mercoledì 28 febbraio 2018

I potenziali ministri di Cinque Stelle
Falliti  di successo  




La lista dei potenziali ministri di Cinque Stelle,  addirittura inviata irritualmente al Colle,  ma  non ancora presentata pubblicamente  nella sua integrità, riserverà delle sorprese,  ovviamente sgradite.
Il criterio annunciato, dopo aver criticato ingiustamente il  passato tecnocratico  degli altri partiti, benché  di alto livello,  è quello dei tecnocrati minori, ma tecnocrati,  come nel caso  del generale dei carabinieri,  Sergio Costa,  “esperto”  in  reati ambientali e soprattutto pratico di manette.      
Il che la dice lunga sulla visione criminologica del mondo dei pentastellati:  un pugno di pazzi, pieni di rancore,  con il mascherone di Travaglio, tipo Carnevale Viareggio,  che considera tutti i cittadini presuntivamente colpevoli (altro che  la Costituzione garantista  “più bella del mondo”…). E gli italiani scemi, nella speranza che non tocchi mai a nessuno di loro, stando ai sondaggi, si preparano a votare, entusiasti  e in massa,  Cinque Manette.  Alla Giustizia, di certo,  andrà qualche magistrato o giurista, formatosi sull'opera omnia di Travaglio. Un Guardasigilli con il coltello tra i denti e il "Fatto Quotidiano" nella tasca della giacca. 
Dicevamo tecnocrati minori. E soprattutto rancorosi. Ad esempio, Lorenzo Fioramonti, designato allo Sviluppo Economico, insegna a Pretoria, università, come si sa,  per sfigati,  in un paese, dove se esci di sera rischi di finire squartato.  Però, magari, poi ti fanno i funerali da professore, con consiglio di facoltà al seguito.   
Ovviamente, Fioramonti, grazie alla servile stupidità  di certi  media, verrà presentato come  perseguitato dall’antimeritrocrazia: un eroe dei nostri tempi.  Stesso discorso per Pasquale Tridico, al Lavoro, sconosciuto docente abilitato di Roma Tre, e Giuseppe Conte alla P.A.,  altra seconda, se non terza fila,   professore di diritto, il cui  rancore, come per Tridico, verso l’establishment universitario, non poteva non essere apprezzato e premiato  da Cinque Stelle,  ormai  titolare unico del copyright  sul risentimento in Italia.  Non è difficile immaginare anche il  tasso di  livore  accumulato da Alessandra Pesce, prima oscuro dirigente del Ministero dell’Agricoltura, ora potenziale ministro. 
Concludendo:  falliti di successo e  pieni di rancore.   Come del resto, chi li ha scelti,  Luigi Di Maio, futuro (lui dice) Presidente del Consiglio. E - nota finale  alla Giovanni Ciacci -  tutti alla moda. Quindi con pretese:  signori in completo blu, giacca due bottoni, signora in  scarpe stringate  maschili e pantaloni alla caviglia...   Si dice, che il Duce, pardon  Grillo, li voglia  anche trendy. 

Carlo Gambescia