Asor Rosa e lo "stato d' emergenza"
Un leninista dilettante
Asor Rosa, su il Manifesto, ha chiesto l’instaurazione dello “stato d'emergenza” per togliere di mezzo Berlusconi e i suoi. In pratica, un colpo di
stato. Ecco un passo, particolarmente significativo, del suo editoriale:
«Ciò cui io penso è invece una prova di
forza che, con l'autorevolezza e le ragioni inconfutabili che promanano dalla
difesa dei capisaldi irrinunciabili del sistema repubblicano, scenda dall'alto,
instaura quello che io definirei un normale «stato d'emergenza», si avvale, più
che di manifestanti generosi, dei Carabinieri e della Polizia di Stato congela
le Camere, sospende tutte le immunità parlamentari, restituisce alla
magistratura le sue possibilità e capacità di azione, stabilisce d'autorità
nuove regole elettorali, rimuove, risolvendo per sempre il conflitto
d'interessi, le cause di affermazione e di sopravvivenza della lobby
affaristico-delinquenziale, e avvalendosi anche del prevedibile, anzi
prevedibilissimo appoggio europeo, restituisce l'Italia alla sua più profonda
vocazione democratica, facendo approdare il paese ad una grande, seria, onesta
e, soprattutto, alla pari consultazione elettorale.» (il Manifesto 13 aprile 2o11)
Cosa dire? Innanzitutto, che sono subito
emerse, sul piano dei giudizi, due scuole di pensiero, ovviamente opposte. Riassumiamole
così.
A Destra: “Ma come difendete così tanto la Costituzione , per poi
violarla pur di abbattere Berlusconi? Allora è proprio vero che siete
comunisti…”.
A Sinistra: “Asor Rosa, pur esagerando, ha
detto qualcosa che tutti i cittadini onesti pensano, cioè che Berlusconi è un
pericolo e che quindi deve essere eliminato con qualsiasi mezzo”. Naturalmente,
va ricordata anche una terza posizione, quella dei minimalisti di destra e
sinistra: “Asor Rosa, e un intellettuale, uno che vive tra e nuvole o nel
passato, e perciò le sue parole lasciano il tempo che trovano”.
Diciamo che quello di Asor Rosa è un
esercizio di realismo politico in tinta leninista. In tinta, perché c’è
leninismo e leninismo. E quello del professore ricorda da vicino il leninismo
posticcio delle brigate rosse, strategicamente e tatticamente fuori bersaglio.
Per quale ragione? Perché Berlusconi, nonostante tutto, gode di un forte
consenso nel Paese, consenso che gli permette - e permetterà - di tenere sotto
controllo la situazione. Inoltre gli italiani, come altre volte nella storia
della Repubblica, non vogliono sentir parlare di violenza e di sospensione
delle libertà. Proprio quello, a cui condurrebbe, se attuata con la forza, l’
idea di “stato d' emergenza”.
Infine, la pura violenza, di regola,
funziona, solo se usata per la spallata finale. E deve godere della complicità,
o quantomeno della parziale connivenza delle istituzioni amministrative,
militari e di polizia. Per conquistare il potere, un pugno di magistrati di sinistra,
per giunta abbastanza isolati, quattro sfascisti viola e alcuni giornali più o
meno legati alle procure, non sono assolutamente sufficienti.
Perciò, concludendo, Asor Rosa è un
leninista, ma dilettante.
Carlo Gambescia
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