lunedì 10 settembre 2012





Cara Donna Mestizia 
mi sveglio nel cuore della notte con le pulsazioni a duecento, la memoria mi tradisce, il cibo mi disgusta, bevo troppo, ho ricominciato a fumare come una ciminiera, sotto le lenzuola è un fiasco dopo l’altro, apro un libro e dopo dieci pagine lo butto. Sarà la crisi?
Momento difficile


Caro Momento difficile,
stia tranquillo: Renzi è un bravo ragazzo, che come tanti altri giovani italiani cerca un lavoro all’altezza delle sue aspettative. Provi a dargli un posto in Segreteria, e vedrà che tutto si risolve.

***
Cara Donna Mestizia,
il povero papà mi diceva sempre che i nostri interessi di destra li difendeva meglio la sinistra, e in effetti ho constatato che aveva ragione. Peccato che dai e dai, di questa sua trovata cominciano ad accorgersene anche gli italiani, perfino quelli di sinistra. Che fare?
Ragazzo invecchiato che non doveva pensare

Caro Ragazzo invecchiato che non doveva pensare,
temo Lei si trovi a un bivio esistenziale: o diventa adulto, o si cerca un altro papà. Diventare adulto significa pagare di persona, dunque cercarsi un altro papà è assai più conveniente. Per chi sia ben provvisto di mezzi - come Lei grazie all’avvedutezza di Suo padre - sono disponibili gli ultimi modelli di papà con hardware progettato dai più avanzati Reparti Ricerca & Sviluppo tedeschi e americani, e software customizzato per l’Italia. Riscuotono già un vasto successo, nonostante alcune piccole imperfezioni quali la robotica monotonia del timbro vocale e la povertà lessicale del dizionario standard, che tende a reiterare ossessivamente i termini “Europa” e “rigore”. Comunque, sempre meglio che parlare (e pensare) da soli, non trova?
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Cara donna Mestizia,
i miei genitori mi asfissiano con lo studio, il senso del dovere, il rispetto delle regole, ma ho scoperto che sono ignoranti come capre, rubano appena possono e fanno gli scambisti. Un ragazzo di sedici anni come la dovrebbe prendere, secondo Lei?
Sbigottito 2012


Caro Sbigottito 2012,
si fa presto ad accusare! E’ proprio sicuro che le cose stiano così? Ha indagato a fondo? Ha le prove di quel che sostiene? Anzitutto metta al vaglio i suoi sospetti, e documenti le trasgressioni dei Suoi genitori: oggi il mercato offre a prezzi interessanti vari dispositivi per l’intercettazione ambientale e telefonica. Qualora poi acquisisse la certezza che le cose davvero stanno come Lei dice, depositi in luogo sicuro copia del materiale probatorio raccolto, commetta a persona di fiducia una lettera da inviare alla magistratura in caso Le capitasse un incidente, e apra una franca discussione con i Suoi genitori. Vedrà che dopo un primo momento di sconcerto, tra Lei e i Suoi genitori si ristabilirà la comprensione reciproca, e la Sua famiglia si ritroverà più unita di prima.
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Cara donna Mestizia,
mi sono accorto che i soldi non danno la felicità. E adesso?
Sbalordito 2012

Caro Sbalordito 2012,
ma è sicuro di averne abbastanza per esprimere un giudizio? Mi scriva in privato allegando un rendiconto patrimoniale veritiero, e poi ne riparliamo.
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Cara donna Mestizia,
mi sono accorta che l’amore non dà la felicità. E adesso?
Sbalordita 2012

Cara Sbalordita 2012,
alla buonora! Mi scriva in privato allegando un book fotografico senza veli autenticato da pubblico ufficiale o notaio, ed eventualmente La metterò in contatto con Sbalordito 2012.

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Cara donna Mestizia,
mi sono accorto che la verità non rende liberi. E adesso?
Porcaloca!

