domenica 21 giugno 2015

Destra e Sinistra, un tentativo di spiegazione terra-terra
Così è se vi... piace

di Carlo Pompei





Una frase può essere ascrivibile ad una ideologia? o addirittura ad un totalitarismo?
Certo, se si tratta di frasi univoche che, richiamando punti fissi, sono incasellabili in specifiche "categorie politiche".
Tutte quelle frasi che hanno un sapore progressista saranno quindi contrapposte a tutte quelle che mirano ad una conservazione dello status quo.
Non a caso le "rivoluzioni" si immaginano sempre a sinistra: se vuoi cambiare non puoi essere conservatore, anche se esistono le eccezioni.
Vediamo.
In realtà, in ogni rivoluzione, un nuovo ordine ne scalza uno vecchio e si serve del popolo per attuare il progetto.
Progressisti e conservatori si alternano in un balletto eterno, talvolta scambiandosi di ruolo al fine di perpetuare l'esercizio del potere.
Oltre questi cardini inamovibili per natura stessa della politica, vi sono le sfumature.
ln democrazia la sinistra si presenta più "morbida" che negli ordinamenti ispirati alle dittature comuniste.
La destra, invece, mantiene quell'intransigenza "coerente", ma controproducente che, appunto, consente alla controparte di operare una serie di appropriazioni indebite pescate nel circondario: dall'anarchia (non governo) ad alcune forme di socializzazione a senso unico del bene comune passando per l'equivoco sul "corporativismo" sfociato (semplificando) nel sindacalismo inutile dei giorni nostri.
Otterremo, quindi, ricchi padroni contro operai proletari che si confrontano per affermare i loro estremi intendimenti. 
Ma quanto è distorta ed abusata questa visione?
Tuttavia, il preambolo ci serviva per giungere ad una celebre frase che può essere attribuita all'una o all'altra parte in funzione della sua formulazione. 
Ovviamente si parla di libertà. 
Si tratta della frase resa famosa da Martin Luther King, spesso riportata con la formula buonista preferita dalla sinistra, ovverosia: la MIA libertà finisce dove inizia la VOSTRA.
Analizziamo. 

Porsi come singolo ed iniziale detentore di libertà (MIA) pronto a rinunciarvi in favore di una comunità (VOSTRA), è tipico delle strutture di linguaggio usate da coloro che vogliono ottenere un consenso.
Riformulare la frase senza cambiarne il senso, ma rovesciandone l'ordine, inverte anche i significati sociopolitici.
Se dico: la TUA libertà finisce dove inizia la MIA, il tono bonario e remissivo diventa di colpo minaccioso.
Nell'immaginario collettivo il primo esempio restituisce l'illusoria impressione di un monarca pronto ad aprire le porte del suo castello all'ultimo servo della gleba, mentre nel secondo sembra che ogni ponte levatoio sia pronto per essere issato a difesa della proprietà privata.
Eppure le due frasi significano la medesima cosa.
Ora guardatevi intorno e ridisegnate la vostra realtà, ma fatelo obiettivamente.

Carlo Pompei



Carlo Pompei, classe 1966, “Romano de Roma”. Appena nato, non sapendo ancora né leggere, né scrivere, cominciò improvvisamente a disegnare. Oggi, si divide tra grafica, impaginazione, scrittura, illustrazione, informatica, insegnamento ed… ebanisteria “entry level”.

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