mercoledì 25 febbraio 2026

Ucraina. Come l’Europa trasforma un conflitto storico in pratica d’ufficio

 


Ieri ho pubblicato  un articolo sull’Ucraina a quattro anni dall’invasione russa (*). Una riflessione sul rischio più concreto che oggi corre l’Europa: l’assuefazione morale alla guerra.

Il punto non era Kiev, ma noi. Non il fronte, ma lo sguardo europeo che si va spegnendo. Anzi, come vedremo, “burocratizzando”.

Oggi, sfogliando le prime pagine dei quotidiani — a partire dal “Corriere della Sera”, passando per “Il Foglio” e alcune testate europee, ad esempio “Le Monde” — emerge una curiosa convergenza: titoli, immagini e commenti insistono tutti su un’idea semplice e potente: l’Ucraina non è più “altrove”. È diventata una questione europea…



Che succede? Contrordine compagni? Come ai tempi del Pci, l’allineamento è immediato, rapido e senza esitazioni? O pura coincidenza? Quest’ultima è la spiegazione più rassicurante. Ma anche la meno interessante.

Le redazioni non hanno improvvisamente “scoperto” la guerra. L’anniversario era noto, la visita dei vertici UE a Kiev era programmata, i materiali pronti. Ciò che mancava fino a ieri era il contesto giusto, nel senso di istituzionale, ingessato, burocratizzato. Non la notizia, ma il senso istituzionale.. Non il fatto, ma la retorica pubblica che lo rende politicamente e moralmente rilevante.

È qui che le cose si toccano.



Il mio articolo di ieri non anticipava le prime pagine di oggi. Sarebbe ridicolo pensarlo. Ma intercettava lo stesso vuoto simbolico che oggi i giornali cercano di colmare, però, se ci si permette la battuta, la toppa è peggiore del buco: la difficoltà crescente dell’Europa a spiegare a se stessa perché questa guerra continui a riguardarla.

E qui va detta una cosa: Negli anni precedenti, la presenza europea a Kiev nel giorno dell’anniversario era stata intermittente: talvolta singoli leader nazionali, talvolta la sola Commissione, talvolta un profilo volutamente basso. Oggi no. Oggi l’Unione Europea si presenta con i suoi vertici, Ursula von der Leyen e António Costa, come in un appuntamento da calendario istituzionale.

Nulla di sorprendente: è la logica inerziale da delle istituzioni. Ma proprio qui sta il punto. L’Unione Europea è riuscita a burocratizzare anche l’anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, trasformando un trauma storico ancora aperto in una ricorrenza amministrata, con rituali, dichiarazioni previste e posture codificate. Un segno di presenza, certo. Ma anche il rischio evidente che la guerra venga gestita come pratica d’ufficio, da chiudere quanto prima, più che pensata come questione politica e storica radicale.



Si potrebbe parlare – mescolando sacro e profano – di una visione alla Fantozzi della guerra in Ucraina. L’ Europa sembra affrontare la guerra in Ucraina con un rigore fantozziano: protocolli, foto di rito e dichiarazioni preconfezionate, come se bastasse timbrare il “fascicolo del conflitto” e passare oltre, senza mai confrontarsi davvero con il trauma storico ancora aperto — e con il futuro stesso dell’Europa.

Le tremila visualizzazioni di ieri – la media giornaliera del mio blog è sulle millecinquecento, non sono un plebiscito, né una rivelazione mistica. Sono un piccolo indicatore grezzo ma eloquente: esiste una domanda di senso che precede l’offerta mediatica. Quando quella domanda diventa visibile, anche i grandi giornali si riallineano, però il tutto in chiave istituzionale-inerziale. Si verifica quel passaggio sul piano comunicativo, dal movimento all’istituzione (tra l’altro una precisa regolarità metapoltica).



Non c’è nulla di cospirativo in questo. È il normale funzionamento dello spazio pubblico: prima si muovono le inquietudini, poi arrivano le parole ufficiali. Prima l’intuizione diffusa, poi la legittimazione editoriale.

Riassumendo: una stampa inerziale quanto le istituzioni europee. In fondo giornali e politici, di fatto, fanno quel che faTrump:progressivo disimpegno con l’Ucraina.

Certo lo si maschera bene. Però…

Carlo Gambescia

(*) Qui: https://carlogambesciametapolitics2puntozero.blogspot.com/2026/02/ucraina-quattro-anni-dallinvasione.html . In argomento si veda anche il notevole articolo di Giacomo Brotto: https://www.rimbrotto.it/politica/guardatevi-dai-falsi-profeti/ .

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