venerdì 18 ottobre 2019

Berlusconi sarà domani in piazza San Giovanni. E parlerà
Patetico


Non abbiamo mai creduto nel liberalismo di Silvio Berlusconi. Che il Cavaliere andava  - e va - esternando in giro per l’Italia. Salvo poi, una volta governo, rimangiarsi tutto e  patteggiare con tutti, bianchi, gialli, neri, rossi, verdi,  pur di salvare le  proprietà.    
Ad esempio,  tra il 2001 e il 2006 (XIV Legislatura), Berlusconi, allora Presidente del Consiglio, avrebbe potuto lasciare veramente il segno in chiave liberale.  Se soltanto  avesse voluto.  Magari cadendo in Parlamento.  Ma con dignità, sulle grandi questioni di principio:  riforma elettorale, riforma del mercato, della sanità e delle pensioni.   C’erano i numeri.  Si poteva trasformare l'Italia in un paradiso fiscale attirando capitali da tutto il mondo.  E sferzare le burocrazie dell'Unione Europea. E invece non se ne fece nulla. Si vivacchiò per cinque anni in chiave social-democristiana. Partorendo una ridicola riforma costituzionale,  bocciata dall’elettorato…   E con un Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.  protezionista.  Insomma,  un ammiratore di List e della polizia tributaria.   
Ovviamente,  Berlusconi,  se interpellato,  da  vecchio comico,  in camice bianco, anzi palandrana, occhialoni, nasone e baffi finti,  premendo lo stetoscopio sul seno di un'infermiera procace, ripeterà che lui le tasse le ha portate  al trentatré per cento...  Capito?  Siamo al  " Signorina, dica trentatré...".  Roba da avanspettacolo.        
E ora, domani, sabato 19 ottobre,  il vecchio  fantasista, ormai  più che pronto per Villa Arzilla, calcherà di nuovo le scene di Roma,  insieme alla compagnia di giro  della peggiore destra populista e neofascista,  che di liberale non ha proprio nulla.  Uno spettacolo indecoroso.  
Un solo dato, nel 2001 Forza Italia disponeva di 255 parlamentari contro i 45 della Lega Nord. Oggi, anno di grazia 2019, la Lega ne ha 182, Forza Italia 160.  Inoltre, cosa  più grave ancora,   nei sondaggi la Lega  è  in costante crescita,  mentre Forza Italia in  serio declino.  Stesso discorso per Fratelli d’Italia, che  sta recuperando consensi. E purtroppo  non in chiave riformista,  ma neofascista.  
Questi i rapporti di forza.  Se Berlusconi fosse stato  un vero liberale,  avrebbe  organizzato, sempre per sabato,  una contromanifestazione per rimarcare le differenze con  populisti e neofascisti.  E invece domani  salirà sul palco di piazza San Giovanni.  Di sicuro, si esibirà  nella  vecchia gag del taglio alle tasse.  "Signorina, dica trentatré...".
Patetico.   

Carlo Gambescia