venerdì 24 febbraio 2017

La riflessione
Perché mi fa paura il movimento 5stelle
di Fabrizio Borni




Sulle origini del movimento 5stelle, si possono avanzare le ipotesi più varie,  però,  non vi è alcun dubbio che  lo stesso movimento, nel suo insieme, sia una eccellente macchina da guerra vestita di pace democratica.
Mi avvicinai al movimento durante le elezioni amministrative del 2013. Al ballottaggio della mia città concorrevano il candidato 5stelle e un candidato PD assolutamente inadeguato e non votato poi da molti altri elettori dello stesso partito, figuriamoci dalla destra che, o disertò le urne o, per sfregio, appoggiò il 5stelle. Di fatto ora c'è un'Amministrazione grillina. 
I primi mesi furono davvero una ventata di nuova luce. Una maggioranza assoluta (che avrebbe dovuto significare nessuna perdita di tempo, zero compromessi, zero accordi bi o trilaterali con forze alleate); un Consiglio ed una Giunta di persone per lo più molto giovani, pulite, che mai avevano avuto a che fare con la giustizia. Una incredibile disponibilità ad ascoltare il cittadino. Insomma un nuovo miracolo italiano. 
In realtà mi bastò poco, però, per verificare che il movimento si manifestava sempre più un prodotto autoritario, oligarchico, inaccessibile e antidemocratico. Praticamente tutto l'opposto delle aspettative annunciate nei vari proclami e comizi pre-elettorali. L'atteggiamento umile del sindaco e dei suoi più stretti collaboratori, andava via via sparendo nel momento in cui cresceva la “luce” del movimento a livello nazionale e il consenso locale. Un consenso locale che veniva fuori dal fatto che a differenza delle passate amministrazioni nessun consigliere, tuttavia, risultava indagato o inquisito per qualcosa riguardante il suo lavoro istituzionale. E questa è verità, se non fosse per il fatto che nella nuova amministrazione non vi erano politici navigati, ne imprenditori navigati, ma la così detta gente per bene (nell'immaginario grillino) composta da studenti, casalinghe, impiegati. 
C'è però una controindicazione:  aumenta infatti, e questo è certificato poi nei vari post o messaggi che inondano i social, l'odio verso chi fa impresa, verso chi ha fatto politica, verso chiunque non sia “allineato” alla filosofia 5stelle; e questo a volte anche tra gli stessi militanti (basti leggere gli sfoghi della sorella della senatrice Taverna nei confronti del Sindaco Virgina Raggi). Tutto ciò che non è allineato, passa per “disonesto”. Ma spesso questo nuovo concetto di onestà è diffuso e manipolato attraverso “urla” da palco degli attivisti più importanti, da concetti astratti e improbabili (se non sei dei nostri vuol dire che hai la coscienza sporca), dai volti che sono maschere artefatte e costruite per l'occasione. Se notate bene, esclusi alcuni casi specifici (pochissimi), nei volti dei ruoli di comando, quando essi parlano, è espressa la stessa fisiognomica del bambino che si lamenta a scuola perché altri gli hanno rubato la merenda. Stringono le sopracciglia, aggrottano la fronte, diventano cupi, il tono della voce è pacato, quasi flebile e spesso deglutiscono proprio come un bambino che singhiozza (vittimismo). Ovviamente senza piangere. (vittimismo = onestà; chi è vittima è sempre onesto...o quasi) Sono maschere, attori perfetti di una commedia diretta da una grande regia (e qui il termine ILLUMINATA ci sta tutto). 
