venerdì 22 maggio 2015

Il cancro si può vincere, grazie al professor  Enrico Cortesi 
Non solo Emma (Bonino)



Il cancro si può contrastare e vincere. Alla autorevole testimonianza di  Emma Bonino(*), vorrei aggiungere la mia.  Una persona a me cara,   in cura da circa un anno presso la stessa unità del Policlinico Umberto I di Roma che segue l’ Emma nazionale,  sta decisamente meglio. Anche il suo - di non simpatico visitatore -  è   scomparso.  Notizia bellissima, comunicataci  circa una settimana fa dal  professor  Enrico Cortesi,  primario di Oncologia B:  uomo dagli splendidi baffi, che nell’aspetto e  modi ricorda un  elegante ufficiale  britannico dell’ Ottocento.  Un soldato di altri tempi, che nella dura battaglia contro il cancro,  a spada sguainata e fra i proiettili che fischiano,  comanda, con ferma e consumata abilità,  i suoi  coraggiosi Royal Gurkha Rifles, in camice bianco.  Non mi dilungo sulle metodologie di cura  (un mix “personalizzato” di  chemio e radioterapia), perché finirei  per  parlare  di cose che non conosco. Che però funzionano…  Ecco il punto. E anche per tanti altri pazienti.
Invece posso, anzi devo parlare, di quel supplemento di  dolcezza che  anima Oncologia B, sentimento che pervade  volontari, medici, infermieri (uomini e donne), trasformando una austera caserma  umbertina  nell’ angolo più confortevole  del salotto di casa.  Del resto i Gurkha   del professor Enrico Cortesi  salvano vite.  Non uccidono.  Un risvolto,  bello e possibile, che potrebbe piacere al vecchio Kipling…     
Insomma, non solo Emma.   Grazie a tutti. 

Carlo Gambescia