Caro Porcaloca!,
e adesso, mi chiede? Adesso che si è liberato da questa Sua mania della verità, potrà impiegare più proficuamente il Suo tempo.


Roberto Buffagni è un autore teatrale. Il suo ultimo lavoro, attualmente in tournée, è Sorelle d’Italia – Avanspettacolo fondamentalista, musiche di Alessandro Nidi, regia di Cristina Pezzoli, con Veronica Pivetti e Isa Danieli. Come si vede anche dal titolo di questo spettacolo, ha un po’ la fissa del Risorgimento, dell’Italia… insomma, dell’oggettistica vintage...

venerdì 7 settembre 2012

La tachipirina di Mario Draghi



E così Mario Draghi ce l’ha fatta. L’Eurotower comprerà, senza fissare un limite, i titoli di stato dei paesi che richiedono l’assistenza finanziaria dell'Europa, mettendo di fatto in gioco le sue imponenti risorse finanziarie. Il che merita due parole, ovviamente da economisti dilettanti…
Non desideriamo entrare nel merito della misura, ma solo far notare che la decisione del Presidente della Bce, seppure condivisibile (perché qualcosa per abbassare la febbre-spread si doveva pur fare), ricorda tanto la famigerata politica - e in Italia ne sappiamo qualcosa - della svalutazione competitiva, ma, come dire, a metà...  Perché, se è vero, come si legge nei manuali, che  all’intervento delle autorità monetarie sui mercati per acquisire titoli e valuta, deve in parallelo affiancarsi la svalutazione pilotata o meno della moneta  per favorire le esportazioni e il rilancio dell’economia, è altrettanto vero che Draghi, anche per vincoli “statutari”, si  comporta come il classico uomo con il braccio legato dietro la schiena: con una mano può comprare, con l’altra non può svalutare. Se ci si passa la battuta: la tachipirina di Draghi, pur abbassando la febbre del malato, non serve a curare la malattia di cui soffre.
Naturalmente la svalutazione competitiva ha controindicazioni, anche serie, ad esempio fa salire  l’inflazione e penalizza gli importatori: non è insomma una panacea.
Ma non è questo il punto. Il vero problema è il braccio legato.

Carlo Gambescia 

giovedì 6 settembre 2012


 I libri della settimana: Gordiano Lupi, Storia del cinema horror italiano. Volume 3 – Joe D’Amato, Pupi Avati, Ruggero Deodato, Umberto Lenzi e il cannibal movie, Edizioni Il Foglio 2012, pp. 234, Euro 15,00; Matteo Mancini, Spaghetti Western. Volume 1 – L’alba e il primo splendore del genere (anni ’63 - ’66), Edizioni Il Foglio 2012, pp. 416, Euro 18,00. 

www.ilfoglioletterario.it .


All’editore Gordiano Lupi piace il cinema.  E proprio quello che, ingiustamente,  viene chiamato di Serie B.  Basta sfogliare il catalogo delle piombinesi Edizioni Il Foglio, di cui è il patron,  per viaggiare con l’immaginazione tra Zombi all’amatriciana, robusti vampiri della Val Trompia,  tettone platinate con spiccato accento siculo, poliziotti di Testaccio nati a L'Avana.  

