venerdì 26 dicembre 2014

Un  bel  libro di Gianni Statera sul Cavaliere uscito nel 1994
Aveva capito tutto



Quando si dice  gli amici me li scelgo io, eccetera, eccetera... L’amico Carlo Pompei mi ha passato un ottimo libro su Berlusconi, da lui curato graficamente (in modo splendido tra l’altro), che avevo dimenticato. Scritto in tempi non sospetti da Gianni Statera (nella foto), si intitola Il volto seduttivo del potere. Berlusconi, i media, il consenso (Edizioni Seam 1994),  Statera, scomparso  nel 1999, ha insegnato sociologia, e va ricordato, tra le altre cose,  per un aureo libretto,  La politica spettacolo (Mondadori 1986),  in cui poneva  le basi,  senza neppure sospettarlo, del successivo studio  sul Cavaliere, che di  lì a qualche anno si  sarebbe improvvisamente  materializzato sulla scena politica  come una specie di   “cavia” sociologica  perfetta.
Statera, aveva praticamente capito tutto già nel 1994, anticipando gli argomenti che  hanno distinto  il dibattito pro e contro Berlusconi  nei successivi  venti anni..  Nel libro si parla  non solo  del Cavaliere quale   autentico mago  nel “ramo” della personalizzazione politica,  ma anche del controproducente atteggiamento  dei suoi avversari, intriso di supponente superiorità intellettuale e politica.   E questo molti  anni prima del fin troppo celebrato volume di Ricolfi, anno di grazia 2005 (Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori, Longanesi). Scrive Statera: 

« Insomma nella sua  straordinaria impresa, Berlusconi ha avuto come alleati “oggettivi” (come una volta si diceva a sinistra) molti dei suoi avversari, sorprendentemente incapaci di cogliere la logica elementare della cultura di massa e della politica-spettacolo, assurdamente pronti a sparare sul Cavaliere ricorrendo a temi polemici che finivano per rivolgersi contro una larga fetta di quegli italiani da cui si sarebbero dovuti aspettare il voto. Incapaci, ancora, di capire che ormai è un dato decennale quello dell’identificazione della politica con l’intrattenimento televisivo, con il suo peculiare linguaggio che rifugge da tono aggressivi, ultimativi, intellettualisticamente arroganti» (Il volto seduttivo del potere, p. 15).

Certo, il  vincere, come poi è accaduto, non implica il saper governare:  Berlusconi ha deluso.  La politica-spettacolo, il sedurre,  come riconosce anche Statera,  non è tutto.   Però, la stessa coalizione di trogloditi politici, sembra   ci stia  riprovando con  Renzi…   Insomma, non hanno capito la lezione.  Che tristezza.   

Carlo Gambescia

2 commenti:

  1. Caro Carlo,
    intanto ti auguro lunga vita e prosperità. Ho votato per anni Berlusconi in funzione anti-comunista. A cosa è servito? L'Italia è nelle mani di venditori di tappetti, ma soprattutto è nella stretta asfissiante dell'Europa dei mercanti e delle logge/lobby. Inutile farti la radiografia di un sistema in rovina come è quello italico, sei tra i pochi analisti ad aver evidenziato le crepe sociali, politiche, economiche di un Paese alla canna del gas. L'ex Cavaliere di Arcore ha avuto consensi da una maggioranza estesa, ma a cosa ci ha portato? Calate le braghette il 2011, Novembre infausto, si è appiattito un po' per l'età avanzata, un po' per convenienza al carrozzone del bischero toscano (frottolo) e non ha tirato più fuori dal cappello una idea che sia degna di tale nome. Proclami, dichiarazioni, tante, fatti niente. Contornato da maggiordomi (il think tank da ridere di Forza Italia), Berlusconi è una vecchia bagnarola alla deriva. Peggio stiamo noi, senza una lira, senza una visione collettiva, senza più identità e dignità. L'italiano è orfano di padre da secoli, sempre in cerca dell'uomo della Provvidenza, l'uomo forte: si ritrova, invece, con spacciatori di fumo asserviti al grande Capitale mondialista.

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  2. Grazie Angelo, ricambio di cuore gli auguri. In effetti, sia messi maluccio... :-) Un abbraccio!

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