sotto il segno di uno slogan significativo: «Un’Europa più forte in una Nato più forte». Dietro la formula diplomatica si nasconde una realtà ben più profonda. Come ha ammesso una fonte alleata citata dall’ANSA, a Bruxelles si è ormai radicata una convinzione impensabile fino a pochi anni fa: se la Russia dovesse attaccare, gli europei potrebbero dover cavarsela da soli (*).

È una frase destinata a segnare un’epoca.

Perché certifica la fine dell’Europa post-storica, l’Europa convinta che il commercio, il diritto internazionale e le buone intenzioni fossero sufficienti a garantire la pace.

Trump lo ha capito, a modo suo. E proprio per questo è inutile scandalizzarsi. Sarebbe più utile prendere atto della realtà.



L’Italia, da sola, non conta abbastanza. E nessun Paese europeo, preso singolarmente, è in grado di competere con le grandi potenze del XXI secolo.

Serve dunque un’Europa unita. Ma unita davvero: politicamente, diplomaticamente e militarmente. Un’Europa capace di difendere i propri interessi e i propri valori. Un’Europa che non dipenda dalla benevolenza di Washington né dai capricci del suo inquilino.

L’autonomia strategica europea non è il contrario dell’atlantismo. È, al contrario, la condizione perché l’atlantismo possa sopravvivere nell’era di Trump.

Il vertice di Ankara sembra averlo compreso. L’emergere di un nucleo europeo della sicurezza – con Germania, Polonia, Francia, Regno Unito e forse Italia chiamati ad assumere maggiori responsabilità – va precisamente in questa direzione.

 


Perché nel mondo che sta nascendo il disarmo non è una virtù. È un lusso che i deboli pagano molto caro.

E la storia, purtroppo, insegna una lezione semplice: chi non è in grado di farsi rispettare finisce, prima o poi, per essere costretto a obbedire.

Carlo Gambescia

(*) Qui: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/07/05/al-vertice-di-ankara-nasce-la-nato-europea-incognita-trump_455e12e9-40e3-4177-82a6-44151f571580.html .

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