In realtà, Lupi è una specie di Zeman dell’editoria, anche se molto più giovane e colto. Pubblica libri che ti fanno divertire e gioca all' attacco  come il boemo.  E pubblica “a più non posso”, riabilitando registi, sceneggiatori, attori, attrici, altrimenti malgiudicati e dimenticati dalla storia del cinema di Serie A (?). Oltre ovviamente a editare tostissimi saggi di letteratura, cultura, politica e varia umanità, nonché ottimi romanzi, con straordinarie aperture verso una  cultura cubana che finalmente sembra avere messo le ali (della libertà), per volare  via da un Fidel Castro, che  ormai  rischia di  assomigliare al protagonista di un cannibal movie.
A questo proposito -  e non ci scusiamo con Castro... -   va segnalata l’ultima fatica del Lupi-Zeman editore e scrittore (ma, in passato, anche calciatore e arbitro): Storia del cinema horror italiano.  Joe D’Amato, Pupi Avati, Ruggero Deodato, Umberto Lenzi e il cannibal movie, (il terzo dei sei previsti), dove, aprendolo, ci siamo subito  buttati a corpo morto  su Pupi Avati. Di cui ricordavamo un avvicente film horror: Zeder (1981), con Gabriele Lavia, bravissimo protagonista. E, infatti, colpito e affondato. Ma lasciamo la parola a Lupi: «Avati crea un originale gotico italiano ambientato in epoca contemporanea e scava nella paura prodotta da antiche credenze popolari […], e gira una convincente versione personale del mito degli zombi […]. Il film è originale anche per l’ambientazione sulla riviera romagnola, in una colonia marina location insolita per un film horror». E giustamente si  sottolinea  la scena più macabra del film: «la sequenza della resurrezione del prete». Chi scrive, mai dimenticherà,  l'inquietante ghigno dipinto sul volto del morto vivente in clergyman, che con feroce agilità scivola via dal sepolcro, mentre una telecamera lo sta riprendendo… Ma quel che colpisce del capitolo-Pupi Avati è la particolarissima  rilettura  della sua opera: i film di successo, quelli del  cantore introspettivo del piccole cose, sono considerati quasi incidenti di percorso. Mentre  vengono valorizzati, e giustamente,  i film più in sintonia, citiamo alla rinfusa, con la vena ctonica  del regista bolognese: la sua opera prima Balsamus, l’uomo di Satana (1968),  La casa dalle finestre che ridono (1976), Tutti i defunti tranne i morti (1977), Zeder,di cui abbiamo detto, L’amico d’infanzia (1994), L’arcano incantatore (1996). Approccio, "a rovescio", che potrebbe essere la griglia per una rilettura, non conformista, dell’ intera opera cinematografica di Pupi Avati. Insomma, come dicono gli accademici di storia del cinema:  per una... monografia. Ovviamente, non passano neppure inosservati i corposi ritratti di Joe D’Amato, al secolo Aristide Massaccesi, un Ed Wood italiano, nonché del geniale Ruggero Deodato, passato, per dire, da Cannibal Olocaust (1980) a Incantesimo 8 (2008), fiction televisiva di successo. E in che modo?  Quasi miracoloso:  Deodato sembra  attraversare i diversi  generi  con lo stesso scioltissimo passo  con cui il Prof. Dott. Guido Tersilli-Alberto Sordi, primario di Villa Celeste, faceva il giro mattiniero dei malati.
Proviene sempre, per così dire, dalla scuderia Lupi, Matteo Mancini, laurea in legge e, altra laurea, anzi un vero e proprio dottorato in cinefilia (si dice così?) sul campo. Autore di Spaghetti Western. L’alba e il primo splendore del genere (anni 1963-1968), un ponderoso volume, il primo di una trilogia in argomento il cui obiettivo è « di avvicinare il pubblico giovane a un genere che al giorno d’oggi (insieme al peplum e al c.d. macaroni combat ) è il più sconosciuto e sottovalutato dalla cinematografia italiana». E ingiustamente, perché, come si legge, «dal 1964 al 1978 in Italia furono realizzati quasi seicento film western». E qual è il filo conduttore di un' impresa così nobile e difficile? Cosa resta   impresso  nella zucca del lettore?   Presto detto: oltre alla accuratissima ricostruzione (tra l’altro ottima la scelta di inserire l' Indice finale dei film trattati),  si intuisce che dietro  lo spaghetti western c’è la progressiva americanizzazione europea (e italiana) dei costumi culturali  e sociali. Ma, attenzione, come spiega Mancini, non in chiave di una banale imitazione di modellli, ma di  creativa  interazione, per dirla in sociologhese, tra cultura americana della frontiera e cultura italiana - siamo a metà degli  anni Sessanta - di una protesta sociale e politica via via sempre più consistente. Insomma,  lo spaghetti western, anche se può sembrare paradossale, permetteva di dire a registi e sceneggiatori, si pensi ai film rivoluzionari di ambientazione maccheronico-messicana, cose che non si potevano dire nei film di Serie A.   Cosicché  - e sarebbe un'ipotesi da esplorare -  con il forte consolidamento  del cinema politicamente impegnato  degli anni Settanta, post-1968 (dei Rosi, dei Maselli, e così via), che diceva le cose fuori dai denti, lo spaghetti western  diverrà inutile e perciò  costretto al  letargo. E qui si pensi, ad esempio a Lizzani, il quale, probabilmente, anche per «contropartita», come scrive Mancini, aveva girato negli anni Sessanta due western; uno dei quali però Requiescant (1966), addirittura con Pier Paolo Pasolini come guest star letteraria.  Lizzani  girò  quei  film  solo per motivi alimentari? Su questi temi si veda il bel film documentario di  Gianfranco Pannone, L'America a Roma, (1998), dove parlano  i protagonisti dell' epoca, a partire dagli  spericolati stuntman promossi attori sul campo . Solo per fare alcuni nomi:  Guglielmo Spoletini (William Bogart), Gino Marturano (Jin Martin), Remo Capitani (Ray O'Connors). Giovanni Cianfriglia (Ken Wood).
Insomma, sarebbe interessante indagare, nuovamente, nome per nome, la biografia politica e l’itinerario cinematografico di sceneggiatori, registi e anche  attori dello spaghetti western (Spoletini, ad esempio, era un acceso militante comunista), per scoprirne, in particolare,  il  destino politico:   un lavorare per frammenti esistenziali, mettendo insieme, Quentin Tarantino e Roland Barthes. Detto altrimenti, e giriamo al bravo Matteo Mancini una domanda, solo apparentemente  surreale: che lo Spaghetti Western  sia  culturalmente alle origini del cinema  impegnato degli Anni di Piombo? 
Carlo Gambescia

