venerdì 6 settembre 2019

Bagnai e Tria
"Ammazza ammazza  so'  tutta  'na razza"…



L'economista e  senatore leghista Alberto Bagnai  in un  papiro di ventimila battute,  uscito sul suo blog Goofynomics, si sfoga, piagnucolando, contro i tecnici, Tria in particolare.  Non solo però. Se la prende pure con quei   politici  di Cinque Stelle, in prima fila il premier Conte,  finto Terzo,  che avrebbero sabotato le politiche  contro gli “assetti costituiti” di Matteo  Salvini , facilitando il lavoro sporco di  Tria (*) .


Insomma, nel   nome di uno strampalato  post hoc, ergo propter hoc, un sofisma  che non merita alcun commento,  la crisi,  dal momento che ne sarebbe  nato un governo di sinistra,  viene ricondotta  nell’alveo di un disegno cospirativo per fare fuori  Salvini.
A prima vista, la patetica argomentazione di Bagnai potrebbe rinviare alla retorica intransigente, da sbornia  triste  del militante leghista amante del prosecco. Oppure, visto che la Lega prende voti pure al Sud, a un' uscita melodrammatica alla Filumena Marturano: "Tria, e figlie  nun se pacano!". E giù lacrime. Ed euro in faccia.
In realtà però,   Bagnai  sembra piangere  con un occhio solo. E da astemio.   
Ritengo infatti  che dietro il suo  sfogo  si nasconda una lucida  rabbia da cerino acceso, alla quale  si accompagna  la  speranza carnivora di essere promosso  a Ministro dell’Economia e delle Finanze in un futuro governo leghista. Dove non si faranno prigionieri,  come egli sembra evocare nel papiro, insistendo, tra un singhiozzo e l'altro,  sul mai più tecnici.  
Ma Bagnai che cos'è? Non è un tecnico? Non è un economista? E allora?  Credo che dietro l' attacco politico a Tria (tra l'altro licenziato, strano modo di premiare un congiurato) si celi  il livore del tecnico, finora escluso dal giro, che appoggiandosi al politico di turno, Salvini, spera di vendicarsi dei torti politici e  accademici  che ritiene di avere subito.  Del resto come spiegare la  rapida conversione di Bagnai dalla sinistra alla destra? Con il  fascino intellettuale del "Capitano"?   O con il livore  di   un economista, per alcuni mediocre, che spera di ricevere dalla destra gli onori non  tributati dalla sinistra?      
Concludendo, ammesso e non concesso che, politicamente parlando, Tria sia un filibustiere, Bagnai, credo  non sia  da meno. Tra i due  ritengo si  possa  registrare   - eventualmente -  una  differenza politica  di grado non di specie. 
C’è una battuta in romanesco che rende bene l’idea: “Ammazza ammazza so’ tutta ‘na razza”. 

Carlo Gambescia