lunedì 17 ottobre 2016

  
   
Arma dei Carabinieri (*)
Nucleo di Polizia Giudiziaria di [omissis]
VERBALE DI INTERCETTAZIONE DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI
(ex artt. 266,267 e 268 C.P.P.)
L'anno 2016, lunedì 6 giugno, in [omissis] presso la sala ascolto sita al 6o piano
della locale Procura della Repubblica, viene redatto il presente atto.
VERBALIZZANTE
M.O Osvaldo Spengler
FATTO
Nel corso dell'attività tecnica di monitoraggio svolta nell'ambito della procedura riservata n. 765/2, autorizzazione COPASIR 8932/3a [Operazione NATO “ASCOLTO FRATERNO” N.d.V.] è stato effettuata in data 05/06/2016, ore 11.37, l’intercettazione di una conversazione telefonica intercorsa tra le utenze di Stato 333***, in dotazione a S.E. FINZI MATTIA, Presidente del Consiglio dei Ministri, e  347***, in dotazione a SENSINI FABIO, consulente per la comunicazione della Presidenza del Consiglio.  Si riporta di seguito la trascrizione integrale della conversazione summenzionata:

[omissis]


S.E. FINZI MATTIA: “Secondo te come va?”
SENSINI FABIO: “Gli ultimi sondaggi…”
S.E. FINZI MATTIA: “No, no, niente sondaggi. Secondo te.”
SENSINI FABIO: [pausa] “Secondo me comunque vada abbiamo vinto.”
S.E. FINZI MATTIA: “Scusa?”
SENSINI FABIO: “Perché non possiamo perdere, Mattia. E’ impossibile.”
S.E. FINZI MATTIA: “Mi piace, ma spiega un po’.”
SENSINI FABIO: “C’è l’astensione record? Ottimo, meno gente vota meno gente ci serve per la maggioranza alle politiche. Col premio di maggioranza, andiamo al governo con meno del 20% degli aventi diritto, praticamente li possiamo conoscere tutti di persona, sai che customer care?”
S.E. FINZI MATTIA: “E uno.”
SENSINI FABIO: “Perdiamo Roma? Perfetto. Chiunque vince affonda nella palude romana, lo attacchiamo e facciamo il partito di lotta e di governo.”
S.E. FINZI MATTIA: “E due.”
SENSINI FABIO: “Perdiamo Milano? Buona occasione per fare fuori i dissidenti, l’ultrasinistra, tutta la pattumaglia che intralcia e basta. Con il neosindaco comunque ci si mette d’accordo.”
S.E. FINZI MATTIA: “E tre.”
SENSINI FABIO: “Perdiamo Torino? Tanto la Fiat non c’è più.”
S.E. FINZI MATTIA: “E quattro.”
SENSINI FABIO: “Ma quel che più conta, chiunque vinca non riuscirà mai a costruire un’opposizione credibile per le politiche. Al governo ci siamo e ci restiamo…”
S.E. FINZI MATTIA: “…per abbandono dell’avversario.”
SENSINI FABIO: “Poi, intendiamoci: secondo me vinciamo noi.”
S.E. FINZI MATTIA. “Dici?”
SENSINI FABIO: “Massì.”
S.E. FINZI MATTIA: “Con quello che abbiamo combinato? Le tasse che salgono, i posti di lavoro che calano, le aziende che chiudono, gli immigrati, le batoste in Europa, i nostri indagati, le banche fallite?”
SENSINI FABIO: “Massì, massì. Quando le cose vanno veramente male, di cosa ha bisogno la gente?”
S.E. FINZI MATTIA: “Di qualcuno che risolve.”
SENSINI FABIO: “Quello è il piano A. Ma se non c’è nessuno che risolve, qual è il piano B?”
S.E. FINZI MATTIA: [pausa] “Non lo so.”
SENSINI FABIO. “Distrazione, Mattia. Quando le cose vanno veramente male e nessuno le può risolvere, la gente ha bisogno di distrazione. E chi è che racconta la storia migliore, oggi come oggi?”
S.E. FINZI MATTIA: “Noi, non c’è dubbio.”
SENSINI FABIO: “Esatto. Ti rendi conto? Abbiamo detto che i posti di lavoro sono aumentati, e sono aumentati anche i disoccupati. Abbiamo detto che c’è la ripresa. Abbiamo detto che l’Europa si farà carico dell’emergenza immigrati. Abbiamo detto…guarda, ne abbiamo dette di quelle che mi vergognavo, eppure…”
S.E. FINZI MATTIA: “…è vero, eppure la gente ci crede. Chissà perché…”
SENSINI FABIO: “Perché così sta meglio, Mattia. Ti pare poco?”
S.E. FINZI MATTIA: “Come quando la moglie ti mette le corna e tu in fondo lo sai, ma se lei ti dice ‘Amo solo te’…”
SENSINI FABIO: “…ci credi, esatto. Perché sennò ti tocca litigare, soffrire, divorziare, trovare un’altra moglie…”
S.E. FINZI MATTIA: “E così si tira avanti, si sta tranquilli...”
SENSINI FABIO: “Come diceva Berlinguer? Il nostro partito è una forza tranquilla.”
[ridono]