Ho sempre pensato che il potere non è cosa che può essere affidata a chiunque, anche se per sfinimento (se così possiamo definire la delusione di anni di gestione politica post-manipulite), anche io sono caduto nella tentazione 5stelle. Quando un giorno ero seduto accanto al neo eletto sindaco pentastellato col quale ebbi inizialmente un rapporto di reciproca stima e cordialità, dissi a lui: “nel momento in cui dimostrerai anche solo nell'atteggiamento un abuso di potere, non ti stringerò mai più questa mano”. Detto fatto. Il giovane impiegato da poco di più di 1000 euro al mese che vive nel quartiere popolare della città, che ha avuto da pochi mesi un figlio e che passeggia tra le vie stringendo la mano ai cittadini, vestendo casual, con la moglie e la carrozzina dove il neonato dorme, diventa subito dopo un uomo in giacca e cravatta con borsa in pelle seguito perennemente dallo staff che guarda dritto davanti a se o cammina col cellulare all'orecchio, che si separa da moglie e figlioletto, che convive con un suo assessore dal quale avrà un figlio, che vive in una casa più bella e confortevole in una zona più esclusiva, che percepisce uno stipendio tre volte maggiore di quello che prendeva prima, che da uomo più importante della sua città diventa uno degli uomini più in vista e potenti della capitale d'Italia con un ufficio ai piani alti di uno dei palazzi più esclusivi della capitale e che per evitare di incontrare dei bambini con i palloncini in protesta sotto il comune (a torto o a ragione), lascia il comune da un uscita secondaria. Rinuncerà uno così alla sua già avviata carriera politica per ritornare al suo vecchio lavoro in una piccola azienda azienda locale come programmatore? E  come lui tanti altri. 
Quando si urlava in piazza che erano sufficienti due mandati, perché di politica non si doveva vivere, non era forse una manipolazione mediatica? Mai condivisa questa cosa anche perché non ho mai creduto che un cittadino non possa vivere di politica. La politica è una vocazione che diventa poi professione, ma come da un chirurgo ci si aspetta il massimo dell'etica professionale ed il minimo dell'errore, lo stesso vale per il politico, anche se poi i fatti  dimostrano spesso il contrario. 
Ma torniamo all'argomento principale e cioè: perché mi spaventa il 5stelle. Perché nei suoi militanti c'è troppa rabbia. Il movimento, secondo il mio parere che si è creato dopo averlo frequentato e studiato dall'interno, è composto da tre tipologie di persone. Vediamole insieme.
Una parte sono quelli che nel passato non hanno avuto (vuoi per incapacità, incompetenza, inadeguatezza, mezzi, inesperienza o altro) alcun rapporto col potere politico o economico che comunque hanno cercato; e generalmente sono quelli più maturi (40/50 anni). Poi ci sono alcuni privilegiati, come certe categorie di pensionati o di impiegati (pensionati baby, impiegati statali o in aziende consolidate comunque a contratto indeterminato) che non hanno mai partecipato attivamente alla vita politica o sociale e che oggi, col movimento, è stata data loro la possibilità di mettersi in luce, di sentirsi utili, un riscatto pari all'urlo di Fantozzi quando grida finalmente che “la Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca” (Nel loro tempo libero, molto, puliscono parti comuni, giardini, parchi, tolgono scritte sui muri, fanno la raccolta differenziata, evitano di usare la macchina). Frequentano la vita dei “gruppi di lavoro” ed infine, la terza categoria, sono i trentenni che vivono o vivevano ancora a casa dei genitori perché disoccupati. Per lo più laureati che poco conoscono la storia recente del nostro paese (basta provare a domandare loro cosa sia Mani pulite) e che sono cresciuti nel periodo (questo bisogna ammetterlo) peggiore della storia politica del nostro paese. Sono quelli che (a ragione) non accettano uno Scilipoti, un Razzi, o gente simile nel nostro parlamento e che hanno più ambizione politica degli altri. 
La mia impressione è che pochi sono i politici o i partiti politici che fanno un'analisi di questo tipo, troppo impegnati a lottare per il proprio potere interno e distratti da milioni di azioni convulse alla ricerca di buone soluzioni per meritarsi un consenso che oramai è perduto definitivamente. 