mercoledì 5 settembre 2012

Sciopero dei consumatori?



Mercoledì 19 settembre sciopereranno i consumatori. Si protesterà contro inflazione e rincari, così affermano le associazioni di categoria (?). Si sciopera, insomma, per avere merci a buon mercato. Ma contro chi? I produttori di beni di consumo? Il mercato? Il governo? Uno sciopero, di regola, dovrebbe avere un referente preciso. E, soprattutto un obiettivo ben visibile. E chi dovrebbe, nel caso, far diminuire i prezzi? I produttori? Il mercato? Il governo? E come? Introducendo il calmiere? Uscendo dal mercato mondiale? Come si  intuisce sono questioni non da poco. E soprattutto soluzioni non praticabili in un’economia libera.
Diciamo, allora, che lo sciopero dei consumatori ha solo un valore morale: di testimonianza della crescente scontentezza dei consumatori (perché se le parole hanno un senso sono i consumatori a protestare, non la “classe operaia”),  stanchi e preoccupati  di non poter più consumare come in passato. Il che ha un significato più profondo: perché - piaccia o meno -  la società di mercato può definirsi tale, grazie alla sua  capacità di rendere felici le persone moltiplicando il  consumo individuale dei beni più diversi. Quindi chi, per così dire, scenderà in piazza, non appartiene sicuramente alla famiglia dei nemici del capitalismo. E aggiungiamo pure che, per quel che riguarda la situazione italiana, per far rientrare la protesta, basterebbe diminuire l’ imposizione fiscale sulla benzina in favore di consumatori, già spremuti a sufficienza. I quali, certamente, apprezzerebbero. Ma i professori, o almeno certi professori, si sa, sono molto rigidi. E  preferiscono farsi del male da soli…
Tuttavia, il punto è un altro. Quale? Che se, per ipotesi, si introducessero misure restrittive della libertà di mercato, i beni sparirebbero, e i consumatori, se ci si passa il bisticcio di parole, consumerebbero ancora di meno. Però il consumatore non ama molto sentirsi dire queste cose antipatiche. Aspira a possedere, come quel leggendario marito, la botte piena e la moglie ubriaca…



