Al di là della tragicommedia sulla giusta pace in Ucraina, Putin e Trump stanno decidendo da soli e sulla pelle di Kiev. Stiano pure tranquilli i pacifisti europei, rosso-bruni, rossi, rosa e quant’altro, Zelensky ha i mesi contati. L’ordine regnerà a Kiev, come nella Varsavia del 1831 normalizzata dalla truppe dello Zar Nicola I. Dopo due secoli, chi ricorda, polacchi a parte, il nome di Piotr Wysocki, l’ufficiale che guidò la rivolta?
Anche l’ Ucraina rischia fortemente di essere smembrata e ricondotta sotto il controllo russo. Il valoroso Zelensky, come tutti i nemici dell’autocrazia russa rischia di fare una brutta fine. E così finire nel dimenticatoio della storia. Ovviamente non dei cuori ucraini.
Purtroppo la democrazia liberale, pacifica per sua natura, conosce solo le guerre per trascinamento. Che in Europa chiamano sempre in causa la Russia.
Si può risalire fino alla Guerra di Crimea (1853-1856). Dove al posto dell’Ucraina c’era il grande malato, il morente Impero ottomano, che faceva gola allo Zar. Di qui, per trascinamento, una coalizione, con a capo la superpotenza liberal-democratica dell’epoca, la Gran Bretagna, per impedire l’espansione dell' autocrazia russa verso il Mediterraneo. E i russi furono respinti.
Prima e Seconda guerra mondiale furono una replica metapolitica della guerra di Crimea. Anch’esse frutto di trascinamento.
Il quadro è sempre lo stesso: la Russia che cerca di espandersi e le liberal-democrazie (Francia e Gran Bretagna, Italia, presente con il Piemonte anche in Crimea) che si fanno trascinare in guerra.
La Prima nasce dal conflitto sulla Serbia tra autocrazie (Austria, Germania, Russia ). La Seconda da quello tra totalitarismi, prima alleati (patto nazi-sovietico), poi nemici (invasione hitleriana della Russia).
In qualche misura il tentativo di Macron e Starmer si riallaccia a questa tradizione di contenimento dell’espansionismo russo. Di guerra, proprio quando non se può fare a meno.
Ma questa volta, purtroppo, gli Stati Uniti, sembrano schierati dalla parte dei russi, e fino in fondo. L’Italia per la seconda volta, sembra voler stare dalla parte dei cattivi (la prima fu con Mussolini).
La “Guerra Fredda”? Per Trump fu incidente di percorso. Kennedy che sui missili a Cuba si oppose con decisione a Mosca? Uno stupido idealista. Un inciso, se Biden, che comunque ha fatto del suo meglio, fosse stato con Putin irremovibile come Kennedy con Kruscev adesso non saremmo a questo punto.
Soprattutto ora che Washington, tradendo i principi della sua Costituzione, sembra condividere gli stessi ideali autocratici di Mosca. Come pure una visione della politica estera fondata su un realismo politico criminogeno, pronto ad approfittare, godendone, dei vicini più deboli.
Per capirsi: Ucraina e Paesi baltici sono il corrispettivo di Canada e Groenlandia. Del resto il “compare” Putin ha dichiarato di non nutrire alcun interesse verso Groenlandia. Dopo di che ha subito accusato l’Europa di nutrire propositi egoistici… Anche qui in perfetto allineamento con il “compare” Trump.
Dicevamo guerra per trascinamento. Cioè guerra per costrizione, nel senso che si fa quando non se può fare a meno.
La crisi decisiva della prossima guerra per trascinamento può essere causata dall’annessione della Groenlandia. Altro piccolo inciso: Con la derisa Kamala Harris alla Casa Bianca non saremmo qui a discorrere di queste cose.
Annessione che inevitabilmente porterà al grave inasprimento dei rapporti Europa-Stati Uniti. Diciamo pure rottura completa. A tal punto che Washington per ritorsione potrebbero uscire dalla Nato. Dopo di che l’Europa rischia di ritrovarsi, e da sola, a fronteggiare una Russia, che dopo aver “pacificato” l’Ucraina, avrebbe la mani libere sull’ Europa orientale, costringendo l’Europa occidentale a difendersi, anche questa volta, per trascinamento.
Infine due cose.
La prima. Riteniamo che Trump aggredirà la Groenlandia dopo aver lasciato mani libere alla Russia in Ucraina e nell’Est. Anche il Canada è a rischio invasione, probabilmente dopo la conquista della Groenlandia.
La seconda. Sul piano militare, per ora, L’Europa non può assolutamente contare sull’aiuto della Cina che, per dirla con Churchill, politicamente parlando, è un rebus che sta dentro un enigma. A sua volta, ammesso e non concesso che esista, il progetto di Trump sulla Cina, al di là delle polemiche sui dazi e Panama, sembra altrettanto indecifrabile. Probabilmente, come impone, ogni buon disegno strategico, Trump prima punterà a fare pulizia in casa (Canada e Groenlandia), per poi occuparsi della corte esterna (Cina).
Tutto è perduto allora? Un volta preso atto del concetto di guerra per trascinamento, si apre la questione del quadro temporale. In poche parole quanto tempo resta all’Europa prima del “trascinamento”. Quanto possono ancora durare le pseudo-trattative di pace? E la “pazienza” di Trump verso la Groenlandia e il Canada?
Difficile dire. Proprio per questo l’Europa e gli stati decisi a battersi per la propria libertà dovrebbero, senza perdere un attimo, riarmarsi fino ai denti, spaziando dal convenzionale al non convenzionale.
Del resto Trump e Putin capiscono solo la forza. Probabilmente di tempo ne resta poco. Forse qualche mese, un anno, due… E riarmarsi non è uno scherzo. Si consideri anche l’appoggio politico di cui godono in Europa Trump e Putin. Giorgia Meloni è l’esempio più eclatante.
Un inciso: sembra ripetersi la tragedia dei fascisti ultranazionalisti finiti in livrea tra gli artigli di Hitler.
Un’ultima osservazione, diciamo antipatica: guerra per trascinamento non significa vittoria in automatico. Gli americani, miracoli a parte, questa volta, come detto, sono dalla parte dei cattivi. L’Europa è sola.
Carlo Gambescia
Siamo circondati. Quello che non era riuscito al Trump I, sta accadendo sotto i nostri occhi con la "presa a tenaglia" dell'europa vaso di coccio da parte del trio Trump/Putin con la Cina in posizione di alleato interessato (Taiwan). Tempi duri, bui e bugiardi. Mesti saluti
RispondiEliminaConcordo con lei. E l'attacco alla Groenlandia approfondirà la crisi. Ci aspettano giorni foschi... Dico una banalità: la storia presenta sempre il conto... Ora tocca all'Europa. Purtroppo.
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