mercoledì 14 agosto 2019

Le morti  di Alda Mangini e Nadia Toffa
Come è cambiata l’Italia…


La morte di Nadia Toffa    può essere  l’ occasione  per ragionare su quanto sia cambiata l’Italia negli ultimi sessant’anni.  In peggio? In meglio? Giudichino i lettori.

Il 20 luglio del 1954 i giornali molto sobriamente informavano  della morte di Alda Mangini, quarant’anni,  cantante lirica, attrice di teatro, rivista, radio e cinema. Sugli schermi con Totò, Sofia Loren, Gabriele Ferzetti, Gina Lollobrigida.  Non ebbe tempo di rivedersi nell’ultimo film  girato, “La Romana", tratto da un racconto di Moravia. In altra  pellicola,  "La Provinciale", ricavata sempre da un'opera dello scrittore e diretta da Mario Soldati,  la Mangini  vestiva,  e magnificamente,  i panni di un' ambigua  e parassitaria contessa.   Lasciava il segno,  come si dice.  E fin dalla precisione dei gesti.             
Insomma, un volto conosciuto e apprezzato per la  bravura. Morì di cancro dopo aver subito, probabilmente  un inutile intervento. È sepolta al Verano di Roma
Come detto la sua morte scivolò via, silenziosamente  o quasi.  I giornali se la cavarono con  trafiletti, come il "Corriere della Sera" (sotto a destra),  o poco più come "La Stampa". Ma   senza una parola di troppo.  Le riviste specializzate come il "Radiocorriere" con qualche riga in più  (sopra a sinistra) (*). Tutto qui.


Il 14 agosto 2019,   i giornali  riferiscono  con titoli in prima pagina e ampi commenti della morte di Nadia Toffa,  quarant’anni, volto televisivo  conosciuto e apprezzato,  uccisa da cancro.  La malattia, subito divenuta  pubblica, anche per volontà della conduttrice de "Le iene",   è stata seguita mediaticamente, come un vero e proprio evento,  fin dall'insorgere. 
Cosa è cambiato in sessant’anni?  
Innanzitutto,  la tecnologia. Oggi, grazie alla Rete   tutti sanno di tutti, e tutti  possono parlare  di tutti, E a ruota libera.  Nel caso della Toffa, sui Social, sono volati persino  insulti tra  fans e haters.  Con gli  ultimi convinti che la Toffa speculasse sulla sua malattia.  

In secondo luogo, l’Italia del 1954 conosceva e apprezzava ancora la deferenza sociale. E la morte, soprattutto se per una grave  malattia, imponeva rispetto.  
In terzo luogo,  gli italiani lavoravano sodo:  c’era stata la guerra con i suoi lutti autentici,  e si voleva recuperare il tempo perduto,  guadagnare, mettere su  famiglia, figli, eccetera. "Farsi una posizione", come si diceva allora.  


Diciamo che  la morale borghese era molto più solida di oggi. La guerra fascista l’aveva sfidata, e ora gli italiani  nell’anno di grazia 1954 aspiravano a diventare tutti borghesi. Vendicandosi della stupidità populista dei fascisti.  Di qui  l’importanza di valori come il rispetto per agli altri, la laboriosità, il senso di  responsabilità.   Il miracolo economico  ebbe  dietro di sé un popolo  di formiche che desiderava elevarsi guardando ai modelli culturali  dell’antica e solida  borghesia.  

E l’Italia di oggi?  Stende la mano, insulta e odia.  Si criticano le élite, ma non ci si  guarda allo specchio.  Si vuole tutto e subito e con il minimo della fatica.  
Critiche facili le nostre? Da conservatori di Serie B.  A dire il vero,  le indagini sociologiche parlano di un popolo di cicale che non crede  più in nulla. Però pretende. E odia chi si trovi appena un gradino sopra. Quindi i   ricchi  e famosi sono addirittura visti come  nemici del popolo.

Alda Mangini e Nadia Toffa,  due Italie  lontanissime tra di loro. E per oggi la finiamo qui.    

Carlo Gambescia



(*) Per le fonti delle  foto  e dei ritagli di stampa si rinvia al sito:  http://www.tototruffa2002.it/biografie/mangini-alda.html   .  Che ringraziamo.