Carlo Gambescia

martedì 4 settembre 2012


La verità non è di questo mondo




In Italia, tutti invocano la verità. Si pensi solo alle recenti polemiche politiche, anche piuttosto pesanti, nei riguardi del ruolo giocato dal presidente Napolitano nell’ “affaire Mancino” (ci piace chiamarlo così). Per non parlare dei veri e propri tormentoni, ormai storici, sui misteri italiani: chi ha ucciso quello, chi ha pagato quell’altro, eccetera eccetera.
Diciamo che, sociologicamente parlando ( in base a studi, indagini, ricerche ), l’uomo non è bugiardo né sincero: è reticente; dice e non dice la verità. E soprattutto rapporta il suo dire alle dimensioni - crescenti - della cerchia sociale di appartenenza: si è sinceri, ma neppure sempre, con se stessi,  meno  in famiglia e nei gruppi amicali, riluttanti  nei gruppi di lavoro e così via. Secondo questa scala, il politico, che parla in pubblico e alla collettività, è destinato a diventare, se ci si passa l'espressione,  un bugiardo a vita. Insomma, come ha in segnato quel grandissimo sociologo  nato a Betlemme,  la verità non è di questo mondo.
Perciò, una cosa è la ricerca della verità individuale (su fatti spirituali o personali), un’altra quella della verità collettiva, che essendo pubblica, è sempre politica, e quindi nella migliore delle ipotesi  una non verità (qualcosa che non è vero, né falso), nella peggiore  una falsità.
Concludendo, la cosiddetta "battaglia" per  la verità sulle questioni pubbliche è perfettamente inutile per quel che riguarda l’accertamento della verità in sé, mentre può essere molto  vantaggiosa  come strumento di lotta politica. Ma questa è un’altra storia.

Carlo Gambescia 

lunedì 3 settembre 2012

Si riparte  da dove ci si era salutati. Detto altrimenti: da  Roberto Buffagni (*).  Anzi dalla "Posta di donna Mestizia". Quindi allacciarsi le cinture.   Buona lettura a tutti. (C.G.)

La posta di donna Mestizia
(di Roberto Buffagni)


Cara donna Mestizia,
sono o meglio ero un piccolo imprenditore. Ieri il commercialista mi ha detto che sono tecnicamente fallito, il direttore della mia banca mi ha comunicato per sms che devo rientrare entro dopodomani, Equitalia mi ha recapitato una cartella esattoriale da paura, mia moglie mi ha detto che non mi ama più e vuole la separazione che tanto case macchine barca conto a Lugano sono intestati a lei, la mia amante non accetta più assegni, mio figlio mi chiama “lo sfigato”, Fido mi ha morso una gamba. Stavo pensando di uccidermi. Lei che mi consiglia di fare?

Perplesso 2012

Caro Perplesso 2012,
La ringrazio della Sua toccante lettera, che mi dà l’occasione di segnalare a tutti i miei lettori una campagna pubblicitaria educativa promossa dal sindaco di Londra. In questo periodo di crisi, molti londinesi hanno scelto di porre termine alla loro esistenza gettandosi sotto i treni della metropolitana. Può immaginare i disagi per i lavoratori della metropolitana e per gli utenti che, nonostante tutto, preferissero continuare a vivere. Per porre rimedio a questa incresciosa situazione, l’amministrazione cittadina della capitale britannica ha dunque lanciato la campagna “Please, kill yourself at home” (qui il link: http://www.incredipedia.info/2012/08/please-kill-yourself-at-home.html ) “Per favore, uccidetevi a casa” dicono i coloratissimi e allegri manifesti. In uno di essi, sotto un flacone di barbiturici semivuoto si legge la didascalia: “Perché saltare sotto il treno, quando è così facile mandare giù qualche pillola?”
Ecco, caro Perplesso 2012, non posso che far mia la raccomandazione del Mayor di Londra. Se proprio non vede altra soluzione che il suicidio, ponga in atto la Sua decisione nell’intimità della Sua casa. Da un canto tutelerà la Sua privacy, dall’altro potrà togliersi la non trascurabile soddisfazione di infestare con il Suo spettro l’abitazione di una famiglia che sembra non capirLa come Lei vorrebbe.

