venerdì 26 gennaio 2018

"Giorno della Memoria"
Leggi razziali: 
il  silenzio di Togliatti  




Non possiamo non concordare con il Presidente Mattarella, che in occasione delle celebrazione del "Giorno  della Memoria" al Quirinale,  definisce  le leggi razziali del 1938 “ un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagine infamante della nostra storia”. Dove  “si rivela al massimo grado il carattere disumano e il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale”. 
Così come non si può non  condividere  un altro passo del suo intervento,  quello dove si asserisce che  “sentir  dire che il fascismo ebbe alcuni meriti ma fece due gravi errori, le leggi razziali e l'entrata in guerra, è  un affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione” Dal momento, si legge, che “ razzismo e guerra  non furono deviazioni o episodi rispetto al modo di pensare del fascismo  ma diretta e inevitabile conseguenza”. (1)
Sarebbe  però  giusto -   quindi non solo dal punto di vista storiografico -  ricordare   anche  la posizione  assunta all'epoca dai comunisti italiani, totalmente proni, a partire da Togliatti,  ai  terribili tatticismi di Stalin, al quale tornava utile, nel novembre del 1938, non  inimicarsi, anche indirettamente, la Germania hitleriana, proprio in vista del patto dell’anno successivo (2).
Se si prende una delle più interessanti storie del Pci, quella di Spriano, scritta negli anni Sessanta e Settanta del Novecento,  si scopre che in argomento non c’è una riga pubblica di Togliatti, allora  in Spagna, ma comunque  attento, come noto,  all’evolversi della situazione italiana (3).  Stesso silenzio,  quando si sfoglia l’eccellente, per tanti  aspetti,  biografia di Giorgio Bocca (4).Inutile, infine, cercare (e trovare) qualcosa di Togliatti sulle leggi razziali  nelle pagine raccolte da Gianpasquale Santomassimo (5).
La posizione  del "Migliore" fu, di rimbalzo,  quella di tutti  i comunisti italiani  fedeli a Mosca, attenti in quel momento  a non intralciare le scelte di Stalin.  Quindi fu un atto di  realismo politico?  Oppure per dirla con  Mattarella,  “diretta e inevitabile conseguenza” di un  totalitarismo comunista uso a privilegiare, leninisticamente, qualsiasi mezzo pur di perseguire i propri fini?    
Resta comunque, di fatto,  la macchia della  grave sottovalutazione  delle “leggi razziali”. Brutto episodio  che destava  imbarazzo  anche in Spriano,  storico serio.  Come  si evince   dalla lettura del capitolo dedicato  al biennio 1938-1939,  intitolato  a Eugenio Curiel, teorico della “democrazia progressiva”: interessante figura di ebreo antifascista in bilico tra socialismo e comunismo, “martire della Resistenza” e medaglia d'oro,  di cui il Pci  però non si fidava più di tanto, perché presunto amico di frequentatori di “canaglie trotskiste”, in primis,  Eugenio Colorni,  altro ebreo martire.  
Capitolo, dove Spriano, annotava, quasi di sfuggita, l’evoluzione totalitaria del fascismo, per non diffondersi troppo, almeno così a  noi pare,  sugli scabrosi  silenzi comunisti in materia di leggi razziali.  E Spriano, ripetiamo,  era  uomo e studioso cristallino  che  scriveva a quarant’anni  di distanza dai fatti.
Ecco, nel  "Giorno della Memoria", anche di questo si dovrebbe parlare. Del silenzio di Togliatti e dei comunisti italiani.  

Carlo Gambescia
          
(2) Si veda W. Laquer ( a  cura di), Dizionario dell’Olocausto, Einaudi, Torino 2007, ad vocem ("Russia e Unione Sovietica"), in particolare, pp. 661-669.  Sul rapporto tra Togliatti e  Stalin,  si veda   E. Aga-Rossi e V. Zaslavsky,  Togliatti e Stalin. Il Pci e la politica estera italiana, il Mulino, Bologna 1997; il volume si occupa del periodo successivo alla cosiddetta "Svolta di Salerno",  ma resta comunque indicativo di una sudditanza totale.  
(3) P. Spriano, Storia del Partito comunista italiano, Einaudi, Torino  1976, in particolare  cap. XV, pp. 274-308 (“Curiel e le ‘forze progressive in Italia”).
(4) G. Bocca, Togliatti La Biblioteca di Repubblica, Milano 2005.
(5) P. Togliatti, Opere scelte, a cura di P. Santomassimo,  Editori Riuniti, Roma 1981.


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