Adolfo Urso, oggi Ministro delle imprese e del Made in Italy, ma
negli anni Novanta penna di punta dell’ “Italia Settimanale”, rivista
di estrema destra, diretta da Marcello Veneziani, nemica della
privatizzazioni, si è offeso e vuole i danni (tanti soldi) da
Cruciani, quello della “Zanzara”. Non ha gradito il nuovo nome di
battesimo (diciamo), che ironizza sul suo statalismo, di “Adolfo
URSS”. Per la serie: "Chi tocca i fili muore".
Ieri Giorgia Meloni, al G7, si esibita in un selfy con i fotografi alle sue spalle, con toni e modi degni di Enzo, quello di un “Sacco Bello”, il tizio del viaggio nella Polonia sovietizzata, con le calze di nylon nella valigia, e dell’ovatta nel cavallo dei pantaloni. Un' apoteosi del cattivo gusto, con un tocco di Marchese del Grillo. Per la serie, “Io so’ io e voi non siete un c…”.
L’altro ieri, alla Camera, Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, scienza e istruzione, “si è [reso] partecipe di un' aggressione con pugni e calci insieme con il collega della Lega Igor Lezzi ai danni dell’onorevole del Movimento Cinque Stelle Leonardo Donno ” (così su Wiki). Per la serie, “Con Mollicone allo Sport sarebbe finita peggio…”.
Tre membri di Fratelli d’Italia, diciamo togati, anzi togatissimi nel caso della Meloni, tre casi emblematici di un certo di tipo di mentalità.
Se Fratelli d’Italia fosse una persona, diciamo un vicino di casa, un conoscente, un collega di lavoro, eccetera, sarebbe permaloso, sbruffone, irascibile. Una persona antipatica, infrequentabile. Eppure 7 milioni di italiani hanno votato Fratelli d’Italia.
Che c’è che non va ?
Carlo Gambescia
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