***

Cara donna Mestizia,
mentre conversavo al telefono con un vecchio amico sono stato intercettato dalla Magistratura che indagava su di lui. Per fortuna, le mie esternazioni non configurano alcun reato penale; però, le parole da me incautamente pronunciate potrebbero, se divulgate dai media, mettermi in serio imbarazzo (occupo una posizione di alta responsabilità nel settore pubblico). Stavo pensando di provocare un colpo di Stato per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica. Lei che è una maestra di bon ton che cosa ne pensa?


Pummarola ‘n coppa
Caro Pummarola ‘n coppa,
il colpo di Stato ha i suoi pro e i suoi contro, ma su una cosa il bon ton non transige: per avere successo, il colpo di Stato va sempre servito freddo.

***

Cara donna Mestizia,
ingiustamente perseguitato in sede civile e penale, anni fa mi sono trovato costretto a cercare riparo in un Paese sudamericano nel quale non vigono trattati di estradizione con l’Italia. Per cautelarmi ho provvisoriamente intestato buona parte delle mie proprietà mobiliari e immobiliari a una cara amica molto più giovane di me che, prima di fare la mia conoscenza, era affatto priva di beni di fortuna. Sgonfiatasi la montatura giudiziaria, al mio rientro in Italia ho scoperto con profonda delusione che la cara amica non soltanto mi ha tradito accompagnandosi con un altro uomo, ma non intende restituire quel ch’è mio. Ella, infatti, sostiene spudoratamente che le dette proprietà sono state da lei regolarmente acquisite grazie a una ingente vincita al Lotto. Pensavo di ricorrere in giudizio, ma i tempi della giustizia italiana sono quelli che sono; inoltre, c’è il fatto spiacevole che io stesso non sempre potrei giustificare in sede giudiziaria il possesso dei beni contestati, a volte sono giunti nella mia disponibilità per vie piuttosto zigzaganti. Sono disperato!

Cuore Spezzato

Caro Cuore Spezzato,
Lei che ha dalla Sua la saggezza che gli anni e l’uso di mondo mai mancano di regalarci, deve farsene una ragione: il cuore di una giovane donna ha le sue leggi, e un gentiluomo non rivanga, non rinfaccia, soprattutto – mi perdoni – non si rende ridicolo esibendo una sofferenza che fa onore alla sua sensibilità, ma che deve rimanere segreta per non perdere il suo delicato aroma d’altri tempi. Perché non fa un viaggio, piuttosto? Magari ritornando, da libero cittadino del mondo, nel Paese sudamericano dove s’era a suo tempo rifugiato, e dove ha certo fatto amicizia con qualche pittoresco personaggio locale? Confidando la Sua amarezza a quell’esotico amico, Lei forse potrà trovare sollievo, se non alla Sua pena amorosa, almeno alle Sue legittime preoccupazioni economiche. Amici appassionati dell’America Latina mi riferiscono, infatti, di aver trovato nettamente inferiore, colà, il costo della vita: soprattutto di quella altrui.

***

Cara donna Mestizia,
sono il principale responsabile del complotto vaticano che è stato al centro delle cronache in questi ultimi mesi. Volevo consolidare il potere della mia fazione compromettendo ed estromettendo una fazione avversa, e, sia pur con qualche piccola sbavatura, l’operazione mi è riuscita. Ne ero assai soddisfatto, ma di recente provo un crescente fastidio, quasi una ripugnanza, mentre celebro la Messa (soprattutto al momento della consacrazione delle Specie eucaristiche); di notte poi, sempre alle tre del mattino, mi sveglio di colpo e sento strani rumori e agghiaccianti risatine. Ne ho parlato con un collega, e lui mi ha detto che sono dannato. Lei che ne dice?

