giovedì 22 settembre 2022

La Russia è capace di pensare la guerra, l’Occidente no

 


La Russia continua a mantenere l’iniziativa. Il discorso di Putin e le conseguenti misure varate, indicano che Mosca non vuole cedere l’ iniziativa, e non come alcuni sostengono, che invece voglia andare fino in fondo. Sono due cose diverse.

Purtroppo, l’Occidente euro-americano continua a non capire la necessità di strappare l’iniziativa dalle mani dei russi. Biden, in replica, ha parlato di violazione della carta dei principi dell’Onu, i principale esponenti dell’Ue hanno dichiarato di voler proseguire con le sanzioni e gli aiuti militari all’Ucraina. Quest’ultima, attraverso Zelensky, si è detta per la pace, ma disposta a combattere fino all’ultimo, per difendersi dall’aggressione russa. Ecco l’Ucraina, forse perché selvaggiamente aggredita, sembra capace di pensare la guerra… Sul punto torneremo più avanti.

Che cosa vuol dire strappare l’iniziativa dalle mani dei russi ?

In primo luogo, non temere le minacce nucleari di Putin, badando solo ai fatti, che dicono che la Russia sul campo sta cedendo, altrimenti non avrebbe mobilitato i riservisti. Pertanto se è vero che il pericolo dell’uso di armi nucleari esiste, non è detto che i russi siano realmente intenzionati a usarle. Certo c’è un rischio, che però non è detto si tramuti in realtà. Ecco la differenza tra il mantenimento dell’iniziativa e il voler andare fino in fondo.

In secondo luogo, l’Occidente – europei e americani – invece di dichiararsi pronto a usarle, subendo così il gioco al rialzo dei russi, dovrebbe esplicitare ufficialmente che non userà le armi atomiche per primo, né che invaderà il territorio russo. Ma che non esclude un intervento militare diretto per respingere ai confini dell’Ucraina le truppe russe. Se la Russia userà armi atomiche, anche tattiche, per respingere l’autodifesa militare dell’Occidente si assumerà la responsabilità storica, come Hitler, per fare l’esempio più vicino nel tempo, di avere scatenato una guerra atomica mondiale.

Una volta recuperata l’iniziativa – che non significa inviare truppe subito, ma solo minacciare di farlo – la parola potrebbe passare alla diplomazia. Il punto è che fino a quando Mosca condurrà il gioco ( e fanno parte di questo gioco il richiamo dei riservisti,  i referendum nelle repubbliche fantoccio e le continue minacce nucleari), intavolare trattative è perfettamente inutile. Sedersi al tavolo della pace, per così dire, con i russi, che ricattano l’Occidente, minacciando di usare le armi atomiche, alzando ogni volta l’asticella (nel senso, ad esempio, di decidere autonomamente cosa sia territorio russo e cosa non lo sia), ripetiamo, è perfettamente inutile. Serve solo a fare il gioco dei russi e umiliare l’ Occidente e l’Ucraina.

Ovviamente, per riprendere l’iniziativa, serve coraggio e accettazione del rischio che i russi siano sul serio intenzionati a usare armi atomiche. Le colombe occidentali – i cosiddetti filorussi, che non sono pochi e neppure sprovveduti (*) – sostengono che non si deve spingere la Russia nell’angolo, per evitare reazioni. Però, se non si rischia, il pericolo è quello di prolungare la guerra, contribuendo così al deterioramento della situazione economica, sociale e politica dell’Occidente. In altre parole all’ascesa dei pacifisti interni e dei partiti filorussi. Ad esempio, Italia rischia il 25 settembre di ritrovarsi con una coalizione di governo non proprio sfavorevole agli interessi politici e militari di Mosca.

Naturalmente per strappare l’iniziativa dalle mani dei russi occorre saper pensare la guerra, come dicevamo a proposito dell’Ucraina. Nel senso di accettare la guerra, laicamente, quando necessario, come continuazione della politica con altri mezzi. Di questo, al momento, l’Occidente, a partire dagli Stati Uniti, sembra totalmente incapace.

Declamare per ogni dove la propria nobile volontà di pace, non allontana il pericolo di una guerra atomica, nella quale prima o poi, se ora si lascia l’iniziativa ai russi, si precipiterà.

Naturalmente, esiste sempre un’altra soluzione, quella per dirla volgarmente, di calarsi le brache, cedere russi, e così fino alla successiva rivendicazione territoriale di Mosca.

In realtà Putin, a differenza di quanto si dice in Occidente, non è un pazzo, ma è un politico spietatamente capace di pensare la guerra. Non la teme insomma. E che per giunta ha capito benissimo che l’Occidente euro-americano è incapace di pensarla. E che quindi ha paura, una paura tremenda, di Mosca. Perciò sarà difficilissimo convincere Putin a parole, anche economiche, del contrario.

Pertanto quanto più l’Occidente si appella alla pace, tanto più la Russia può dormire sonni tranquilli. Il che non significa, come ripetuto più volte, che ciò allontani il pericolo della guerra atomica. La vigliaccheria, seppure nascosta dietro i grandi paroloni, aiuta solo l’appetito del nemico. Per vincere si deve rischiare. Ma per rischiare, come osserva un grande filosofo del Novecento, Franco Califano, “servono le palle”.

Carlo Gambescia

(*) Non si guardi alle “star televisive”, ma a tecnici e specialisti dietro le quinte, come esempio Gaiani e Bertolini: https://www.agi.it/estero/news/2022-05-10/ucraina-gaiani-putin-aveva-basi-per-guerra-preventiva-16678143/ ; https://www.agi.it/estero/news/2022-09-12/controffensiva-ucraina-kharkiv-russia-18046384 .

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