Allora vince il 5stelle? In realtà vince il menefreghismo, il non voto che tocca percentuali altissime e che è peggio della vittoria del 5stelle, poiché riconosce ad esso una totalità di consenso che non esiste ma con la quale il 5stelle diventa sempre più potente. Ogni uomo, movimento, associazione, partito che sale al potere e che in se porta rabbia e rancore è pericolosissimo, ma se i partiti di oggi non comprendono questo, hanno completamente dimenticato la storia. 
Cosa bisogna fare? A livello locale, alle prossime amministrative, in alcune piccole realtà si stanno organizzando per evitare un evento del genere creando alleanze in incognito tra destra e sinistra dando vita a liste civiche di dubbia etica morale. Alleanze che non porteranno niente di nuovo, probabilmente perdenti e sicuramente certificheranno un ulteriore passo indietro. Quindi secondo me il processo è ormai irreversibile. Prepariamoci ad affrontare un governo anche a 5stelle che porterà inesorabilmente l'Italia in uno dei momenti più bui della sua storia, e che serva da lezione a chiunque, ma chi ne pagherà le conseguenze saranno i cittadini, più che i politici perdenti. E saranno conseguenze disastrose. 
Prevedo liti e risse per la strada, schieramenti energici pro e contro e anche lotta armata. Repressioni, e un disordine sociale che ci riporterà agli anni '70. La soluzione finale. Bisognerà che questo fiume inquinato si ripulisca da solo con gli anni. I vecchi politici moriranno (per età); fuggiranno (per scelta o costrizione); si renderanno conto di abdicare (per lungimiranza) in favore di nuove facce però altamente preparate anche nei confronti e nei rapporti internazionali...e allora a quel punto l'Italia potrà ripartire con un nuovo slancio e, incredibile ma vero, punta di forza saranno proprio le nuove generazioni di immigrati, ovviamente quelli seri, quelli che sono stati capaci di costruire qui una nuova vita per se e per le loro famiglie che sanno bene quale siano l'importanza, le virtù e la libertà che sono i principi cardini di una vera democrazia. 
Insomma che la vita non è facile lo sapevamo dal momento in cui abbiamo lasciato nell'armadio il grembiule dell'asilo, ma che esistono epoche meno fortunate di altre è una realtà. La prima guerra mondiale è stata orribile, gli anni venti sono stati anni di speranza, i trenta dell’ entusiasmo ma anche dei primi grossi dubbi,  la seconda guerra mondiale ci ha riportato alla dura realtà e alla fame, il dopoguerra ha creato le basi per il nuovo miracolo italiano. Gli anni 50 e 60 erano gli anni dell'amore e delle libertà, gli anni 70 della paura, gli anni 80 di un edonismo che si fondeva con un benessere generale, gli anni 90 ci hanno dimostrato che quel benessere era solo fumo, il duemila ha rappresentato una nuova speranza (millennio, Europa ed Euro) ; nel 2012 ci hanno distratto col calendario Maya perché già la puzza di merda di una economia marcia e di una ricchezza virtuale stava portando a tutti il proprio salatissimo conto. 
E oggi? Per molti anche questo lunghissimo post o articolo o blog o non so come chiamarlo è roba inutile, perditempo (è troppo lungo e su 1000 lo leggeranno in due o tre)...  Per me è invece un esercizio con me stesso per capire in che epoca sto vivendo, come devo comportarmi e cosa posso lasciare ai miei figli; ma soprattutto come fare e cosa fare per i prossimi anni perché non sono mai stato uno rimasto in finestra a guardare.

Fabrizio Borni

Fabrizio Borni, manager, docente, scrittore,  presidente dell'Anpoe  (Associazione Nazionale Professionale tra Produttori e Organizzatori di Eventi -  http://www.anpoe.it/ ).  Qui le sue recenti pubblicazioni: http://www.lafeltrinelli.it/libri/fabrizio-borni/1052864 .

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