Sit Venia Verbo 2012

Caro Sit Venia Verbo 2012,
Lei dovrebbe subito mettersi in abiti borghesi.  Le  occorre un bel guardaroba nuovo.   E soprattutto deve procurarsi un frac:  anche tra le fiamme,  ricordi,  l'eleganza ha il suo peso. 



Roberto Buffagni è un autore teatrale. Il suo ultimo lavoro, attualmente in tournée, è Sorelle d’Italia – Avanspettacolo fondamentalista, musiche di Alessandro Nidi, regia di Cristina Pezzoli, con Veronica Pivetti e Isa Danieli. Come si vede anche dal titolo di questo spettacolo, ha un po’ la fissa del Risorgimento, dell’Italia… insomma, dell’oggettistica vintage...


Si riparte  da dove ci si era salutati.  Detto altrimenti: da  Roberto Buffagni.  Alt! Contrordine: c'è Buffagni ma con  rubrica nuova di zecca: la   "Posta di donna Mestizia".   Quindi allacciarsi le cinture.   Buona lettura a tutti. (C.G.)




Cara donna Mestizia,
sono o meglio ero un piccolo imprenditore. Ieri il commercialista mi ha detto che sono tecnicamente fallito, il direttore della mia banca mi ha comunicato per sms che devo rientrare entro dopodomani, Equitalia mi ha recapitato una cartella esattoriale da paura, mia moglie mi ha detto che non mi ama più e vuole la separazione che tanto case macchine barca conto a Lugano sono intestati a lei, la mia amante non accetta più assegni, mio figlio mi chiama “lo sfigato”, Fido mi ha morso una gamba. Stavo pensando di uccidermi. Lei che mi consiglia di fare?

Perplesso 2012

Caro Perplesso 2012,
La ringrazio della Sua toccante lettera, che mi dà l’occasione di segnalare a tutti i miei lettori una campagna pubblicitaria educativa promossa dal sindaco di Londra. In questo periodo di crisi, molti londinesi hanno scelto di porre termine alla loro esistenza gettandosi sotto i treni della metropolitana. Può immaginare i disagi per i lavoratori della metropolitana e per gli utenti che, nonostante tutto, preferissero continuare a vivere. Per porre rimedio a questa incresciosa situazione, l’amministrazione cittadina della capitale britannica ha dunque lanciato la campagna “Please, kill yourself at home” (qui il link: http://www.incredipedia.info/2012/08/please-kill-yourself-at-home.html ) “Per favore, uccidetevi a casa” dicono i coloratissimi e allegri manifesti. In uno di essi, sotto un flacone di barbiturici semivuoto si legge la didascalia: “Perché saltare sotto il treno, quando è così facile mandare giù qualche pillola?”
Ecco, caro Perplesso 2012, non posso che far mia la raccomandazione del Mayor di Londra. Se proprio non vede altra soluzione che il suicidio, ponga in atto la Sua decisione nell’intimità della Sua casa. Da un canto tutelerà la Sua privacy, dall’altro potrà togliersi la non trascurabile soddisfazione di infestare con il Suo spettro l’abitazione di una famiglia che sembra non capirLa come Lei vorrebbe.

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Cara donna Mestizia,
mentre conversavo al telefono con un vecchio amico sono stato intercettato dalla Magistratura che indagava su di lui. Per fortuna, le mie esternazioni non configurano alcun reato penale; però, le parole da me incautamente pronunciate potrebbero, se divulgate dai media, mettermi in serio imbarazzo (occupo una posizione di alta responsabilità nel settore pubblico). Stavo pensando di provocare un colpo di Stato per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica. Lei che è una maestra di bon ton che cosa ne pensa?


