lunedì 3 ottobre 2011

Moody’s schizofrenica? 



E così Moody’s, ha tagliato anche  il rating di Eni, Enel, Finmeccanica, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Poste e Terna.  Quel che però stupisce  è la schizofrenia  di alcune  motivazioni.  Ad esempio,  per Unicredit il taglio è legato  al fatto che il gruppo dovrà  « migliorare il debole livello di redditività delle operazioni “core” in Italia».   Infatti, come si legge,   « nell’attuale situazione economica i bassi tassi di crescita e le misure di austerity del Governo costituiscono un ostacolo per il gruppo in Italia e negli altri mercati».  Il che  - si conclude -  «potrebbe aumentare le pressioni negative sulla redditività e sulla qualità degli asset» .
Il lettore, intanto,  prenda nota: se Unicredit, non cresce la colpa è delle misure di austerity varate dal Governo. E perciò del disinteresse pubblico  verso il  destino economico di Unicredit… 
Passiamo oltre.   Per Intesa Sanpaolo, sempre per Moody’s,   il taglio sarebbe invece dovuto  «sia all’esposizione diretta verso il debito sovrano italiano, sia al fatto che Intesa è concentrata soprattutto sulle attività interne, visto che il settantasette per cento delle entrate del gruppo sono generate in Italia».  Per  tale ragione,   si ritiene che «il profilo di credito di Intesa sia troppo legato al profilo di credito del governo italiano. E data questa correlazione  è poco probabile per Intesa avere un rating più alto di quello del governo italiano».
Anche qui il lettore prenda appunto: Intesa San Paolo ha in tasca troppo debito sovrano, agevolando così più del dovuto il  Governo:  i due fedifraghi (Berlusconi e Bazoli), insomma,  la farebbero proprio sporca… Mah…
Veniamo a  Eni.  Secondo  Moody’s, le possibilità che il gruppo, possa risollevarsi  grazie  al sostegno straordinario dal governo, per ora, sono diminuite «in modo significativo». Quindi si tira in ballo il Governo, ma questa volta  perché  rifiuta di  sganciare  aiutini…. Per le stesse ragioni   Moody’s ha abbassato anche il rating di Enel e di Finmeccanica.  
Veniamo allora alle conclusioni: per un verso (Unicredit,  Eni, Enel, Finmeccanica) si critica il Governo per il disinteresse mostrato; per l’altro (Intesa Sanpaolo) si boccia  invece  il  legame troppo stretto  tra banca e istituzioni di governo.  Ma c’è dell’altro: come nel più classico gioco delle parti,  Unicredit, dovrebbe guardare di più all’Italia, mentre Intesa San Paolo,  di meno… E magari,  in futuro,  imbottirsi ( tutte e due le banche, però), di tanti bei titoli spazzatura… Con quale scopo? Autoaffondarsi, e rapidamente  of course…   Solo per fare un grosso piacere a Moody’s.   E, in particolare, a chiunque vi sia dietro.  
Qui, evidentemente, si vuole speculare sul default dell’Italia.  Perciò per dirla con il vecchio Shakespeare, probabilmente c’è del metodo nella  follia di Moody’s.

Carlo Gambescia

P.S.  Il nostro ragionamento può valere  anche per le altre agenzie di valutazione…   

                                                              
 
    



Nessun commento:

Posta un commento