venerdì 14 marzo 2014

Matteo Renzi secondo  Harold  Lasswell




A chiunque desideri  andare oltre giudizi fortemente emotivi, tipo  “Renzi venditore di pentole”,  consigliamo di  leggere Potere e politica e personalità, densa raccolta dei principali scritti di Harold D. Lasswell (1902-1978)), profondissimo  studioso di politica. Di lui ricordiamo il magnifico Potere e società, scritto con Abrahm Kaplan.
Allora, qual  è il punto? Che Lasswell propone una classificazione degli uomini politici in amministratori, agitatori e teorici, cui aggiunge, un quarto tipo, composito, un mix delle categorie appena indicate.
A suo avviso, il presidente Hoover era un amministratore, Marx un teorico, mentre i profeti dell’antico testamento, agitatori. Tra i tipi compositi, Cobden (amministratore, agitatore), Bodin (amministratore, teorico), Lenin (amministratore, agitatore, teorico).  Per ragioni di spazio,  semplifichiamo  una tipologia  ricca di sfumature che, dal punto di vista interpretativo,  può aprire  la porta a successive possibilità di stratificazione concettuale,  anche di natura dicotomica: ad esempio,  dottrinario o opportunista,   lottatore o conciliatore, idealista o cinico, rigido o fantasioso,  giocatore o  prudente, di rivoluzionario o riformista.
Ma torniamo a Renzi. Sulla base della distinzione concettuale lassewelliana, il Presidente del Consiglio è un amministratore-agitatore: un tipo composito.  Mentre Letta, il suo predecessore,  rientrerebbe in pieno nella categoria dell’amministratore.  Monti? Più  teorico che  amministratore.   Berlusconi?  Amministratore e agitatore, proprio come Renzi.  E Grillo?  Agitatore puro: un profeta dell’antico testamento.   
Facendo ulteriore passo in avanti,  Renzi   potrebbe essere definito  opportunista, lottatore, fantasioso, giocatore e  riformista.   
Si dirà,  fin troppo semplice.  In realtà, come accennato, la classificazione di Lasswell  è  ricca di sfumature e possibilità di approfondimento. Si tratta solo di avere la pazienza di scandagliare i suoi libri.   Infine, cosa, fondamentale, l’ analisi lasswelliana non  risente di alcuna  carica emotiva.  Il che, considerati i tempi,  non è poco. 

Carlo Gambescia



         

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