Pummarola ‘n coppa
Caro Pummarola ‘n coppa,
il colpo di Stato ha i suoi pro e i suoi contro, ma su una cosa il bon ton non transige: per avere successo, il colpo di Stato va sempre servito freddo.

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Cara donna Mestizia,
ingiustamente perseguitato in sede civile e penale, anni fa mi sono trovato costretto a cercare riparo in un Paese sudamericano nel quale non vigono trattati di estradizione con l’Italia. Per cautelarmi ho provvisoriamente intestato buona parte delle mie proprietà mobiliari e immobiliari a una cara amica molto più giovane di me che, prima di fare la mia conoscenza, era affatto priva di beni di fortuna. Sgonfiatasi la montatura giudiziaria, al mio rientro in Italia ho scoperto con profonda delusione che la cara amica non soltanto mi ha tradito accompagnandosi con un altro uomo, ma non intende restituire quel ch’è mio. Ella, infatti, sostiene spudoratamente che le dette proprietà sono state da lei regolarmente acquisite grazie a una ingente vincita al Lotto. Pensavo di ricorrere in giudizio, ma i tempi della giustizia italiana sono quelli che sono; inoltre, c’è il fatto spiacevole che io stesso non sempre potrei giustificare in sede giudiziaria il possesso dei beni contestati, a volte sono giunti nella mia disponibilità per vie piuttosto zigzaganti. Sono disperato!

Cuore Spezzato

Caro Cuore Spezzato,
Lei che ha dalla Sua la saggezza che gli anni e l’uso di mondo mai mancano di regalarci, deve farsene una ragione: il cuore di una giovane donna ha le sue leggi, e un gentiluomo non rivanga, non rinfaccia, soprattutto – mi perdoni – non si rende ridicolo esibendo una sofferenza che fa onore alla sua sensibilità, ma che deve rimanere segreta per non perdere il suo delicato aroma d’altri tempi. Perché non fa un viaggio, piuttosto? Magari ritornando, da libero cittadino del mondo, nel Paese sudamericano dove s’era a suo tempo rifugiato, e dove ha certo fatto amicizia con qualche pittoresco personaggio locale? Confidando la Sua amarezza a quell’esotico amico, Lei forse potrà trovare sollievo, se non alla Sua pena amorosa, almeno alle Sue legittime preoccupazioni economiche. Amici appassionati dell’America Latina mi riferiscono, infatti, di aver trovato nettamente inferiore, colà, il costo della vita: soprattutto di quella altrui.

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Cara donna Mestizia,
sono il principale responsabile del complotto vaticano che è stato al centro delle cronache in questi ultimi mesi. Volevo consolidare il potere della mia fazione compromettendo ed estromettendo una fazione avversa, e, sia pur con qualche piccola sbavatura, l’operazione mi è riuscita. Ne ero assai soddisfatto, ma di recente provo un crescente fastidio, quasi una ripugnanza, mentre celebro la Messa (soprattutto al momento della consacrazione delle Specie eucaristiche); di notte poi, sempre alle tre del mattino, mi sveglio di colpo e sento strani rumori e agghiaccianti risatine. Ne ho parlato con un collega, e lui mi ha detto che sono dannato. Lei che ne dice?

Sit Venia Verbo 2012

Caro Sit Venia Verbo 2012,
Lei dovrebbe subito mettersi in abiti borghesi.  Le  occorre un bel guardaroba nuovo.   E soprattutto deve procurarsi un frac:  anche tra le fiamme,  ricordi,  l'eleganza ha il suo peso. 



Roberto Buffagni è un autore teatrale. Il suo ultimo lavoro, attualmente in tournée, è Sorelle d’Italia – Avanspettacolo fondamentalista, musiche di Alessandro Nidi, regia di Cristina Pezzoli, con Veronica Pivetti e Isa Danieli. Come si vede anche dal titolo di questo spettacolo, ha un po’ la fissa del Risorgimento, dell’Italia… insomma, dell’oggettistica vintage...