venerdì 20 maggio 2016

Precipita aereo  di linea  egiziano, probabile attentato
La  sostenibile leggerezza dell’Occidente



Le guerre non piacciono a nessuno. Giusto.  Tuttavia,  l’Occidente euro-americano  non solo fa tutto il possibile per evitarle, ma quando costretto, le combatte  malvolentieri, al risparmio. La causa di questa scarsa voglia di incrociare le spade va ricondotta all'imperante retorica pacifista, sfruttata  dai politici, fraintesa dalla gente,  che crede, o auto-ingannandosi, pretende di credere, ovviamente con l'aiutino del buonismo mediatico, che la pacificazione universale, nonostante tutto (sul nonostante torneremo),  sia a portata di mano. Insomma, che la guerra sia ormai fuori dalla storia. 
Ecco perché la notizia della caduta di un aereo Egyptair,  frutto più che probabile di una bomba jihadista,  non desta alcuna attenzione tra la gente come tra i politici. Come del resto  le cattive notizie che quotidianamente giungono  dalla Siria, dall'Iraq e dall' Afghanistan, dove un pugno di centurioni, malvisto dall’opinione pubblica pacifista e poco sopportato in patria dai politici, anche di destra, difende i confini dell’Occidente.  L'ordine, si fa per dire, è attutire, diluire, elaborare. In una parola minimizzare.  Pertanto chi se ne frega  (pardon)  di un aereo egiziano... Figurarsi, di un paese dove comanda  un generale fascista e torturatore...  Antitesi vivente  del paradigma dell'uomo  politico progressista e pacifista...    
Retorica militarista, la nostra? Per giunta amara, se non cattiva, da nostalgici di un immaginoso passato coloniale?  Forse.  In realtà però,  la cosa più grave è che chi scrive non ha mai amato la guerra e soprattutto militari e turrite. Ma una cosa è non essere  fanatici delle stellette, un’ altra bambinoni fasciati arcobaleno. I quali,  nonostante tutto ( guerre  e attentati),  si illudono che le cose si aggiusteranno da sole, perché basterà porgere l’altra guancia al nemico e continuare a vivere come se nulla fosse. 
Si tratta di una ubriacatura che potrebbe costare molto cara, alla quale  nessuno reagisce. La “gente”, perché vuole vivere in pace, senza sacrificare nulla al dio Marte.  Il che è scontato. I politici, perché temono l’impopolarità della guerra. Il che è meno scontato.  Gli intellettuali (a parte rare eccezioni) ,perché imbevuti di cultura pacifista, socialista, umanitarista,  pseudo-cristiana. Il che  è imperdonabile.
Insomma, tutti -  per paura, per calcolo, per vanità  - sperano che le cose si risolvano da sole. Niente di più facile, sempre per  gli stessi,  dichiarare, come recita il titolo di un libro già celebrato in Italia, che chi ci  uccide non avrà il nostro odio...    
Purtroppo, siamo davanti alla sostenibile  leggerezza dell’Occidente.  Sostenibile però  fino a quando? Intanto  è caduto un altro aereo civile. Avanti il prossimo.

Carlo Gambescia



4 commenti:

  1. angelo ciccarella20 maggio 2016 17:48

    Condivido tutto. Curioso, da noi si innalzano monumenti verbali all'indomani della morte di Marco Pannella per le sue battaglie per lo più mortifere - aborto e eutanasia, come le vuoi chiamare, inni alla vita? - che perfino un intronato portavoce vaticano, lo elogia; allo stesso tempo la notizia della tragica morte per ammazzamento di tante persone a bordo di un aereo di linea egiziano, è riportata col silenziatore. Ci sono migliaia di tagliagole senza paura, pronti ogni momento a farsi esplodere contro gente innocente, e noi che facciamo? Lasciamo correre. Del resto ci sono a breve le elezioni per il sindaco a Roma e Milano, dove Renzi si gioca un po' di credito rimasto, di cosa altro vogliamo parlare? I morti lontani da noi, sono esotici, come disse una volta un noto giornalista sul libro paga di Agnelli.
    A meno che, Carlo, non ci sia una sorta di Lodo Moro che garantirebbe a noi italiani immunità dagli attentati islamisti. Ma no, cosa dico, sono farneticazioni alla David Icke.

    RispondiElimina
  2. No hay ejemplo mayor de ligereza que el NO RECONOCIMIENTO de la intervención de los servicios secretos marroquíes en los atentados de Madrid del 11-M. Esto hubiera supuesto la guerra con Marruecos, a lo que muy pocos estaban dispuestos en España. La opinión pública Española no puede tolerar otra cosa que no sea la expulsión de unos moros y unas cabras del islote Perejil, previa autorización de los Estados Unidos. Abrazo, Carlo.

    RispondiElimina
  3. "...previa autorización de los Estados Unidos" . :-) Exacto! Abrazo!

    RispondiElimina