giovedì 20 giugno 2019

Camilleri, Feltri e dintorni
Il giornalismo alla Franti



"E quell'infame sorrise".  Infierire su uno scrittore in fin di vita è cosa pessima. Denota cattiveria d’animo  e  povertà di  idee.   Certo, Feltri, tra l’altro più giovane di Camilleri ma non in fasce, deve restare fedele al personaggio che gli ha dato ( e dà)  pane televisivo  e mediatico. Ma questo non lo assolve, agli occhi  della società del  non spettacolo.  Perché va oltre la maschera, si bea di   un  giornalismo alla Franti, malvagio, che sorride e deride. Così è ridotta l’Italia.  Un ringraziamento particolare ai social.

Per entrare nei dettagli, ecco quel che Feltri ha  scritto  di Camilleri, attualmente in rianimazione.

Nuova polemica politica e social per Vittorio Feltri. Il direttore di 'Libero' in un editoriale sul suo giornale, pur riconoscendo la "mirabile" arte di Andrea Camilleri se la prende con la sua creatura più nota, Montalbano. "L'unica consolazione per la sua eventuale dipartita - scrive caustico in un passaggio sullo scrittore siciliano - è che finalmente non vedremo più in televisione Montalbano, un terrone che ci ha rotto i coglioni almeno quanto il fratello Zingaretti, segretario del Partito Democratico, il peggiore del mondo".



Una miseria di linguaggio che ricorda quella del suo idolo Matteo Salvini. Un inciso, Zingaretti, politicamente parlando non convince neppure noi,  ma sono preferibili i silenzi del nuovo del segretario del Pd, agli sproloqui del duce leghista. Per non parlare di Feltri.
A chi non piace  Montalbano?  Ai siciliani che si fingono snob, in particolare  le mezze calzette del cinema e della letteratura,  che, invidiose del meritato  successo di Camilleri, lo  accusano di aver creato una Sicilia da Pro loco, caricaturale. 

Ma Camilleri  non piace neppure agli scrittori postmoderni, pulp,  dark  e  arrabbiati sotto contratto con il culto dell' antieroe:  quelli dell'elogio di Franti forever.  Che scorgono in Camilleri una specie di  Liala dei poliziotti e in Montalbano uno dei tanti eroi dei gialli di appendice.  

Infine non piace a fascisti e razzisti perché Montalbano e Camilleri difendono chi affoga nel Mediterraneo. 
E  a  chi piace?   Allo stesso  popolo,  che Feltri e Salvini hanno sempre in bocca. Che invece pare apprezzare l’umanità   del personaggio e dell’ autore,   in libreria come in televisione.  
Certo, poi, al momento del voto, parte di quel popolo  sembra preferire la vulgata  di  Feltri e Salvini. E questa è una contraddizione, che però lascia sperare,  perché, evidentemente,  non tutto è perduto. C’è comunque in tutti i lettori e spettatori, chi meno chi più, una scintilla di umanità. Sotto questo aspetto Montalbano e Camilleri, esistenzialmente parlando,  sono al di là della destra e della sinistra. La solidarietà non ha colore politico.   

Perché, diciamola tutta, che cos'è letteratura  senza un briciolo di umanità? E la vita, senza un lampo di empatia?  La brutta immagine riflessa di  Feltri e Salvini.  


Carlo Gambescia                     



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