Letto, confermato e sottoscritto
L’UFFICIALE DI P.G.
M.o  Osvaldo Spengler



(*) "Trattasi" -   tanto per non cambiare stile,  quello  della  Benemerita...  -   di ricostruzioni che sono  frutto della mia  fantasia di  autore e commediografo.  Qualsiasi riferimento  a fatti o persone  reali  deve ritenersi puramente casuale. (Roberto Buffagni)

Chi è il  Maresciallo Osvaldo Spengler?  Nato a Guardiagrele (CH) il 29 maggio 1948 da famiglia di antiche origini sassoni (carbonai di Blankenburg am Harz emigrati nelle foreste abruzzesi per sfuggire agli orrori della Guerra dei Trent’anni), manifestò sin dall’infanzia intelletto vivace e carattere riservato, forse un po’ rigido, chiuso, pessimista. Il padre, impiegato postale, lo avviò agli studi ginnasiali, nella speranza che Osvaldo conseguisse, primo della sua famiglia, la laurea di dottore in legge. Ma pur frequentando con profitto il Liceo Classico di Chieti “Asinio Pollione”, al conseguimento della maturità con il voto di 60/60, Osvaldo si rifiutò recisamente di proseguire gli studi, e si arruolò invece, con delusione e sgomento della famiglia, nell’Arma dei Carabinieri. Unica ragione da lui addotta: “Non mi piace far chiacchiere .” (Com’è noto, il carabiniere è “uso a obbedir tacendo”). Mise a frutto le sue doti di acuto osservatore dell’uomo in alcune indagini rimaste celebri (una per tutte: l’arresto dell’inafferrabile Pino Lenticchi, “il Bel Mitraglia”). Coinvolto nelle indagini su “Tangentopoli”, perseguì con cocciutaggine una linea d’indagine personalissima ed eterodossa che lo mise in contrasto con i magistrati inquirenti. Invitato a chiedere il trasferimento ad altra mansione, sorprese i superiori proponendosi per la sala ascolto della Procura di ***. Richiesto del perché, rispose testualmente: “Almeno qui le chiacchiere le fanno gli altri.”

***

Roberto Buffagni è un autore teatrale. Il suo ultimo lavoro, attualmente in tournée, è Sorelle d’Italia – Avanspettacolo fondamentalista, musiche di Alessandro Nidi, regia di Cristina Pezzoli, con Veronica Pivetti e Isa Danieli. Come si vede anche dal titolo di questo spettacolo, ha un po’ la fissa del Risorgimento, dell’Italia… insomma, dell’oggettistica vintage...




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